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Roma ad agosto
Dalla A alla Zetema

Roma ad agosto è da raccontare, soprattutto se l’estate è quella del 2020. L’emergenza sanitaria che ha sconvolto il mondo, cambiato equilibri, ridisegnato scenari collettivi e personali, ha avuto un impatto notevole sulle città d’arte,  in particolare su quelle a vocazione turistica internazionale, che hanno dovuto ripensare tempi, luoghi  e nuove platee, di una estate italiana in epoca Covid. Roma, da sempre polo di attrazione turistica e culturale, una delle città più visitate al mondo, l’oggetto del desiderio di milioni di viaggiatori che la visitano più volte, perché per conoscere “Roma, non basta una vita”, fronteggia l’imprevisto.  L’estate 2020 la racconta comunque protagonista, capace di rimodulare proposte, ripensare luoghi e spazi, offrire ai cittadini, tutti, anche quelli che lo sono per un giorno, molteplici iniziative culturali e attività di svago che rendono vivace e reattiva una città abituata ad essere sotto i riflettori del mondo. Ed è al mondo che parla. Roma capoccia, orgogliosa, fiera, Roma che ne ha viste e superate tante e che sa che anche questa passerà. E intanto vive e fa vivere un agosto vivace, con musei aperti, mostre interessanti, installazioni suggestive, serate musicali e danzanti, viaggi virtuali nell’antica Roma tra storia, archeologia e spettacolo, immersioni in un passato che ricorda quello che Roma è stata e che è capace di fare. La Roma contemporanea si dà da fare e se l’estate è il tempo in cui far riposare corpo e animo, pensa al benessere psicofisico dei suoi cittadini e inaugura stabilimenti urbani nei parchi cittadini con attività sportive, per una mens sana in corpore sano e  propone animazioni per tutte le età, passeggiate culturali nelle ville storiche, biblioteche a spasso per i quartieri su innovative biblionavette, caleidoscopi sotto le stelle della Casa del Cinema e stagioni concertistiche all’aperto. Una Roma attiva, con una vita culturale intensa e articolata che si svolge in tanti luoghi diversi, dal centro alle periferie, una Romarama, il nome dato al nuovo sguardo sulla città che racconta l’insieme delle proposte offerte dalle istituzioni culturali di Roma Capitale alla città, a chi la vive e a chi la visita, per una   cultura che nutre lo spirito attraverso l’arte e muove la città. Osservatorio Roma e America Oggi incontrano Remo Tagliacozzo, amministratore unico di Zetema Progetto Cultura, l’ente attuativo di Roma Capitale, il braccio operativo che rende concreti i progetti e fruibili le possibilità, dai musei, ai parchi, alle ville storiche ai front office, all’accoglienza di turisti e visitatori, perché la Roma dei servizi culturali davvero si può raccontare solo dalla A alla Zetema.

Roma ad agosto 2020 che storia racconta?

Roma racconta sempre una storia millenaria, ma in questa estate così particolare vuole essere ancora più aperta e vicina ai suoi cittadini e ai turisti che finalmente cominciano a tornare in una città che è una delle più sicure al mondo per scrivere insieme il racconto di una Roma contemporanea attrattiva e propositiva.

La città come ha rimodulato la sua offerta culturale in tempo di Covid?

Abbiamo diviso l’offerta culturale, nell’ambito della programmazione di Romarama, tra servizi culturali e accoglienza al cittadino, realizzando stabilimenti urbani, aree in 5 parchi pubblici attrezzate con sdraio, ombrelloni, fontane, sistemi di nebulizzazione per dare frescura, punti di ristoro con vendita di alimenti e bevande, aperti al pubblico dal 1 agosto al 27 settembre. Ogni stabilimento è dotato di aree gioco e fitness, protette da gazebo, pensate per bambini e ragazzi, con attività di animazione che sensibilizzano sui temi della natura e dell’ambiente e con lezioni quotidiane di yoga, pilates e ginnastica dolce.

Gli Stabilimenti Urbani fanno vivere la città in modalità vacanza, con aree attrezzate a spiaggia, ma consentono anche di far conoscere parchi di zone periferiche. E’ un nuovo modo di vivere tutta la città?

E’ un nuovo modo di vivere la città, iniziato due anni fa con Tiberis, che rinnova l’appuntamento con Eur Marconi, a San Paolo, un quartiere storico di Roma e con gli stabilimenti urbani distribuiti nei quadranti romani, il Parco delle Canapiglie in zona Torre Maura, il Parco della Biblioteca Laurentina all’Eur, il Parco Pino Lecce a Magliana e il Parco Villa Doria Pamphilj. Torre Maura e Tor Bella Monaca, Montesacro e Casal dé Pazzi, il Trullo e Casetta Mattei, Roma Nord con Gregorio VII e San Pietro. L’iniziativa abbraccia quasi tutta Roma. 250 ombrelloni, 500 posti, attività di fitness erogate in modalità antiCovid, punti di ristoro per tutti.

Tiberis che cos’è?

Tiberis è un progetto diventato realtà due anni fa, una splendida spiaggia sulla riva del Tevere, allestita all’altezza di Ponte Marconi, in un’area prima degradata e abbandonata, ora attrezzata per il sole e per il fitness, animata da attività e spettacoli di intrattenimento che permetteranno di sentirsi in vacanza anche a chi resta a Roma.  E’ uno spazio pubblico che favorisce socialità e benessere, con ombrelloni, sdraio, impianti sportivi e una forma di controllo microclimatico naturale che funziona attraverso un sistema di nebulizzazione e fontane rinfrescanti. La fruizione dei servizi è offerta a tutti, in modalità assolutamente gratuita e in piena applicazione delle disposizioni sanitarie di prevenzione del Covid.

Roma è una città con una naturale vocazione internazionale, che accoglie in questa estate un turismo prevalentemente italiano. Come vive questo periodo di nuovo italianesimo?

Only for the brave, sfidando questo periodo, riaprendo musei e tutti i luoghi della cultura capitolina affinchè siano vissuti, in sicurezza e consapevolezza. Roma Capitale, nelle sue istituzioni cittadine, Sindaca, Assessorati alla Crescita culturale, al turismo, Sovrintendenza, sono stati tutti uniti e pronti a rendere Roma città aperta. La Casa del Cinema a Villa Borghese, nel teatro Ettore Scola, con le grandi rassegne dedicate a giganti del nostro cinema, il Circo Maximo Experience che si arricchisce, oltre ai servizi  in realtà virtuale e aumentata che offriamo già da un anno, di serate a tema dalle 18 alle 21, passeggiate serali e viaggi nell’antica Roma al Foro di Augusto, con il racconto di Piero Angela, le mostre in corso all’Ara Pacis su Sergio Leone, al Museo di Roma sulla collezione di giocattoli antichi della Sovrintendenza Capitolina, ai Musei Capitolini su Caravaggio e i caravaggeschi, al Museo di Traiano con Civis Civitas Civilitas che sono sempre sold out grazie  al meccanismo virtuoso della prenotazione online e alla gestione dei servizi anche  in modalità remota. Tutte le iniziative culturali sono consultabili sui siti di riferimento della cultura a Roma, i Musei in comune, Zetema, Romarama. Aver promosso questo piano di change management dell’azienda sta dando grandi soddisfazioni.

What my people do, il patrimonio umano di Zetema, 900 persone che custodiscono il patrimonio storico, archeologico e artistico di Roma. Cosa fa la “gente” di Zetema?

Sono custodi della bellezza, di tutta la bellezza, non solo quella dei luoghi storici e più frequentati, i moloch conosciuti in tutto il mondo, ma anche dei luoghi che escono dal tradizionale percorso turistico. Zetema ha appena avuto l’incarico di costituire la DMO, l’investment management organization per far conoscere le tante anime della città e fare da collettore per una Roma contemporanea, unica nella sua storia e nella sua archeologia, creando connessione, condivisione e convivenza tra chi Roma la abita e chi la visita. Chi viene a Roma ne è comunque cittadino.

Roma, oltre ad essere custode di un immenso patrimonio storico e artistico, è tra i più grandi produttori di cultura contemporanea al mondo con più di 20mila eventi l’anno organizzati. Zetema, nella struttura e con la sua “gente”, rende la sfida vincente?

I custodi di bellezza hanno presidiato fisicamente i musei durante tutto il periodo Covid, evitando le ruberie e i furti che sono avvenuti in altri luoghi. Il welfare aziendale che abbiamo avviato ha portato tutta la gente di Zetema a donare una parte del loro premio aziendale alle 150 persone, custodi, bigliettai, information techology, logistica e call center che anche durante la pandemia hanno tutelato fisicamente Roma nei suoi luoghi e nella sua bellezza. What my people do è un esempio per tutti.

Roma oggi come parla al mondo?

Con un messaggio che trasmette sicurezza. Roma aspetta tutti, per la condivisone della sua storia, arte e cultura, nei luoghi chiusi e all’aperto, in condizioni di assoluta sicurezza. La città ha saputo ripensare i suoi luoghi e i suoi spazi, è stata duttile e flessibile, le istituzioni culturali si sono impegnate per superare l’ostacolo Covid assicurando a tutti, cittadini e turisti, una ricca proposta culturale, il Teatro dell’Opera ha spostato la stagione operistica da Caracalla al Circo Massimo, in uno scenario unico al mondo, costruendo un palco e una struttura capace di accogliere fino a 1.500 persone nella totale garanzia del necessario distanziamento sociale. Roma, anche in questa estate 2020, è interessante,  sicura e unica e soprattutto aspetta tutti.