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La Fanfara a cavallo dei Carabinieri di Roma
Musica dell’orgoglio italiano

Lo storico Stadio dei Marmi, inaugurato a Roma nel 1932,  collocato all’interno del Foro Italico e dal settembre 2013 intitolato a Pietro Mennea, simbolo dell’atletica italiana nel mondo, è stato  nei giorni scorsi scenario e palcoscenico per  il Longines Global Champions Tour. La “Formula 1 dell’equitazione”, il circuito di salto ostacoli più prestigioso del mondo che prevede tappe nelle capitali più importanti, ha portato a Roma i cavalieri e le amazzoni più famosi ed è stata anche l’occasione per avvicinare pubblici diversi all’equitazione e allo straordinario mondo del cavallo. A conclusione della importante manifestazione sportiva, impreziosita da eventi dedicati al sociale in una prospettiva di incoraggiante integrazione culturale, si è esibita la Fanfara a cavallo del 4° Reggimento, accompagnando con le sue musiche e i ritmi crescenti, il Carosello storico dell’Arma dei Carabinieri con la tradizionale rievocazione della famosa carica di Pastrengo del 30 aprile 1848. Il pubblico presente ha assistito entusiasta al lancio dei Cavalieri del 1° e 2° squadrone, su segnale delle trombe della Fanfara, con una vera e propria carica, inclusa la presenza nel campo dello Stendardo italiano, esattamente come successe nelle alture di Pastrengo per salvare il Re Vittorio Emanuele. L’esibizione della Fanfara a cavallo dei Carabinieri di Roma suscita sempre grande entusiasmo e partecipazione, in Italia e  all’estero. America Oggi e l’Osservatorio Roma presentano alla comunità italoamericana la Fanfara, la sua storia gloriosa e le innumerevoli attività a cui il Reparto partecipa, attraverso il racconto del Comandante Fabio Tassinari che dal 2001 ne ha la responsabilità musicale e operativa.

Le esibizioni della Fanfara a cavallo dei Carabinieri di Roma, nelle occasioni solenni, restituiscono immagini suggestive che inorgogliscono tutti gli italiani, soprattutto coloro che vivono all’estero. Come si può raccontare la Fanfara attraverso la sua storia?

La Fanfara a cavallo è uno dei più antichi reparti musicali dell’Arma dei Carabinieri, nasce nel 1814 contestualmente all’Arma. In una bozza del regolamento generale dell’Arma dei Carabinieri, che comprendeva un elenco di mansioni e materiali di cui l’Arma si doveva dotare, erano indicati anche i militari “trombetti” ai quali era assegnato il compito di trasmettere gli ordini del comandante a tutte le truppe, scanditi da pochissime note, tre al massimo, suonando a cavallo. I militari avevano codificato più di 200 ordini, mescolando l’altezza dei suoni e il ritmo, e imparato a gestire perfettamente le loro modalità di comunicazione. La musica era il mezzo che consentiva la divulgazione degli ordini dei comandanti alle truppe e ciascun trombettiere, in qualsiasi posto si trovasse, era in grado di comunicare esattamente al resto della truppa il momento in cui eseguire le varie operazioni che scandivano i ritmi della giornata, come abbeverare i cavalli, scendere dal cavallo, far fuoco,  tirar fuori le sciabole, il silenzio, la sveglia. Nasce la musica militare, la cui caratteristica principale è legata alla sua capacità di essere decodificata in poche note legate ad un ordine preciso. Pochi suoni capiti da tutti, che oggi è la cifra dei concerti della Fanfara.

L’immagine iconografica della Fanfara si associa al dialogo armonioso tra musica e cavallo. Come ci si arriva?

Il cavallo è un animale meraviglioso che si sposta nello spazio seguendo tre ritmi principali, il passo, il trotto e il galoppo. Compositori importanti come Mozart e Strauss e i musicisti della Fanfara hanno utilizzato questi ritmi per comporre brani musicali che sono appunto trotti, passi e galoppi famosi. E’ la chiave di inizio dell’armonia tra musica e cavallo.

Le vostre esibizioni assolutamente perfette sottendono un lavoro di esercitazione e allenamento rigoroso. Ci racconta una giornata tipo del Corpo?

In natura il cavallo è un predato e l’uomo è un predatore. La prima cosa è far capire al cavallo la bontà delle nostre intenzioni, anche quando chi lo monta suona ad esempio le percussioni,  ha in mano un bastone e  produce un rumore che può risultare innaturale. L’esibizione nel corso di una cerimonia solenne, come quella del 2 giugno, quando la Fanfara rende gli onori al Presidente della Repubblica con il Reggimento Corazzieri, comporta un lavoro quotidiano enorme che comincia dal progressivo avvicinamento del cavallo ai suoni della musica fin dai primi giorni del suo arrivo nel Reggimento. Il Corpo Forestale dello Stato, recentemente entrato a far parte dell’Arma dei Carabinieri, nelle proprie stazioni di monta, utilizza la musica già dai primi giorni di vita del puledro per favorire, attraverso gli strumenti, l’avvicinamento all’uomo.

 La Fanfara svolge altri compiti oltre la partecipazione alle cerimonie ufficiali?

I compiti della Fanfara a cavallo sono prettamente militari e partecipativi alla vita sociale e politica del Paese,  accompagnando cerimonie solenni, feste di rievocazione storica, eventi civili e militari che vengono enfatizzati proprio dalla partecipazione della Fanfara a cavallo che comporta una adesione del pubblico più gratificata.

Qual è il repertorio musicale di riferimento della Fanfara?

Il repertorio è calibrato in base all’intervento. Nelle cerimonie militari o di Stato, si trasmettono, attraverso la musica, i valori positivi propri di uno Stato. La scelta dei brani ne sarà conseguente espressione. Se si partecipa invece ad un momento di vita quotidiana di una comunità, per esempio un momento religioso, si proporranno brani di musica religiosa.

La produzione musicale è classica ma anche contemporanea. Chi compone i brani eseguiti dalla Fanfara?

La Fanfara a cavallo ha il privilegio di fare lezioni/concerto anche nelle scuole e questo consente di far conoscere la musica militare, con i suoi ritmi e il binomio virtuoso tra uomo e cavallo ma purtroppo  le partiture di musica militare non si trovano facilmente. I motivi derivano principalmente dal fatto che nel mondo le Fanfare a cavallo sono poche, quindi non c’è mercato per queste partiture. Ogni brano viene trascritto e adattato alle esigenze musicali della Fanfara a cavallo, dall’Inno di Mameli a Sailing di Rod Stewart. La trascrizione dei brani per adattarli al nostro repertorio mi vede coinvolto in prima persona. La scelta dei brani può essere dettata da necessità di regia o altre esigenze. Il Carosello storico dell’Arma dei Carabinieri, fiore all’occhiello dell’Arma che tanto affascina la regina Elisabetta II d’Inghilterra che ad ogni arrivo in Italia in visita ufficiale, desidera assistere ad un carosello accompagnato dalle musiche della Fanfara a cavallo o l’anno rossiniano appena concluso, in occasione del 150° anniversario della morte, determinano la scelta dei brani. Ho personalmente trascritto molti brani di Rossini che abbiamo inserito nel nostro repertorio e nel Carosello storico.

Cosa è esattamente un Carosello?

E’ una dimostrazione di abilità dei nostri Carabinieri a cavallo che si manifesta attraverso i due squadroni dei Carabinieri, costituiti dai cavalli grigi del 2° squadrone  e dai cavalli di colore del 1° squadrone, accompagnati dalle nostre musiche che in alternanza trotto e galoppo, eseguono  complicate figure di maneggio.

La Fanfara ha un suo inno?

Ne ha due, “Rimembrando” che è l’inno storico e un nuovo inno composto a quattro mani da me e da Antonio Moretti, militare della Fanfara a cavallo, che si intitola “Inno al 4° Reggimento”.

I concerti della Fanfara si svolgono sempre e solo a cavallo?

Non sempre. La Fanfara a cavallo ultimamente si è uniformata alle Fanfare a cavallo del mondo che si esibiscono anche in formazione “a piedi”, con un repertorio musicale importante che proponiamo in ascolto nelle sale da concerto, senza i nostri cavalli. Abbiamo suonato accompagnando solisti e cori di alto profilo. L’attività  musicale della Fanfara a cavallo è poliedrica e polivalente.

Quanti sono i componenti della Fanfara?

L’organico si compone di 32 musicisti più il CapoFanfara che ne è il direttore.

La Fanfara partecipa a tante manifestazioni ufficiali, ma quali sono le più solenni?

La partecipazione  della Fanfara  a cavallo nella vita pubblica dello stato, si può riassumere nei  tre cambi della Guardia al Quirinale eseguiti in forma solenne, con il Reparto Corazzieri – il 7 gennaio in ricordo del Tricolore, l’11 marzo per l’Unità d’Italia, il 2 giugno la Rivista militare dei Fori Imperiali in occasione della Festa della Repubblica. Un altro evento importante è il Carosello storico a Villa Borghese, a Piazza di Siena, l’ultima domenica di maggio, evento molto apprezzato dai romani e dai turisti attratti anche dalle gare di equitazione.

Quali sono le caratteristiche fondamentali e le competenze che un carabiniere deve avere per entrare nel Corpo della Fanfara?

Il carabiniere a cavallo è un carabiniere a tutti gli effetti, specializzato in maniera esemplare nella rappresentanza di Stato e dell’Arma dei Carabinieri, formato nelle scuole dell’Arma e avviato a una formazione a cavallo. Naturalmente deve avere una competenza musicale certificata dai licei musicali o dai conservatori in quanto gli strumenti della Fanfara a cavallo sono complessi. Si suonano con una sola mano e tecnicamente vanno saputi utilizzare bene. Sono ottoni (brass instruments) e percussioni. I percussionisti utilizzano entrambe le mani per suonare e nello stesso tempo conducono il cavallo con le redini collegate alle staffe dei cavalieri.

La Fanfara ha un impatto emotivo importante sugli italiani che risiedono all’estero. Il Reparto è spesso impegnato in tournèe. Come viene accolta la Fanfara?

La Fanfara a cavallo è un reparto particolare, unico in Italia. Ne consegue che i nostri spostamenti sono accompagnati da una grande partecipazione popolare, soprattutto all’estero dove esportiamo il made in Italy della produzione musicale che risveglia sentimenti di commossa appartenenza.

Comandante Lei è anche il direttore d’orchestra di questa singolare realtà. Se dovesse dedicare un concerto agli italiani che risiedono all’estero, oltre l’inno di Mameli che di certo non mancherebbe, cosa suonerebbe per loro?

Non ho dubbi, il “Nessun dorma” dalla Turandot di Puccini, cosiddetto “Vincerò” che ha incoronato nel mondo il nostro Luciano Pavarotti di cui proprio a settembre ricorre il decennale della scomparsa.

Quali sono gli strumenti identificativi della Fanfara a cavallo?

Sono trombe in Si bemolle, di solito 12 per ricordare il nucleo iniziale della Fanfara a cavallo costituito da 12 trombettieri, la classe dei filicorni – tenore, baritono, basso – le percussioni a suono determinato cioè timpani e a suono indeterminato, tamburi imperiali, rullanti e piatti.

La Fanfara ha profili social attraverso i quali poter seguire le numerose attività nelle quali è coinvolta?

Ci sono profili Facebook e Instagram che vengono aggiornati da nostri simpatizzanti.

La Fanfara è accompagnata spesso da una cagnolina, la mascotte del Reparto. Ci presenta ufficialmente il vicebrigadiere Briciola, che il 16 agosto ha vinto il premio fedeltà del cane a Camogli?

Briciola è un cagnolino di 2,5 Kg, ha sei anni compiuti il 5 giugno, festa dell’Arma e ha debuttato nel bicentenario dell’Arma dei Carabinieri. Noi abbiamo cominciato a studiare il fenomeno mascotte dagli anni Settanta anche se sappiamo che è sempre esistita nel reparto a cavallo perché molti direttori avevano composto brani dedicati alla mascotte. La mascotte era il miglior cane da scuderia del reparto a cavallo e aveva il compito di coadiuvare l’uomo nel lavoro del cavallo. Il cavallo è di per sé un animale libero, si muove nelle scuderie dove conserviamo molti alimenti di scorta. Il cane, grazie al suo udito sviluppato e all’addestramento ricevuto, avverte se un cavallo di notte sta facendo man bassa di alimenti, avverte il militare che riaccompagna il cavallo all’interno del proprio box per farlo riposare.

Briciola in questo caso è più guardia o più spia?

Forse più spia, ma fa parte dei suoi compiti. Briciola è ufficialmente la quarta mascotte del nostro reparto. Le caratteristiche della mascotte consistono nella provenienza da atto di donazione, perché questo simboleggia i valori positivi del Reparto, nell’ essere femmina, per evitare tentazioni nel corso dello svolgimento delle cerimonie e nell’ essere meticcia, perché l’Arma dei Carabinieri lancia un messaggio di sensibilizzazione sull’adozione dei cagnolini dai canili. Briciola è un simbolo, è un cagnolino qualunque, che manifesta una innata intelligenza, sfila con noi, alla testa del reparto, davanti a tutti i comandanti. Siamo orgogliosi del premio internazionale fedeltà del cane che le è stato assegnato a Camogli in agosto in considerazione della affettuosità che ci regala e del lavoro che svolge nell’Arma dei Carabinieri. L’auspicio è quello di poter portare anche Briciola a sfilare nelle strade di New York, insieme ai nostri cavalli, suonando i brani che ci caratterizzano per la nostra italianità.