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Quando Roma mise le ali
Intervista con l'Ad di ADR Marco Troncone

Atterrare all’aeroporto di Fiumicino ha un sapore e un significato particolare. E’ l’aeroporto di Roma, la città dalla storia millenaria, centro di spiritualità, capitale e porta intercontinentale d’ingresso di un Paese amato in tutto il mondo. Esattamente sessanta anni fa nasceva l’aeroporto Leonardo Da Vinci, inaugurato in occasione delle Olimpiadi di Roma. L’esordio avviene sotto gli occhi del mondo che guarda la città eterna e la ammira, anche per la capacità di costruire un aeroporto virtuosamente sorto sulle vestigia dell’antico porto romano che continua la sua storia sulle ali della modernità. Inizia l’avventura di uno scalo nato già iconico, che tra arrivi e partenze farà volare Roma nel mondo e il mondo a Roma. Fiumicino diventa simbolo di una città che entra nella modernità anche attraverso una infrastruttura che diventerà catalizzatore di crescita e sviluppo per l’intero territorio.  Oggi l’aeroporto festeggia 60 anni di una storia importante che ha accompagnato le trasformazioni di una città e di un Paese e che continua a evocare, con il solo nome, una appartenenza territoriale e  una identità italiana che ha saputo preservare e custodire pur coltivando la naturale vocazione internazionale,  scalando posizioni e conquistando lusinghieri riconoscimenti. L’aeroporto di Fiumicino è oggi  più che mai eccellenza italiana nel mondo e leader nel sistema aeroportuale europeo.  Arrivare a Roma Fiumicino rappresenta per molti il sogno della vacanza ideale, per altri significa respirare aria di casa, per tutti è un’esperienza aeroportuale, culturale e sociale da assaporare pienamente.  America Oggi e Fondazione Osservatorio Roma incontrano l’ing. Marco Troncone, AD del Gruppo ADR (Aeroporti di Roma) per approfondire le ragioni di un successo internazionalmente acclarato, che ha reso l’aeroporto di Fiumicino icona di italianità nel mondo e simbolo di funzionalità, sostenibilità e sicurezza, anche in epoca Covid.

Il 20 agosto 1960 veniva inaugurato l’aeroporto Leonardo Da Vinci, aperto ai voli charter dei passeggeri che arrivavano a Roma per assistere alle Olimpiadi. Un evento nell’evento?

Un evento nell’evento, 60 anni di grande storia, lavoro, sviluppo e visibilità per il nostro Paese, per i turisti e le nostre comunità di Italiani che vivono all’estero. E’ una ricorrenza importante per il nostro aeroporto, che ci riserviamo di festeggiare come merita, appena avremo voltato pagina e la situazione lo consentirà.

L’aeroporto apre ai voli di linea nel gennaio 1961.  Comincia un’avventura, tra arrivi e partenze, che farà volare Roma nel mondo e il mondo a Roma. L’aeroporto di Fiumicino è fin dal suo esordio icona di Roma e porta d’Italia nel mondo. Quali sono le ragioni?

L’aeroporto di Fiumicino è nato iconico, in una città iconica, nel nostro Bel Paese che è esso stesso iconico, con tante persone fantastiche che hanno lasciato l’Italia per lavoro o altre esperienze e che in Italia desiderano tornare. Fiumicino rappresenta per loro l’Italia e Roma, una città che ha vissuto pagine meravigliose, dalla Dolce Vita ai giorni più recenti e che l’aeroporto ha accompagnato con energia, passione, sviluppo, modernità e qualità in questo lungo percorso. L’anniversario è importante, ma cade in un periodo di difficoltà da cui usciremo con rinnovato slancio e vigore per sostenere la ripresa dei nostri flussi di traffico, delle visite turistiche e l’accoglimento dei tanti Italiani che vivono all’estero e che hanno desiderio di tornare a casa.

La Roma della Dolce Vita, conosciuta nel mondo come la Hollywood sul Tevere, sarebbe stata la stessa senza l’aeroporto di Fiumicino?

Sicuramente no, perché la suggestione del volo, l’emozione di arrivare da lontano e trovare una realtà unica come è quella di Roma che ha il piacere di accogliere tutti, dagli Italiani che tornano a casa alle star internazionali, ha contribuito molto alla conoscenza della Hollywood sul Tevere nel mondo, resa possibile anche grazie all’aeroporto di Fiumicino che è stato ed è sempre di più la porta dell’Italia. Statistiche condivise e acclarate presentano Roma in cima alla lista dei Paesi sognati dai viaggiatori intercontinentali e questo è possibile arrivando a Roma, in un aeroporto che è porta intercontinentale del nostro Paese.

La nascita di un nuovo aeroporto comporta sempre una necessaria e delicata interazione con il territorio. Fiumicino, sorto su un luogo che era nell’antichità il porto di Roma e che custodiva i resti di 5 navi romane, come ha impattato su una città storica come Roma?

Tutti gli aeroporti sono strutture ingombranti, con piste lunghe 4 Km che accolgono operazioni di volo che si sentono e si vedono. Noi abbiamo una grandissima attenzione al territorio, le nostre operazioni e i nostri progetti di sviluppo mettono in cima alle priorità la sostenibilità e la minimizzazione dell’impatto sul territorio. Lavoriamo con la massima preoccupazione per il minimo consumo di territorio, per  realizzare il minimo impatto, anche acustico e per cercare la massima efficienza   nei consumi energetici e di acqua. Sul territorio immediatamente circostante l’aeroporto, Roma e prima ancora la città di Fiumicino, cerchiamo di valorizzare la storia e l’heritage. Dove a Fiumicino sorgeva il Porto di Roma, ora c’è l’aeroporto e la storia continua.  Il Porto è oggi un Parco Archeologico, da noi patrocinato e valorizzato e  visitabile da cittadini e turisti, che continua a raccontare una storia sempre attrattiva.

Quali sono stati gli eventi più significativi nella storia dell’aeroporto?

Ci sono stati momenti anche dolorosi, legati ad atti di terrorismo, vissuti da Fiumicino direttamente e indirettamente, essendo il nostro aeroporto interconnesso con gli altri aeroporti in Europa e nel mondo.  Sono fortunatamente pagine chiuse. Significativa è oggi la nuova sfida di combattere e superare il pericolo invisibile che ci vede impegnati con una energia notevole. Skytrax, una organizzazione indipendente costituita dai passeggeri che valuta compagnie aeree e aeroporti, ha in questi giorni attribuito il punteggio massimo, le 5 stelle, all’aeroporto di Fiumicino, primo nel mondo a ricevere il massimo punteggio perché considerato il più sicuro per tutte  le misure di prevenzione e protezione dal contagio  Covid.  Fiumicino è oggi un aeroporto bello, riconosciuto come miglior aeroporto in Europa negli ultimi tre anni, funzionale e sicuro, forse l’aeroporto più sicuro del mondo.

In epoca Covid quali sono le necessità, le criticità, le possibili soluzioni adottate e adottabili per un aeroporto che si conferma eccellenza nel mondo?

Le misure si declinano nei due fronti della protezione e della difesa, garantite dalla sanificazione di tutti gli spazi aeroportuali ripetuta sei volte al giorno, operazione che coinvolge tutti gli spazi e le superfici, dalle  vaschette portaoggetti ai carrelli porta bagagli, perfino quelli che arrivano dalle stive degli aerei. Oltre cento termoscanner automatici identificano e valutano la temperatura dei passeggeri,  500 dispenser di gel sanificanti in aeroporto, segnaletiche che stabiliscono il distanziamento sociale.  Tutte queste misure, applicate con il massimo rigore, sono valse al nostro aeroporto tanti accreditamenti. Siamo in una ulteriore fase proattiva e sperimentale che dal 16 settembre ha portato a lanciare i primi voli Covid Free, voli in cui i passeggeri avranno tutti fatto un test per il Covid prima della partenza, con garanzia certa di reciproca sicurezza. Il volo d’esordio, sulla nostra tratta domestica più importante che è Roma-Milano, anticipa la modalità che vogliamo promuovere  sulle tratte intercontinentali che oggi sono più in sofferenza per la lunghezza dei voli e le quarantene imposte ai viaggiatori. Ed è proprio a quel traffico che noi guardiamo con maggior energia e determinazione, è quel traffico che vogliamo rivitalizzare e sono quei passeggeri che desideriamo accogliere numerosi a Fiumicino.

Fiumicino racconta voli, arrivi e partenze ma anche la storia dell’Italia e degli Italiani, dei quali ha registrato negli anni trasformazioni e cambiamenti, nelle consuetudini e nell’approccio al viaggio. L’aeroporto come testimone di storia e custode delle evoluzioni sociologiche di una capitale e di un Paese?

L’aeroporto di Fiumicino è custode di un’esperienza  e di alcuni dei valori più cari agli Italiani. Essere il miglior aeroporto d’Europa e tra i migliori del mondo occidentale, significa non solo offrire un servizio ai massimi livelli ma anche un’esperienza di italianità. Chi viaggia nel nostro aeroporto, veloce, sicuro, efficiente, pulito, trova suggestioni di italianità, nelle gallerie commerciali, nei ristoranti, nell’area intercontinentale inaugurata nel 2016 dove ci sono i brand del lusso, testimoni della cultura e degli elementi distintivi del gusto italiano, che può essere soddisfatto  sia dalla possibilità di acquisto di prodotti, vestiario e accessori ma anche del cibo, dalla pizza alla tipica cucina romana che arricchiscono  la nostra  ampia food court.

 Fiumicino riesce a custodire i riferimenti stilistici che ne connotano significativamente l’immagine italiana, segno che la dimensione internazionale, all’interno della quale è leader, non ne ha assorbito l’originaria identità?

Assolutamente perché sa coniugare i valori della  modernità, funzionalità ed eccellenza operativa di un aeroporto moderno, tecnologico e sicuro, con i valori caldi tipici dell’italianità. Un buon pasto italiano prima di partire, l’acquisto di un oggetto, un ricordo, un capo di abbigliamento italiano aggiunge valore e calore a un aeroporto funzionale e funzionante.

Oggi qual è il ruolo dell’aeroporto di Fiumicino nel sistema aeroportuale internazionale?

L’aeroporto di Fiumicino è uno dei pochi hub europei, nel senso che non solo gestisce il traffico tra origine e destinazione, da e per Roma, ma anche attraverso Roma. Passeggeri che da NY vogliono raggiungere i propri cari a Palermo, Catania o Milano, possono farlo attraverso Roma. Ha una funzione molto importante per il Paese, per tutto il territorio che circonda Roma e garantisce la connettività intercontinentale non solo dei romani ma di tutti gli Italiani.

Come può un aeroporto internazionale diventare un catalizzatore di crescita e sviluppo per un territorio?

Lo può essere e lo è certamente. Un’ampia letteratura scientifica lo prova e lo misura. Per ogni milione di passeggeri gestito in aeroporto, si genera circa mezzo miliardo di euro di PIL e oltre 4mila posti di lavoro diretti e indiretti. Non solo chi lavora in Aeroporti di Roma e nelle linee aeree, o nei partners aeroportuali ma tutto l’indotto turistico, dal tassista, al ristoratore, all’albergatore, è generato dalla presenza dei nostri viaggiatori che trainano tutto il settore. Gli aeroporti sono proprio per questo definiti motore di sviluppo.

La crescita del traffico aereo è un elemento fondamentale per lo sviluppo economico, ma oltre al numero dei passeggeri in transito assume importanza anche il profilo dei viaggiatori e le finalità per le quali si spostano?

I passeggeri non sono tutti uguali e conoscerne il profilo è importante per offrire un servizio su misura. Chi viaggia per leisure e chi per business ha esigenze e bisogni diversi. Chi viaggia per leisure ha più tempo e desiderio di trascorrere tempo in aeroporto e godere appieno dell’esperienza aeroportuale gustandola con calma, chi viaggia per business ha bisogno di rapidità e funzionalità. E’ importante conoscere i propri passeggeri, sapere da dove provengono, comprendere i loro bisogni e a quelli dare risposte con professionalità e passione.

Roma sostiene in maniera adeguata le strategie di sviluppo del suo aeroporto, soprattutto in termini di accessibilità?

Roma vede con favore il suo aeroporto e lo sostiene  come motore di sviluppo che rilascia la sua potenza in particolare nella città. L’aeroporto ricerca supporto anche attraverso politiche di sostegno che provengono dal Governo e dall’Europa, perché per funzionare bene ha bisogno di grandi investimenti. Dal 2013, anno in cui abbiamo ottenuto una nuova concessione, ovvero nuove regole di operatività, l’aeroporto ha investito quasi 2miliardi di euro, una grande cifra investita nella modernizzazione e nell’espansione dell’infrastruttura. La nuova area di imbarco internazionale, con una espansione del Terminal  e un nuovo molo di imbarco, è stata realizzata nel 2016 nell’ambito di questi investimenti a cui si aggiungerà un piano ulteriore di sviluppo che vale oltre 7 miliardi di euro da qui a fine concessione.   L’aeroporto può investire sapendo che quegli investimenti possono essere poi recuperati ed è per questo che servono regole corrette. Oggi lavoriamo in questa direzione, con un business orientato al mercato e sostenibile in questo senso.

Oggi l’aeroporto di Fiumicino che storia racconta?

Racconta una storia di crescita, di cultura e, soprattutto negli ultimi anni, racconta una storia di eccellenza. L’aeroporto di Fiumicino è una medaglia sul petto degli Italiani, motivo di orgoglio per tutti, in particolare per gli italiani che vivono lontani. E’ la porta del nostro Paese, che noi oggi idealmente apriamo verso i viaggiatori che provengono dagli Stati Uniti, pronti ad accoglierli con entusiasmo e cuore italiano.