Post

Il Calendario Storico dei Carabinieri
racconta l’essenza della Carabinierità

Il Calendario Storico dei Carabinieri, icona di italianità e attaccamento alla Patria, immediatamente riconoscibile dalla essenzialità della sua impaginazione, sei fogli illustrati tenuti insieme da una cordicella rossa e bleu   e dai simboli e i colori dell’Arma dei Carabinieri, oggetto di culto e di collezione, è appeso obliquamente ed esibito orgogliosamente nelle case di molti Italiani, negli uffici pubblici e nei luoghi di ricreazione e aggregazione sociale. Stampato dal 1928, con la sola interruzione del periodo bellico, giunto alla sua ottantasettesima edizione, con una tiratura di stampa che supera il milione di copie, per l’anno 2020 rinnova la sua immagine, associando alle tradizionali illustrazioni, storie romanzate di vita vissuta i cui protagonisti sono i Carabinieri raccontati nella quotidianità del loro servizio. Il Calendario, per la prima volta nella sua storia editoriale, associa le parole alle immagini, i testi ai disegni, per raccontare il volto bello dell’Italia. Il Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri Giovanni Nistri, che ha svelato la copertina al Palazzo dei Congressi e illustrato il Calendario Storico al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella al Quirinale,  lo ha presentato come lo strumento di comunicazione delle multiformi varietà di gesti e azioni che costituiscono “l’essenza della Carabinierità”, intesa come “rispetto e attenzione verso le modalità attraverso le quali si esprimono le vulnerabilità della società, vecchiaia, fanciullezza, disabilità, degrado, malattia, ambiente”, pone al centro  la quotidianità. “Gocce di colore e coriandoli di parole che toccano l’animadiventando Arte” è l’espressione ricca di significati con  la quale il Generale Nistri ha introdotto le storie narrate da Margaret Mazzantini, una delle più grandi scrittrici italiane, vincitrice di premi prestigiosi, come lo Strega e il Campiello e le tavole illustrate con i disegni dell’artista Mimmo Paladino, le cui opere sono in esposizione permanente al Metropolitan Museum di New York e  nei più importanti Musei di Arte Contemporanea del mondo. Ed è la semplicità delle storie da raccontare, il percorso umano degli uomini e delle donne in divisa che entrano nelle case della gente pronti al primo soccorso ma anche all’ascolto e al conforto, con un senso della missione da realizzare anche nelle piccole cose, con una capacità di accudimento delle persone e perfino degli animali in difficoltà,  che  ha portato Margaret Mazzantini a scrivere in prima persona, immedesimandosi come se fosse lei stessa un carabiniere protagonista della straordinaria ordinarietà che raccontava. Tutte le storie che accompagnano i 12 mesi dell’anno suscitano emozione, ciascuna proietta il lettore in un momento narrativo diverso, ma  la storia contestualizzata nei giorni drammatici successivi al terremoto di Amatrice del 2016, che ha come protagonista il vedovo di una pittrice sconosciuta, che si rivolge ai Carabinieri chiedendo disperatamente aiuto, ottenendolo, per recuperare le tele  della moglie scomparsa, restituisce il senso dell’attenzione e del rispetto verso i sentimenti  e i bisogni di un uomo per il quale quelle opere rappresentavano la memoria di un passato che non c’era più. Osservatorio Roma con America Oggi, in occasione della presentazione ufficiale del Calendario Storico 2020 al Palazzo dei Congressi, ha incontrato il Generale Massimo Mennitti, Capo Relazioni Esterne dell’Arma dei Carabinieri per approfondire la dimensione innovativa del Calendario e degli altri oggetti prodotti dall’Ente Editoriale per l’Arma dei Carabinieri e il Maestro Mimmo Paladino, per entrare nella dimensione artistica delle emozioni illustrate nel Calendario.

 

Generale Mennitti, qual è l’importanza del Calendario Storico 2020?

E’ un calendario importante e innovativo che offre la possibilità di condividere emozioni moderne grazie al tratto straordinario del Maestro Mimmo Paladino e alla penna incisiva di Margaret Mazzantini che hanno ripreso storie di eroismo quotidiano.  Questo è il messaggio principale, sono storie vere, successe a Carabinieri veri che hanno aiutato persone vere. E’ un Calendario di grande valore.

E’ la piccola, grande storia di cui sono protagonisti i Carabinieri?

E’ la loro storia di tutti i giorni, dell’aiuto e della presenza degli uomini e delle donne dell’Arma nella quotidianità. I protagonisti delle storie, con l’autenticità dei loro gesti e delle loro azioni, hanno consentito la realizzazione di un Calendario da leggere e da guardare, attraverso il racconto che trasmettono le parole di Margaret Mazzantini e i disegni del Maestro Mimmo Paladino.

Il Calendario Storico è prodotto dall’Ente Editoriale per l’Arma dei Carabinieri, insieme ad altri strumenti di comunicazione che diffondono la cultura di organizzazione dell’Arma e i valori a cui si ispira. Come si presentano nell’edizione 2020?

L’Ente Editoriale produce il Calendario, l’Agenda, il Calendarietto da tavolo, il Planning e anche tanti libri educativi che avvicinano l’Arma dei Carabinieri a tutti gli Italiani. Il Calendario 2020 è dedicato all’eroismo di tutti i giorni, ai Carabinieri protagonisti delle piccole storie quotidiane che restituiscono il senso di una presenza tra la gente, con la gente, nella storia comune di ogni giorno. L’Agenda 2020 è dedicata a due centenari importanti che si festeggiano il prossimo anno, la nascita di Salvo D’Acquisto, l’eroe che è uno dei simboli dell’Istituzione dell’Arma dei Carabinieri e la nascita della Scuola Marescialli che ha formato intere generazioni di Comandanti di Caserma. I testi dell’Agenda sono curati dallo storico dell’arte Riccardo Spinelli, dal colonnello Alessandro Della Nebbia e dalla biografa di Salvo D’Acquisto Rita Pomponio. Il Calendarietto da tavolo è dedicato ai Carabinieri nelle Piazze e nei Mercati d’Italia, per sottolinearne la presenza costante e capillare. Abbiamo più di 5.000 stazioni sul territorio e proprio ai territori abbiamo chiesto di inviarci immagini delle loro piazze, con i Carabinieri che sono sempre dappertutto, nei vicoli, nelle piazze, nei mercati che in molti riconosceranno.  Il Planning è dedicato alla Banda Musicale dei Carabinieri che festeggia il centenario nella attuale denominazione.

L’importanza della musica per i Carabinieri?

La musica è da sempre molto importante per l’Arma dei Carabinieri perché anche attraverso la musica passano le emozioni.

Le tavole illustrate da Mimmo Paladino per il Calendario Storico, con tutto quello che esse rappresentano, saranno anche esposte?

Si, tutte le tavole, dalla copertina con il fondo color oro con cui il Maestro Paladino celebra simbolicamente la prima Medaglia D’Oro al Valor Militare concessa alla Bandiera dell’Arma dei Carabinieri per la partecipazione alla Prima Guerra Mondiale, con la coccarda Tricolore che la Medaglia onora, alle altre che illustrano le 12 storie autentiche segnalate dalle sale operative, saranno esposte   nei Musei di Arte Contemporanea che stanno aderendo con interesse e partecipazione alla nostra proposta.

La Comunità Italoamericana è sempre molto attenta all’opera meritoria svolta dai Carabinieri. Qual è il pensiero che le rivolge?

E’ importante che gli Italoamericani sappiano che anche se in America non ci sono i Carabinieri, tutte le volte che le Autorità americane hanno a che fare con noi nei teatri esteri, ci chiedono come mai noi riusciamo a parlare con tanta immediatezza con la gente, mentre loro fanno molta più fatica.  Essere tra la gente e riuscire a parlare con la gente è la vera, grande forza dei Carabinieri.

Maestro Paladino, qual è l’emozione di aver illustrato un Calendario pieno di emozioni?

E’ un calendario che dovrebbe suscitare emozioni anche senza una visibilità illustrativa palese. L’intenzione è stata fin dall’inizio cercare di evitare la semplice illustrazione ma andare oltre, cercando di cogliere qualcosa che anche nel luogo più lontano, il maresciallo ottantenne in pensione può percepire. Io credo che questo debba essere il dovere di questo tipo di oggetto, che abbiamo voluto realizzare cercando un linguaggio, capace di trasferire il senso del narrato dalle parole della scrittrice e del vero, su una forma grafica, non concedendo nulla alla retorica.  Sono contento soprattutto per l’attenzione che c’è ancora verso l’Arte.

Una quotidianità che si fa Arte?

La quotidianità è fatta di cose, come diceva Paul Klee, da un visibile dove c’è un invisibile che l’arte riesce a cogliere, quando se ne occupa naturalmente.

L’emozione per Lei per aver illustrato un’icona?

Indubbiamente grande, perché il Calendario è una cosa assolutamente italiana, assolutamente semplice, assolutamente iconica. L’oggetto è semplice nella sua concezione. Avendolo sempre osservato da cittadino, ho sempre pensato che fosse uno degli oggetti più belli di design, umili e anonimi, più semplici e quindi più grandi, sei fogli legati da una cordicella. Bruno Munari, grande architetto ma soprattutto designer che ha scritto un libro dedicato alle cose palesi e semplici, che possono diventare grandi oggetti di design, ci ha insegnato a cogliere la semplicità di oggetti, come la sedia a sdraio che nessuno sa chi l’abbia inventata ma è utilissima, tutti la conoscono e il Calendario è a pieno titolo, uno di questi, semplice e  iconico. Ho accettato la proposta di illustrare il Calendario con grande curiosità verso storie semplici, non eclatanti ma ugualmente forti, storie di grandi emozioni.

La pagina centrale è dedicata al Carosello dei Cavalli?

 Non è una pagina dedicata ad un episodio come le altre illustrate, ma alla Storia, a una delle pagine più gloriose dell’Arma dei Carabinieri, per rievocare l’atto eroico della Carica di Pastrengo del 1848, quando un drappello di Carabinieri a cavallo, per difendere e salvare Re Carlo Alberto, si diresse contro il nemico, più numeroso e armato, sconfiggendolo. Oggi la Fanfara dei Carabinieri a Cavallo, schierata sul piazzale, mi ha emozionato perché  cavalli e cavalieri, con un grande spettacolo di immagine, rimandano ad un tempo arcaico, senza definizione storica ma che appartiene al rapporto strettissimo e antico tra uomo e cavallo, con una memoria che, come l’Arte, non deve avere date.

Come è stato realizzato il Calendario?

Con una importante collaborazione grafica, della quale ringrazio l’Arma dei Carabinieri che ha consentito l’incontro, non scontato, tra il carattere grafico e il disegno. Le tavole realizzate sono state più delle 12 poi scelte ad accompagnare i mesi, sempre alla ricerca della rappresentazione migliore dello spirito di servizio da cui traggono ispirazione.

Cosa racconta questo calendario dell’Italia a chi vive lontano ma non vuole esserne distante?

Racconta l’Italia contemporanea, che non è quella lasciata dai loro avi o da loro stessi. Racconta storie del nostro tempo, di un Paese che forse loro hanno vissuto poco, ma credo racconti la grande sensibilità italiana, soprattutto a livello emozionale.