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La cultura si comunica con emozione

Nel racconto di Roma e delle molteplici iniziative culturali che colorano la vita di questa meravigliosa città, c’è un nome  che compare sempre ed è quello di Zetema Progetto Cultura, un ente attuativo, interamente partecipato dal Comune di Roma, che ha come principale obiettivo la valorizzazione del  suo patrimonio storico, artistico e culturale. Presidente di Zetema e della sua realtà declinata prevalentemente al femminile - su  900 dipendenti, il 65% sono donne in posizioni anche apicali - è Francesca Jacobone, docente di Economia all’ Università Roma Tre e manager di profilo internazionale.

Presidente, come presenterebbe Zetema alla comunità italoamericana?

La comunità italoamericana ha un ruolo fondamentale in questa città e in Italia per i rapporti da sempre intercorsi tra i due Paesi ed ha una percezione molto forte dei nostri valori culturali. Zetema è un nome impegnativo, in greco significa ricerca, cioè ricerca dei valori, di quello che noi vogliamo trasmettere di una città il cui principale difetto è quello di avere troppo. Il nostro impegno è quello di far conoscere Roma e il suo patrimonio culturale al di là degli stereotipi del Colosseo e del Vaticano.  Roma emana cultura, è fatta di cultura, può trasmetterla non solo pensando alla fruizione delle sue opere d’arte, ma offrendo la città stessa, tra  storia, innovazione, tecnologia e soprattutto  bellezza.

Cosa comporta occuparsi di cultura a Roma, in considerazione della unicità del suo patrimonio storico e artistico, del suo ruolo di capitale e della sua dimensione contemporanea nella realtà italiana e internazionale?

La città metropolitana, cioè l’Amministrazione di Roma Capitale si occupa della cultura di Roma. Zetema è una società di supporto all’Amministrazione, alla quale permette di utilizzare al meglio le risorse di cui dispone. Mi piacerebbe che Roma diventasse, dal punto di vista culturale e turistico, un modello da replicare, provando a fare e a sperimentare qualcosa che gli altri non fanno e che possano copiare da noi. Le potenzialità ci sono, facciamo molte cose fatte bene, dobbiamo solo imparare a comunicarle nel modo corretto, affinchè il modello di Roma diventi replicabile. La percezione americana del brand Roma è molto alta, ma bisogna imparare a raccontare sempre di più e sempre meglio le innumerevoli iniziative culturali, le mostre, gli eventi che Roma oggi organizza più di altre capitali europee, per rappresentare compiutamente la ricchezza della  sua dimensione contemporanea.

Privilegio, sfida, responsabilità…quale colore prevale nella sua esperienza personale alla guida di una realtà tanto importante?

Sebbene nella mia vita professionale io abbia diretto molte aziende multinazionali, avverto il privilegio di poter gestire un’azienda che si occupa di temi che impattano sul futuro dei nostri cittadini, studiando il passato e trasferendo cultura e formazione ai giovani. Mi sento una sorta di primus inter pares tra persone di grande professionalità e competenza che condividono un progetto di diffusione culturale importante. Averne la responsabilità dona anche un senso di gioia. Non è una sfida ma un progetto  che comporta una leadership coraggiosa, capace di cambiare, per adeguarsi ai mutamenti.

Zetema ha il compito di valorizzare il patrimonio culturale di Roma. La valorizzazione è una precisa funzione amministrativa individuata dall’art. 6 del codice dei beni culturali e del paesaggio. Con quali modalità Zetema rende possibile la fruizione del patrimonio culturale?

La fruizione del patrimonio culturale è la mission dell’azienda, favorendo l’accesso ottimale al patrimonio storico, artistico e culturale. Svolgiamo un numero importante di compiti per conto dell’Amministrazione Capitolina, dalla gestione dei  18 musei civici e di tutti gli eventi museali, all’accoglienza, alla biglietteria, alla didattica, alla gestione delle librerie, alla vigilanza, al front office, all’organizzazione dei grandi eventi. La nostra azienda è un punto di riferimento di supporto alle attività e alle priorità dell’Amministrazione Capitolina. Roma Capitale è estremamente attenta alla cultura, affinchè sia inclusiva e accessibile a tutti. Uno dei nostri compiti è fare in modo che questo si realizzi al meglio. Mettiamo sul mercato un sistema articolato di servizi agendo come società in house, cioè al 100% partecipata dall’Amministrazione.

Roma è di chi la abita e di chi la visita. Come cambia, se cambia, la proposta culturale rivolta a target diversi ma ugualmente significativi?

Roma non è solo Colosseo, Vaticano e Fontana di Trevi ma molto altro. Offre una quantità di servizi che sono a disposizione del cittadino e Zetema ha il compito di farli conoscere attraverso una serie di strumenti diversi, alcuni rivolti ai residenti, altri ai turisti. La Mic card, pensata per i cittadini, consente di fruire di tutti i beni a disposizione con soli 5 euro l’anno, per i turisti ci sono sistemi che consentono l’accesso alla fruizione del patrimonio museale o ad eventi con la Roma pass . Inoltre, all’interno dei nostri musei, abbiamo personale attento e preparato a fornire tutte le informazioni che consentano uno storytelling  esaustivo del luogo che non solo si visita, ma si vive. Un ruolo importante e innovativo svolgono i Book Shop, destinati a diventare sempre più luoghi di incontro che colmino vuoti e soddisfino curiosità, da dove si esca arricchiti non solo per aver acquistato una guida o un souvenir, ma per aver vissuto un’emozione. Ne deriva una nuova percezione del museo, come luogo non da visitare ma da vivere.

Nelle aree urbane periferiche c’è la necessità di colmare l’offerta della fruizione culturale. Zetema come è presente?

La promozione di esperienze culturali in zone periferiche ha una importanza fondamentale per Roma Capitale, molto attenta ad una cultura che sia alla portata di tutti. Zetema supporta la realizzazione di varie iniziative che si svolgono anche nelle periferie come La Festa della Musica, l’Estate Romana, Contemporaneamente Roma, Eureka! Gestisce, inoltre, il Museo di Casal de’ Pazzi, un piccolo gioiello famoso per il ritrovamento di resti fossili di elefante antico, oggi visitabili nel museo stesso. La presenza di Zetema in tutti i municipi, avviene anche attraverso servizi di front office e progetti speciali in 35 Biblioteche di Roma sparse in tutta la città.

Qual è il ruolo che Zetema riconosce alla tecnologia applicata alla cultura, nelle sue declinazioni soprattutto in ambito archeologico, come dimostra anche la recente iniziativa del Circo Maximo Experience?

Scienza e tecnologia sono fondamentali per il nostro futuro. Le tecnologie, nell’ambito dei Beni Culturali,  devono essere sistemi di supporto per  facilitare il lavoro di chi opera in questo settore. Pensiamo a come è cambiata la gestione dei musei con la realtà aumentata e virtuale, che consente di vedere  opere dislocate temporaneamente, per prestiti o  altri motivi, in luoghi diversi. Grazie alle moderne tecnologie, a Roma è possibile vedere l’ Ara Pacis, il Circo Massimo e i Fori come non li abbiamo mai visti prima. Questi strumenti non  devono  però essere l’unico sistema per avvicinarsi alla fruizione di un museo o di un’opera d’arte. Accostarsi all’arte significa provare emozione, e questo può anche essere favorito dalla applicazione delle nuove tecnologie a patto che esse tendano non solo all’aumento del target in senso numerico, ma alla crescita dell’interesse culturale del target stesso.

A Roma tutto parla di Zetema, dal personale degli Info Point, agli addetti ai servizi museali, ai responsabili della comunicazione. Zetema nome amico anche per gli italoamericani in visita a Roma?

Certamente, potranno contare su Zetema per molti servizi, a cominciare dal front office di accoglienza, all’entusiasmo dei dipendenti che presentano i luoghi in cui lavorano, ad esempio i musei, come un luogo proprio e caro, di cui sanno ricostruire la storia e narrare le vicende. Questo per un turista straniero è molto importante, perché troverà sempre qualcuno che non darà solo un biglietto ma trasmetterà tutto quello che quel luogo può emanare dal punto di vista culturale, sociale ed emotivo e questo sia nei grandi distretti culturali che nelle realtà più piccole.

La cultura si comunica?

La cultura è un’eccellenza del nostro sistema Paese, abbiamo il dovere di comunicarla perché fa parte della nostra storia, ai giovani perché si formino, ai turisti perché quando visitano Roma possano avere gli strumenti culturali per capire cosa hanno intorno.

Quanto è importante una adeguata narrazione di Roma in Italia e nel mondo?

E’ fondamentale. Zetema utilizza tutti gli strumenti, a cominciare dai social, ma curando, in modo parallelo, la comunicazione istituzionale. Relativamente alla comunità italoamericana, soprattutto quella parte di essa di elevata preparazione, molto attaccata agli scambi culturali che ci sono da sempre tra il mondo americano e il nostro, va raggiunta non solo con i social ma principalmente con il ritorno alla comunicazione istituzionale per invitare e riportare in Italia un turismo che non è solo il turismo scientifico e congressuale, ma è legato a determinate e approfondite conoscenze culturali.

I Caffè con Vista! Impresa e Cultura, il ciclo di incontri organizzato da Zetema e da Unindustria sui temi dell’innovazione, l’arte, l’impresa e la bellezza, connettono vari mondi sullo stesso tema, la cultura come fonte primaria di benessere, felicità e capitale sociale. E’ questa la mission di Zetema e del suo entusiasmante progetto?

La missione di Zetema è dare servizi all’Amministrazione Capitolina, mettendo insieme, con una contaminazione che produca eccellenza, il mondo del  pubblico e del privato per un progetto che serva al sistema Paese per  valorizzare i Beni Culturali.  La collaborazione, necessaria e auspicabile,  tra industrie, piccole e medie imprese,  università e ricerca  produce e diffonde cultura.