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Fede e Arte per sempre amiche

Il Cardinale Gianfranco Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, ha officiato la Messa Solenne nel Pantheon il giorno di San Giuseppe, al termine  della quale sono stati consegnate le nomine ai nuovi tredici Virtuosi  accolti nella prestigiosa Accademia di Belle Arti e Lettere dei Virtuosi del Pantheon.

L’Osservatorio Roma ha incontrato il Cardinal Ravasi, Membro della  stessa Accademia dei Virtuosi da molti anni e Coordinatore di tutte e sette le Pontificie Accademie, per approfondire il rapporto tra Fede e Arte sulla scia di un dialogo  che negli anni ha subito evoluzioni e mutamenti.

O.R. Eminenza, la lettera agli artisti di Papa Paolo VI, oggi Santo, alla fine del Concilio Vaticano II, che ruolo ha avuto nella distensione dei rapporti tra Fede e Arte e conseguentemente anche sulla Accademia dei Virtuosi al Pantheon?

Card.R. “E’ stato un testo fondamentale, che ha fatto seguito al discorso tenuto dal Papa, quasi completamente a braccio, nella Cappella Sistina nel 1964, rivolto agli artisti per ricucire il divorzio tra Arte e Fede iniziato nella prima metà del Novecento.  Fino ad allora Arte e Fede erano state due sorelle che per secoli hanno camminato insieme e il frutto del loro procedere in simbiosi ha creato capolavori che popolano le nostre chiese, le pinacoteche, i musei di tutto il mondo. Quando Paul Klee descrive la sua arte dicendo che  l’arte non rappresenta il visibile, ma l’invisibile che è visibile, dà una  definizione della teologia che ci fa scoprire, all’interno del reale, l’immanenza e la trascendenza. Questo filo che le univa  ad un certo punto si era interrotto, per ragioni varie, da imputare ad entrambi gli attori. Papa Paolo VI è stato il primo che ha marcato la necessità di un ritorno al dialogo e all’incontro. Il suo discorso del 1964 è stato fondamentale, doppiamente  significativo perché la Chiesa ha riconosciuto le sue colpe per aver lasciato che gli artisti cercassero simboli, narrazioni e figure diverse rispetto alla tradizione religiosa ma al contempo li ha stimolati a non abbandonarsi a percorsi di dissolvenza o dissoluzione e a ritentare l’incontro. La Lettera agli Artisti è una tappa importante, a cui ha fatto seguito l’apertura di Papa Giovanni Paolo II nel 1995 ad altre Classi da inserire nell’Accademia dei Virtuosi”

O.R. Il discorso di Papa Paolo VI si concludeva con un accorato appello rivolto agli artisti affinche’ si ridiventasse amici, nel perdono reciproco, facendo la pace. Per sempre amici può essere il motto e l’impegno dell’Accademia dei Virtuosi oggi?

Card.R. “Certamente, potremmo idealmente immaginare che l’Accademia abbia come scopo quello di ritessere l’amicizia tra l’artista e il credente,  e  l’alleanza tra la Fede e l’Arte   che assume un significato particolare in quanto non soltanto  abbiamo bisogno reciprocamente gli uni degli altri, ma anche di essere insieme per riportare, nel deserto della cultura e della società contemporanea, i grandi valori che erano espressi attraverso i simboli, le figure, le narrazioni di temi religiosi”.

O.R. Le biografie dei nuovi Virtuosi del Pantheon rivelano un dato interessante dal punto di vista anagrafico. Alcuni sono molto giovani. Quale messaggio lancia questa evidente innovazione?

Card.R.” Indubbiamente lancia il messaggio  che non solo quello ormai codificato fa parte della tradizione artistica, ma anche quello che si sta elaborando. Le nuove generazioni stanno aprendo percorsi nuovi, per quanto riguarda l’arte, la letteratura, la poesia, il cinema, le nuove espressioni artistiche. Ed è per questo che è necessario che  nell’Accademia ci sia non solo chi ha realizzato ormai in pienezza il suo percorso, ma anche chi lo sta iniziando con una sua originalità che potrà avere sbocchi futuri e che può ora confrontarsi con chi ha fatto già un lungo percorso”.

O.R. Eminenza, Lei manifesta grande attenzione alla platea dei giovani. L’iniziativa digito, ergo sum destinata ai ragazzi delle scuole superiori ha avuto un grande successo

Card.R. “I dialoghi sulla straordinarietà della lingua latina hanno suscitato grande interesse ed entusiasmo. Il  museo Maxxi, che li ha ospitati,  ha dovuto bloccare gli accessi per l’inatteso numero degli studenti che hanno partecipato. L’importanza del messaggio arrivato ai giovani è che il latino è una straordinaria invenzione mentale per riuscire a favorire la capacità della logica intellettuale. Molto successo ha avuto un volume che traduce in latino i tweets di Papa Francesco che ha più di un milione di followers e questo sforzo di tradurre in latino la contemporaneità è molto interessante e da apprezzare”.

O.R. La nomina dei tredici nuovi Accademici  Virtuosi al Pantheon contribuisce a diffondere e a rendere nota l’opera meritoria della più antica e prestigiosa tra le Pontificie Accademie

Card.R.”La ricerca artistica in tutte le sue espressioni, il rapporto tra Fede e Arte, il dialogo con il presente, sono le attività che caratterizzano l’Accademia, il cui impegno è teso a favorire la pienezza della realizzazione umana, promuovendo un costruttivo rapporto tra  Arte e Fede, con l’auspicio che esse  siano amiche per sempre”.