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Memoria che genera futuro
Intervista con Ruth Dureghello, Presidente Comunità Ebraica di Roma

Senza memoria non ci può essere storia”: Liliana Segre, sopravvissuta all’Olocausto, testimone attiva della Shoah italiana e senatrice a vita della Repubblica. “La memoria delle vittime della Shoah è patrimonio dell’intera nazione che va onorato, preservato e trasmesso alle nuove generazioni”: Sergio Mattarella, Presidente della Repubblica Italiana. Parole nette che sintetizzano il significato profondo della Giornata della Memoria,  celebrata in tutto il mondo il 27 gennaio di ogni anno, a ricordo  della liberazione del campo di Auschwitz da parte delle truppe sovietiche avvenuta il 27 gennaio 1945. La guerra sarebbe terminata pochi mesi dopo, ma quella data ha segnato un tempo, la presa di coscienza di un mondo, fino ad allora indifferente e silente alle incomprensibili atrocità che una parte di umanità scellerata si era impegnata a realizzare. La Giornata della Memoria commemora 15 milioni di vittime dell’Olocausto nei campi di sterminio nazisti. 6 milioni erano Ebrei, condannati alla “soluzione finale” solo perchè Ebrei. La Shoah è il nome ebraico che indica il loro genocidio. In Italia vivono ancora 13 sopravvissuti ai campi di sterminio, 13 persone che hanno inciso sul braccio il numero di matricola con cui erano stati marchiati all’arrivo nei lager, la scritta più vergognosa che l’umanità sia mai stata in grado di produrre. Cosa abbiano inciso nel cuore, non possiamo saperlo. Cercano di raccontarcelo, ma forse è per loro irraccontabile e per noi incomprensibile. La Giornata della Memoria è un grido, di dolore e di allarme, nel ricordo di quel che è stato e nel rifiuto di quello cha mai più dovrà accadere. Roma Capitale dedica un mese alla commemorazione della Shoah con 170 iniziative tra incontri, mostre, spettacoli teatrali, concerti che il progetto “Memoria genera Futuro” propone su tutto il territorio, dal centro alle periferie, per sensibilizzare la cittadinanza, soprattutto la più distratta, al ricordo e alla riflessione sulle tematiche della memoria, del pregiudizio e della deriva a cui può portare il rifiuto del diverso. Molti gli appuntamenti riservati agli alunni e agli insegnanti delle scuole, che fanno seguito ai Viaggi della Memoria nei campi di sterminio, organizzati per gli studenti delle ultime due classi delle scuole superiori, un’esperienza dal forte impatto emozionale, per i ragazzi e per i loro accompagnatori. Tutte le Istituzioni cittadine sono coinvolte, in modo particolare l’Istituzione Biblioteche di Roma che apre le porte della sua rete di Biblioteche civiche a letture, incontri e approfondimenti per rendere possibile a tutti la conoscenza delle pagine e delle voci della storia. Tra le numerose iniziative, la Comunità Ebraica romana ha collaborato, con la Fondazione Museo per la Shoah, alla realizzazione della mostra “Shoah. L’infanzia rubata”, dedicata ai bambini, al milione e mezzo di vittime innocenti di Shoah, ai quali fu negato tutto, dal diritto al gioco, alla salute, all’istruzione, all’affetto della famiglia, fino alla perdita della vita. Molti di loro subirono i disumani esperimenti scientifici di Mengele. “Bambini che hanno sognato la vita”, scriverà Gianni Rodari, invitando a non dimenticarli. Osservatorio Roma e America Oggi incontrano Ruth Dureghello, Presidente della Comunità Ebraica di Roma, la più antica Comunità Ebraica d’Europa, per un racconto che parte dalla storia e si sofferma sul presente per costruire un futuro diverso,  all’insegna del rispetto e  della libertà.  

Presidente Dureghello, Roma che rapporto ha con la sua Comunità Ebraica?

La Comunità Ebraica vive a Roma da oltre 2.200 anni. Il rapporto di questa città con gli Ebrei romani è nei fatti e nella storia. E’un rapporto continuo di scambio, interazione, crescita e di valori comuni. Continuiamo una relazione basata sul desiderio di volerci continuare a dare a questa città.

La Giornata della Memoria ha una grande importanza nota a tutti. Ma quanto sono fondamentali le testimonianze per la storia di chi da quella storia è stato oltraggiato?

Le testimonianze dei testimoni della memoria, quelli che hanno vissuto l’esperienza diretta dei campi di sterminio, è la capacità di raccontare qualcosa di irraccontabile e inascoltabile, perché quello che hanno vissuto all’interno dell’inferno dei lager e dei campi di sterminio va ben oltre l’immaginazione e la fantasia più perversa a cui ciascuno di noi possa pensare, ma che purtroppo l’uomo ha realizzato e perpetrato.

Quali pensa siano oggi le parole più adatte per raccontare la situazione che si sta vivendo, con odiosi rigurgiti antisemiti, a chi vive lontano dall’Italia e considera il fenomeno di cui parliamo, definitivamente consegnato alla storia?

Cosa sta succedendo agli Ebrei in genere, non devo raccontarlo io, soprattutto agli Italiani che vivono negli Stati Uniti che sanno benissimo quello che sta succedendo anche da loro, con gli attentati più recenti alle Sinagoghe e agli Ebrei, vittime di antisemitismo, in virtu’ di nuova forza e vigore che stanno prendendo i suprematismi, il “white power”. C’è però anche una storia dell’Europa che gli Stati Uniti conoscono molto bene, per aver contribuito alla nostra liberazione e per aver così tanto fortemente voluto assolvere ai doveri e ai valori di democrazia e libertà, non ultimo molti degli italiani che vivono negli Stati Uniti sono fuggiti alle leggi razziste, all’ Europa proprio perché non volevano soffrire sulla loro pelle quel periodo. E’ anche a loro che mi rivolgo, perché raccontino e si facciano motore, anche negli Stati Uniti che oggi vivono un momento di sofferenza, del grande lavoro che si sta facendo in Europa.

Roma ha organizzato un mese di iniziative, con 170 eventi, a ricordo della Shoah. Questa attenzione cosa racconta all’estero?

Indubbiamente sono tanti eventi, importanti per contrastare una deriva culturale di cui il nostro Paese è a rischio, che possiamo evitare solo se riusciamo a permeare, dei giusti valori, la società, a partire dalle giovani generazioni. All’estero il messaggio che possiamo portare a una democrazia come quella americana, attenta e sensibile su questo tema, è che non si devono privare del racconto, della memoria. Raccontare, ascoltare, documentare come avviene già nel Museo a Washington o in altre realtà, è fondamentale per conoscere la nostra storia che è storia dell’umanità. E’ un diritto ma anche un dovere di tutti.

In Italia rimangono solo 13 sopravvissuti dai campi di sterminio. Si pone un problema di testimonianza per la storia?

Il mondo Ebreo si interroga da tempo su un aspetto che non può essere fermato. Il tempo passa e i sopravvissuti ci lasciano. Nel corso del 2019 abbiamo perso testimoni importanti, ricordo per tutti Piero Terracina. Il materiale di testimonianze dirette, raccontate nelle scuole, nel corso dei viaggi della Memoria, in tutti gli eventi e le iniziative che organizziamo durante tutto l’anno, diventa ancora più prezioso, è ben custodito, documentato e soprattutto fruibile da tutti grazie alle moderne tecnologie. La nostra esperienza di confronto costante nelle scuole, registra la spinta, da parte dei giovani, a costruire un nuovo modo di fare memoria, nel timore che l’antisemitismo si riaffacci,  per contrastare tentativi di negazionismi e revisionismi che purtroppo si ripropongono, con una attualità costante.

Quanto è importante raccontare ai giovani per educarli alla conoscenza e non al pregiudizio?

E’ fondamentale, è il nostro compito primario anche per raccontare non solo le pagine terribili accadute ma cosa significa essere Ebrei, avere una storia importante, per sopperire al vuoto dei testi scolastici, dei libri di storia, a volte delle stesse famiglie che spesso hanno difficoltà nel raccontare. Nei giovani c’è desiderio di conoscere e approfondire una storia che parla da sola, gli Ebrei hanno portato sulle spalle il corpo di Giulio Cesare, hanno combattuto per il Risorgimento italiano, hanno fatto la prima guerra mondiale, viviamo al centro di una città bellissima, con la quale cresciamo e progettiamo.

Quali emozioni restituiscono i viaggi degli studenti in visita nei campi di sterminio?

Sono molto importanti, i viaggi sono di solito sostenuti dal racconto e dalla testimonianza dei sopravvissuti, perché nessuno più di loro può rendere l’idea dell’orrore vissuto, anche se quei luoghi parlano da soli. E’ fondamentale investire nella raccolta testimoniale, negli step che sono preludio al viaggio, nella formazione degli insegnanti, per costruire e soprattutto trasmettere una memoria di cui tutti, non solo gli Ebrei, dobbiamo avvertire la responsabilità.