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Il Senato omaggia Ennio Morricone

Il Senato della Repubblica omaggia il Maestro Ennio Morricone, ambasciatore della musica italiana nel mondo e riferimento per intere generazioni di musicisti che hanno tratto e traggono ispirazione dalla versatilità della sua musica, espressa nelle molteplici declinazioni della sua produzione artistica che incontra il pop, il jazz, la musica classica e il rock. I temi musicali che hanno accompagnato produzioni cinematografiche rimaste nella storia del cinema italiano e internazionale, raccontano anche una storia straordinariamente autonoma, che sopravvive ai film continuando a regalare emozioni e suggestioni senza confini di tempo e di spazio. L’emozione ha caratterizzato la cerimonia di premiazione del compositore e direttore d’orchestra che è tra i più grandi artisti contemporanei, nel primo degli eventi in programma nel 2020, promossi dalla Presidente Maria Elisabetta Alberti Casellati, nell’ambito di un protocollo d’intesa firmato con la RAI,  che apre le porte di Palazzo Madama alle eccellenze italiane per promuovere e valorizzare il nostro patrimonio artistico e culturale in tutto il mondo. Il Concerto e i brani in programma, dal Canto degli Italiani, a Addio Monti tratto da I Promessi Sposi, al Tema di Deborah di C’era una volta in America, a Se questo è un uomo, eseguiti dall’Orchestra Roma Sinfonietta e diretti dal M° Ennio Morricone, raccontano una pagina bellissima di musica e orgoglio  italiano.  “Non è previsto che io parli. Forse non è un caso. Sono troppo emozionato”, le uniche parole pronunciate dal Maestro, che affida ogni messaggio all’ armonia, alla meraviglia e allo stupore delle sue note straordinarie. Una carriera costruita coltivando un talento musicale non comune, vissuta all’insegna delle intuizioni geniali espresse in nuovi approcci musicali e forme di proficua sperimentazione con il gruppo di improvvisazione “Nuova Consonanza”. Compositore di oltre 500 temi musicali per film, dagli esordi con Sergio Leone ai successi hollyvoodiani, ha saputo esprimere, nel corso della sua lunga carriera, uno straordinario talento nel declinare insieme il linguaggio musicale e cinematografico. Tutto il mondo conosce la sua musica, la ama, la premia. Il Leone d’oro, l’Oscar alla carriera, 8 Nastri D’argento, 5 BAFTA, 5 candidature all’Oscar, 7 David di Donatello, 3 Golden Globes, 1 Grammy e 1 European Film Award sono i premi più importanti, ai quali si aggiungono i riconoscimenti in campo discografico, con 27 Dischi d’oro, 7 Dischi di platino, 3 Golden Plates.  L’inconfondibile stile Morricone, non è solo capacità creativa ma si nutre di una profonda cultura musicale, che si tramanda da padre in figlio perché Morricone vuol dire anche Andrea, figlio di Ennio, direttore d’orchestra e compositore apprezzato in tutto il mondo, che ha diretto, nel concerto al Senato, brani di grande intensità, Nuovo Cinema Paradiso di cui è compositore, Vittime di guerra, Per le antiche scale e Gabriel’s oboe, il tema musicale di Mission. Il M° Andrea Morricone ripercorre con Osservatorio Roma e America Oggi, le tappe di una bellissima storia che con la musica, ha raccontato e racconta l’Italia nel mondo.

La musica è una lingua senza confini ma le note di Ennio Morricone sono percepite nel mondo come espressione di Italianità, particolarmente cara alle comunità italiane che vivono all’estero. E’ l’Italia tutta che omaggia il M° Morricone.

Il mio pensiero è implicito in questa musica che tutti conoscono, che è dentro di noi e che porgiamo al mondo.  La musica di Ennio Morricone è meravigliosa e straordinaria e abbraccia il mondo.  Claudio Abbado,  Riccardo Muti,  tante personalità della musica, anche Pontefici hanno sovente sottolineato la capacità della musica di rivolgersi a tutti e di abbracciare il mondo intero, portando messaggi di cui noi musicisti dobbiamo essere interpreti. E questo è il senso dei brani scelti da mio padre per una occasione tanto solenne quale la cerimonia in Senato.

Il primo brano eseguito è Il Canto degli Italiani, a cui segue Addio Monti. Qual è il suo significato?

Addio Monti da I Promessi Sposi è un omaggio a uno sceneggiato storico che è stata una grande produzione RAI e naturalmente un omaggio ad Alessandro Manzoni, al suo romanzo meraviglioso, il primo della storia della letteratura italiana. Il titolo trae da  Addio Monti,   spettacolare  saggio di poesia in prosa.

Si prosegue con il Tema di Deborah, da C’era una volta in America.

Considero Il Tema di Deborah il più bello del patrimonio artistico cinematografico di tutti i tempi e credo lo sarà per sempre. E’ un brano che dà una grande emozione, rimanda e trasmette l’unicità del binomio artistico perfetto rappresentato dall’incontro tra Sergio Leone ed Ennio Morricone.

Il primo dei brani in programma da Lei diretti, è Nuovo Cinema Paradiso, di cui è autore.

 Nuovo Cinema Paradiso, oltre a essere un tema musicale celebre conosciuto da tutti, ha un significato importante per la mia storia personale con mio padre. L’ ho scritto di getto quando studiavo al Conservatorio, racconta l’amore per il cinema, esprime il senso dell’amicizia. La musica racconta il film. Vittime di guerra, altro brano in programma, è la colonna sonora del film omonimo di Brian De Palma, del 1989, che rimanda alla guerra del Vietnam.  La musica meravigliosa si conclude nel finale con un tema in cui la parola ciao, intonata dal coro, risuona in un saluto che la ragazza dà al soldato americano che l’aveva colpita in precedenza, in una sorta di redenzione, un anelito al perdono che il soldato ottiene incontrandola sull’autobus, casualmente. Io e mio padre abbiamo pianto alla visione del film. La colonna sonora è nata sull’onda della nostra personale, intensa commozione. I violini che tendono a una tessitura musicale molto alta, l’utilizzo del basso interessante e tenace, nascono da una emozione condivisa.

La composizione di una colonna sonora precede, accompagna o segue la realizzazione di un film?

Può riguardare tutte le fasi. Il cinema di oggi coinvolge l’autore della colonna musicale in fase di pre-produzione, quando si sceglie il cast. Sergio Leone ha sempre interessato mio padre prima della realizzazione dei film e i temi musicali sono sempre stati realizzati prima dell’inizio delle riprese.

ll pianoforte Petrof di casa Leone, quello dove Ennio Morricone ha composto i temi musicali per colonne sonore che hanno segnato un’epoca, esposto nel Museo dell’Ara Pacis nella mostra celebrativa dedicata a Sergio Leone, commuove perché espressione di due grandi geni, compagni di scuola, amici, colleghi, un binomio eccezionale. Cosa le ricorda?

Quel pianoforte lo ricordo benissimo, era color castagno. Frequentavo casa Leone, ho visto tante volte mio padre e Sergio lavorare insieme su quel piano, accennare temi poi ripresi e sviluppati sul nostro pianoforte Steinway. Mi riporta ad anni bellissimi, eccezionali di cui potrei parlare per ore. Sono cresciuto con loro, spesso a quel piano eravamo in tre, Sergio Leone, mio padre ed io e tante volte, anche da solo, ho suonato quel pianoforte che ancora oggi è lì, nella loro casa, a ricordarci anni fantastici.

E’ singolare come due compagni di classe di una terza elementare qualsiasi, si siano poi ritrovati nella vita a condividere una genialità non comune.

Certo, è decisamente singolare. Si sono trovati a vivere in tempi eccezionali, in un periodo fantastico, di grande creatività in cui il loro rapporto personale e artistico ha potuto esprimersi nella composizione dei grandi temi, come “C’era una volta in America” o “Per un pugno di dollari” dei quali tutti conoscono la grandezza e l’importanza ma anche nella musica sperimentale, con i brani cosiddetti “Commenti”, dove c’è tutta la scuola della Nuova Consonanza di cui mio padre è stimatissimo Socio onorario. Sergio ed Ennio provavano questi brani a casa, facendo improvvisazioni con gli strumenti. Quando ascolto quei brani, li percepisco e li riconosco espressione della sperimentazione e della capacità di improvvisazione di quei fantastici anni Sessanta. Sono brani per i quali ancora oggi c’è grande interesse perché sono belli, attuali e moderni.  Lo stile che li caratterizzava è stato da mio padre riproposto  in seguito nel linguaggio con cui ha scritto le musiche anche per altri film. In Mission ci sono brani smperimentali, il grande tema dell’Oboe, il tema di Rodrigo, il tema delle Cascate con l’utilizzo degli strumenti, le rullate di timpani, gli interventi delle percussioni, già presenti nei film di Sergio Leone, seppur espressione di altri tipi di suoni e ambienti in cui si svolgevano quei film. La musica che accompagna i film di Leone è una cosa a sé stante, frutto di un rapporto straordinario, che si è concretizzato in un laboratorio importantissimo, fondamentale e unico poi riproposto in numerose altre esperienze di colonne sonore celebri. Tuttavia i lavori scritti da mio padre per Sergio Leone restano davvero entusiasmanti.

La genialità di Ennio Morricone si esprime nella sperimentazione?

E’ genialità allo stato puro, cultura musicale, conoscenza e intuito, un intuito che fruga all’interno della conoscenza e della cultura musicale, perché mio padre è un grande teorico, esperto conoscitore dei fenomeni musicali del Novecento, dai grandi classici, sempre presenti nella sua musica, alla scuola di Vienna dal 1911, ai compositori importanti degli anni Cinquanta e Sessanta. Il concetto della pausa e il suo utilizzo, presente nelle opere pianistiche di Webern, uno dei tre grandi esponenti della scuola di Vienna, perfettamente padroneggiato da mio padre, è la grande innovazione che caratterizza i film di Leone che ne intuisce l’importanza espressiva, scoprendo e utilizzando i silenzi.

I famosi silenzi da ascoltare?

Esattamente. La bellezza dei film di Leone è che queste immagini, come la musica che le accompagna, non hanno inizio né fine, sono infinite nella loro immensità.

Una colonna sonora che sopravvive al film per cui è stata scritta e comincia un viaggio autonomo che non conosce confini, cosa rappresenta per chi l’ha composta?

E’ meraviglioso, una grande musica non salva un film che non è un buon film, ma certo un grande film diventa un’opera d’arte con una grande musica. Ci sono musicisti che compongono ottima musica per film, ma il binomio Leone-Morricone è imbattibile. La musica sopravvive al film anche perchè si può portare dovunque, nel telefono, nell’ ipod, ha una immediatezza che il film non ha,  l’ ascolto ricorda il film ma se la musica è bella, lo prescinde anche, ne va oltre e vibra di emozioni proprie.

Prima ancora che nei dispositivi tecnologici di ascolto, la musica di Ennio Morricone si porta nel cuore.

I temi Morricone sono straordinari, con soluzioni di armonia molto ricercate, con modulazioni dal terzo grado, non consuete nella musica. L’auspicio è che il cinema di oggi continui a dare la possibilità di esprimere il linguaggio  Morriconiano con lo stile Morriconiano, capace di creare una musica che sa sottolineare e restituire il livello della temperatura emotiva di chi guarda il film. E che naturalmente sa far sognare.