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Un francobollo celebrativo consegna alla storia
Sandra Mondaini e Raimondo Vianello

Il MISE, ministero per lo sviluppo economico e Poste Italiane dedicano un francobollo celebrativo a Sandra Mondaini e Raimondo Vianello a 10 anni dalla loro scomparsa. In 5  mesi, da aprile 2010 a settembre dello stesso anno, ci lasciano prima Raimondo e poi Sandra e l’Italia perde due grandi protagonisti dello spettacolo, amati dalla platea televisiva, cinematografica e teatrale.  Sandra e Raimondo, coppia in arte e in sentimento, sul palcoscenico e nella vita, raccontano la storia di un lui e una lei, in un prima e un dopo l’incontro che si rivelò determinante per la loro vita e significante per lo spettacolo italiano. Nel 1958 il giovane laureato in giurisprudenza, atleta, calciatore, comico, conduttore, attore, sceneggiatore Raimondo Vianello, incontra Sandra Mondaini, la soubrette comica della rivista televisiva. Entrambi avevano un ruolo già importante nella  televisione italiana. Il 3 gennaio 1954, quando la RAI inaugura le trasmissioni ufficiali, Sandra esordisce su un piccolo schermo che si innamora immediatamente di quella ragazza leggiadra, la biondina di “Ehi, tu biondina” di Macario, che interpreterà negli anni tanti personaggi, ma che rimarrà sempre la bambina deliziosa, irriverente e ingenua Cutolina e Arabella e il clown tenero e  birichino Sbirulino, con cui ha conquistato il cuore degli Italiani. Il francobollo celebrativo, realizzato dall’ artista Bruno Prosdocimi, sintetizza con una vignetta che racconta tutto, i tratti distintivi e caratterizzanti la coppia Sandra e Raimondo, con cui il fumettista ha condiviso molte esperienze televisive e teatrali. La caricatura rappresenta Sandra, bella, bionda e svolazzante, in abito e scarpe rosse, con gli occhi pieni di entusiasmo e curiosità spalancati sul mondo, chinata a sfiorare la maschera di Sbirulino, il suo personaggio perfetto. Proteso verso di lei, Raimondo, sornione e divertente, in divisa da calciatore interista con giacca di ordinanza mentre fa volteggiare un pallone. Sbirulino, il personaggio più importante per Sandra e il pallone, la grande passione di  Raimondo.  Per chi conosce la loro storia, ha riso dei loro sketch, ha imparato i fortunati tormentoni, da “No…noi, no” a “Che noia che barba, che barba che noia” il francobollo evoca ricordi divertenti, ironie ed eleganze che appartengono ad altri tempi e che è bello raccontare a chi non conosce, anche solo per motivi anagrafici, le meravigliose pagine televisive che la coppia ha scritto. La pregevole iniziativa del francobollo celebrativo, prodotto in 400mila esemplari e distribuito dal 21 settembre, è l’occasione per ricordare, raccontandoli, i protagonisti di una storia che attraverso la televisione, racconta l’Italia. America Oggi e Fondazione Osservatorio Roma incontrano Pippo Baudo, “l’uomo che ha inventato la televisione”, il conduttore più amato, protagonista assoluto e testimone appassionato di una storia, non solo televisiva, che con Sandra Mondaini e Raimondo Vianello ha scritto pagine memorabili di televisione e di vita, e Bruno Prosdocimi,  disegnatore di Topolino per Disney Mondadori, il fumettista che con una caricatura e un francobollo consegna alla storia la coppia d’oro dello spettacolo italiano.

Pippo Baudo, un francobollo celebrativo ricorda Sandra Mondaini e Raimondo Vianello. L’Italia sa essere grata?

L’Italia deve essere grata a una coppia veramente eccezionale. Sandra spiritosa, estroversa, sempre pronta a cantare, a trasformarsi in Sbirulino, Raimondo flemmatico, elegante, inglese. Caratteri apparentemente diversi che si integravano in maniera perfetta. Casa Vianello, la sit com che hanno rappresentato per quasi vent’anni, è il ritratto del loro atteggiamento e della loro vita in comune. Lei sempre pronta agli scherzi, alle pennellate e lui sardonico ma pieno di battute. Una coppia davvero eccezionale.

Cosa hanno rappresentato per la televisione e lo spettacolo italiano?

Per la televisione hanno rappresentato davvero tutto, perché ogni spettacolo che hanno fatto ha registrato grande successo, a partire dalle sigle dei loro programmi, ne ricordo una per tutte, quando Raimondo faceva Tarzan e andava a sbattere contro gli alberi. Era divertentissimo. La gente amava identificarsi nella coppia Vianello Mondaini.

Le sigle dei loro programmi sono rimaste nella storia della televisione, con un successo che non pare essersi ripetuto?

Le sigle di Sandra e Raimondo sono assoluti capolavori comici rimasti unici nel loro genere. Le scriveva Raimondo ed era di  una bravura eccezionale, Sandra le interpretava in maniera altrettanto formidabile. Erano un binomio perfetto, anche nei Caroselli di cui Sandra era la regina e Raimondo il re, perché ne scriveva di bellissimi non solo per  Sandra ma anche per altri. Insieme a Guglielmo Marchesi è stato il più grande sceneggiatore di Caroselli della televisione italiana.

Quando Techetechete di RAITECHE trasmette gli sketch di Sandra e Raimondo, l’ascolto è attento, partecipato e divertito. E’ la forza della comicità, dell’ironia e del garbo a piacere così tanto?

In loro c’è tutto, comicità, ironia, garbo, differenza di caratteri che però si integrano, un lui e una lei che insieme scrivono una enciclopedia dell’umorismo piena di pagine indimenticabili.

Raimondo Vianello aveva una personalità poliedrica, intelligente, colta ed era romano. Sandra era una sciura milanese. Che incontro è stato?

Raimondo è stato un uomo e un artista eccezionale. Ha esordito in coppia con Ugo Tognazzi in teatro ed era una coppia artistica che funzionava benissimo. Poi conobbe Sandra e fecero insieme lo spettacolo Sayonara Butterfly, una parodia dell’opera di Puccini. Contemporaneamente Tognazzi ebbe un grande successo nel film Il Federale, si separò artisticamente da Vianello e intraprese la strada del cinema mentre Raimondo continuò a fare la rivista e la commedia musicale con Sandra. Il contrasto tra le diverse città di provenienza della coppia, Roma e Milano, un po' si avvertiva. Sandrina era milanesissima, figlia di un grande pittore, nata e cresciuta nel mondo dell’arte. Aveva esordito giovanissima già nel periodo della televisione sperimentale a Milano, poi con Macario, nello spettacolo “Non sparate al reverendo”. La ricordo al teatro Odeon, appesa a un lampadario che all’improvviso si staccava e lei, cadendo con tutto il lampadario, faceva una gran risata e cominciava a cantare e ballare. Meravigliosa, Sandrina era eccezionale.

Sandra è rimasta nell’immaginario collettivo la bambina irriverente di Cutolina, Arabella e il clown Sbirulino?

Sandra esprimeva il suo carattere e sprigionava la sua vitalità con Sbirulino, un personaggio straordinario. Ho fatto uno sketch in cui  io facevo il marito di Sbirulino e Raimondo la madre di Sbirulino, divertentissimo, autentico perché completamente improvvisato. Ne ho un ricordo bellissimo.

Il francobollo celebrativo di Bruno Prosdocimi è una vignetta che sintetizza la loro storia. Le piace?

E’ perfetto, è una fotografia della loro vita, del loro carattere e della loro esistenza artistica, lei con Sbirulino e lui con il pallone. Raimondo aveva una grande passione per il calcio che seguiva ogni domenica su “Tutto il calcio minuto per minuto” in radio. Amava giocare  e aveva creato anche una squadra di calcio per ragazzi, la SAMO, acronimo di Sandra Mondaini. I ragazzi però non sempre gli passavano la palla perché lo consideravano anziano e quando lui riusciva ad afferrare il pallone, se lo metteva sotto il braccio e se ne andava. Il francobollo racconta davvero tutto.

Un momento comico da ricordare?

Tanti indubbiamente ma la chiusura di Casa Vianello con  l’abat jour che viene spenta prima di aver finito di leggere  la Gazzetta dello Sport e lei che comincia a dire “Che noia che barba, che barba noia”, scalciando con i piedi sotto la coperta è una cosa bellissima, una comicità da Stanlio e Ollio.

Come presenterebbe Sandra e Raimondo oggi a una platea giovane

Ragazzi, vi presento una coppia, Sandra e Raimondo, che forse voi non conoscete perché la vostra età non ve li ha portati a conoscere quando erano in scena, ma è una coppia eccezionale, un merito e un vanto della comicità universale. Un lui e una lei completamente diversi ma tanto uniti, una coppia nella vita e sul palcoscenico.

Cosa ci lascia questo tipo di televisione?

L’amarezza di non poterli vedere ancora in scena, di non poterli toccare ma ci lascia anche la bellezza di poterli ricordare con tanta riconoscenza e grande affetto.

Lei è stato amico personale di Sandra e Raimondo

Ho fatto teatro con Sandra in uno spettacolo intitolato “L’ora della fantasia” nel 1971 con Raimondo che ci accompagnava in tourneè in tutta Italia. Ho sempre vissuto e condiviso tanto con loro, lavoro e affetto, fino alla fine.

Le piace l’iniziativa del francobollo celebrativo dedicato a Sandra e Raimondo?

E’ una iniziativa pregevole, bellissima e molto nobile. Parlare di Sandra e Raimondo mi fa star bene e mi fa sorridere. Se poi li ricordiamo ai nostri connazionali che vivono all’estero, sono ancora più contento, perché li aiuta a sentirsi più vicini all’Italia e alla sua storia. Il ricordo del proprio Paese d’origine è l’alfabeto Morse del proprio sentimento.

Bruno Prosdocimi

Maestro, la sua vignetta sul francobollo celebrativo dedicato a Sandra Mondaini e Raimondo Vianello ha grande forza comunicativa. Come lo ha pensato?

E’ il frutto della conoscenza e frequentazione che ho avuto con loro, nei teatri e in televisione. Sandra era felice che io facessi il lavoro di suo padre, il pittore Giacinto Mondaini che la inviava, bambina, nella redazione del giornale da Giovanni Guareschi a consegnare i disegni che lui realizzava su piccoli fogli di carta e Sandra ne era orgogliosissima.

La sua vignetta racconta tutto ed è una sintesi perfetta della coppia e della loro vita insieme. Cosa la ha ispirata?

Il loro ricordo, Sandra sempre sorridente come Sbirulino, il suo personaggio più importante e Raimondo sempre un po' sfuggente, che non voleva essere mai scocciato per essere ritratto. Una volta cercavo di disegnarlo mentre beveva il caffè, lui se ne è accorto e ha cercato di nascondersi dietro la tazzina. Era sfuggente in questo senso, ma Sandra lo spingeva sempre avanti, lei allegra ed espansiva, lui più distaccato ma altrettanto comunicativo, anche se a modo suo.

Ha disegnato Raimondo vestito da calciatore interista con un pallone in mano. Perché?

Perché amava il pallone, avrebbe sempre e solo voluto giocare a calcio che rappresentava per lui l’evasione dal quotidiano.

Il suo francobollo consegna alla storia la coppia Vianello Mondaini ma per lei cosa rappresenta?

Rappresenta un grande regalo, perché disegnare un francobollo è  sempre una cosa importante ma per me, figlio di un appassionato collezionista di francobolli, lo è ancor di più e poi perché ho conosciuto molto bene Sandra e Raimondo e li ho tratteggiati nel ricordo dei loro caratteri, molto diversi tra loro ma complementari. Nella mia vita ho illustrato migliaia di figurine ma ho sempre desiderato disegnare un francobollo. Averlo potuto realizzare dedicandolo a Sandra Mondaini e Raimondo Vianello è una grande gioia per me.