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La romanità da Oscar di Carlo Verdone

Carlo Verdone e Roma, storia di un grande amore che si nutre anche di premi come l’Oscar alla romanità, attribuito al grande attore, regista, scrittore icona del cinema italiano, narratore raffinato e sensibile di una Roma autentica. Attraverso i suoi film, testimoni ridenti ma mai irridenti dei romani e della loro romanità, l’eco di Roma è sempre arrivata lontano, raccontando una città e i suoi mutamenti con lo sguardo lucido del regista, appassionato dell’attore, innamorato del romano. Perché, per Carlo Verdone, Roma è la più bella città del mondo.

L’Osservatorio Roma lo ha incontrato per delineare un ritratto della città da presentare idealmente agli italiani, non solo ai romani, che vivono all’estero, perché ogni italiano  ha  un pizzico di Roma nel cuore.

O.R. Per Carlo Verdone, un italiano che vive a New York come desidera che Roma gli sia raccontata?

C.V. “Vorrebbe innanzitutto sapere se questa città si stia rialzando dalle difficoltà che negli ultimi anni la hanno resa una città grande e non una grande città. Mi piacerebbe essere proprio io a raccontare che la fase depressiva della città comincia a cambiar verso, con un miglioramento generale delle infrastrutture, con una metropolitana che non si ferma più, con le strade che hanno meno buche e che sono sempre più pulite, e soprattutto che i romani ridono sempre di più. Sarei davvero felice di poter fare questo racconto”.

O.R. Il cinema che ruolo può avere nel racconto delle cose belle, dal punto di vista culturale che, al di là delle buche, Roma propone con generosità?

C.V.”Se il cinema deve fare realismo, il suo compito è quello di raccontare con verità quello che vede la macchina da presa, cose belle e meno belle. Un regista cerca di fare del suo meglio per rappresentare la città nelle sua forma migliore, anche in considerazione del messaggio che esporta all’estero e a Roma di cose bellissime da raccontare ce ne sono tante…monumenti, scorci, colori. Nel mio ultimo film, Benedetta Follia, ho trattato Roma benissimo, stanco del racconto disastroso, delle foto di voragini, buche, autobus in fiamme, metro bloccate… ho voluto rappresentare la mia città  con eleganza, restituendole una immagine bellissima, anche per incoraggiare i cittadini romani, coltivando  l’idea che a Roma, bella com’è, possa bastare solo qualche piccolo ritocco per tornare a splendere”.

O.R. Lei ha esaltato la bellezza del paesaggio artistico e architettonico di Roma che incontra  uno scenario naturale di incomparabile bellezza. Se dovesse rivolgere un saluto agli italiani all’estero da un luogo di Roma che per lei rappresenta il cuore della città, da dove lo  invierebbe?

C.V.”Dalla terrazza del Gianicolo, dallo splendido panorama che abbraccia tutta la città a quasi 200° e che appare meravigliosa, vista dall’alto. L’ affaccio sui  campanili, le chiese, i ponti, il Tevere, gli edifici, fa capire quanto bella sia   questa città che ha attraversato con l’arte, l’epoca romana,  rinascimentale, barocca. Roma esprime tutto questo. Io invierei da quel panorama, da quel piazzale meraviglioso,  il mio saluto a tutti coloro i quali sono lontani, dalla terrazza del Gianicolo, il panorama più bello che ha Roma”.

O.R. Se qualcuno volesse cercare Carlo Verdone, per  capire il suo rapporto anche fisico con Roma,  tra le  strade della città, dove potrebbe incontrarla, forse nelle vicinanze della  sua amata casa sotto i portici?

C.V.” A Ponte Sisto, dove parallelamente c’è un palazzo con un porticato, a Lungotevere dei Vallati, civico numero 2, dove io ho abitato, con tutta la mia famiglia, per tanti, tanti anni e dove aveva già abitato mia madre prima che si sposasse. Se qualcuno passa di lì, pensa lì è nato e ha abitato Carlo Verdone. E’ uno dei posti più significativi di Roma, perché Ponte Sisto collega Trastevere con Campo dei Fiori, alla fine di via Giulia, nel punto più bello di Roma”

O.R. In realtà nella sua casa a Ponte Sisto abbiamo abitato tutti noi che abbiamo letto il libro La casa sotto i portici,  che lei ha scritto per ricordare l’importanza di questa casa nella sua vita personale e famigliare.

C.V.”L’intento del mio racconto era quello di far entrare ancora gente in quella casa, così importante per me, attraverso la lettura di pagine a cui ho dato assoluta sincerità e verità”

O.R. Il suo intento è perfettamente riuscito, perché in quel grande appartamento ci siamo davvero entrati un po' tutti, giocando a palla nel lungo corridoio e nascondendoci dietro la grande porta a vetri. La sua descrizione ha restituito un’idea di casa viva, allegra, piena di armonia.

C.V. “Partendo della mia casa, ho raccontato una Roma anche un po' in bianco e nero, descrivendola dagli anni cinquanta, quando ero bambino, attraverso gli episodi, le persone che hanno visitato la casa, le emozioni che provavo io da adolescente, da universitario. Spero di essere riuscito a comunicare lo spirito di Roma insieme  al mio spirito di allora, alla mia sensibilità”

O.R. Il suo racconto svela e rivela le esperienze e le sensibilità dei molti ospiti di quella casa, letterati, registi, attori. Scrivendo questo libro, lei ha contribuito a far conoscere e divulgare il clima culturale di quell’epoca.

C.V. “Ho provato a fermare il tempo, tentando di raccontarlo a chi non ha vissuto quel periodo e cercando, attraverso le pagine, di trasmettere un po' dell’atmosfera che ha caratterizzato quegli anni.

O.R. Roma può tornare ad essere il luogo del pensiero e dell’azione, recuperando la grande eredità culturale che le è stata lasciata?

C.V. “Voglio essere ottimista. Questa città è entrata tante volte in decadenza, con i barbari, nel Medioevo, però ha saputo sempre tirarsi su. Speriamo che ci siano persone illuminate, che vogliano bene a Roma, che si rimbocchino le maniche per far risorgere questa città che è la più bella città del mondo”

O.R. “Oscar per la romanità a Carlo Verdone. Qual è per lei l’importanza di questo premio?

C.V. “E’ un riconoscimento che ho accolto con grande piacere, ringrazio chi ha deciso di attribuirmelo nel corso di una premiazione molto affettuosa. Io mi sento profondamente romano in tutto e non posso non apprezzare un premio, un Oscar alla romanità”.

O.R. Parliamo anche del Premio dedicato a Mario Verdone, giunto alla decima edizione e attribuito nell’ambito del Cinema Europeo a Lecce che si svolge in questi giorni. L’occasione per ricordare suo padre, insigne studioso e uomo di raffinata cultura.

C.V. “Mio padre è stato un grande padre che ha affidato il suo insegnamento all’esempio più che alle parole. E’ stato, non solo per noi figli, un grande educatore e ha soprattutto avuto il merito di aver fatto nascere in noi e incoraggiato tante passioni, per la cultura, il bello, la memoria storica.  E’ stato il primo professore di Storia e Critica del Cinema in Italia, in una cattedra che ha creato lui, un sogno che è riuscito a realizzare.  Sono felice di poter dire che mio padre è stato una persona eccezionale”

L’Osservatorio Roma, ringraziando Carlo Verdone, ringrazia e omaggia anche il prof.  Mario Verdone che ha contribuito a diffondere la conoscenza e la cultura cinematografica in Italia, per un cinema che non ha confini.



(Si ringrazia per la collaborazione Francesca Piggianelli, presidente dell’Associazione culturale Romarteventi)