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Bulgari mecenate di Roma

L’immagine di Roma, città simbolo di forza militare e potenza culturale nel mondo antico, icona di straordinaria ed eterna bellezza, comincia a costruirsi al tempo di Ottaviano Augusto, il primo imperatore di Roma. Significativo fu il contributo di Gaio Cilnio Mecenate, un ricco generale di origine etrusca, amico personale e consigliere di Augusto, che avviò modalità di mecenatismo culturale, offrendo un sostegno economico personale, alle iniziative culturali che contribuivano a creare il mito di Roma e a raccontarla nella sua magnificenza. Tale modalità, caratterizzata da puro spirito filantropico e generosa attenzione all’arte, intesa come bene comune da proteggere, si è  continuamente riproposta nelle varie epoche come presenza virtuosa, attraverso la figura del mecenate culturale. La definizione di mecenate nasce nel ricordo e nell’esempio di Cilnio Mecenate, collezionista d’arte, promotore di circoli intellettuali e salotti letterari, protettore e sovvenzionatore di artisti e poeti, anche di Virgilio che scrisse per lui l’Eneide. Roma, da Augusto in poi, ha sempre avuto importanti mecenati culturali, banchieri, papi, cardinali, che con erogazioni liberali, si sono presi cura della città e della sua storia millenaria, autentico patrimonio dell’umanità. Il mecenatismo culturale, inteso come l’intervento dei privati nei beni culturali per sostenere l’arte, è una realtà diventata oggi imprescindibile e necessaria per un settore che, pur centrale nell’economia italiana, è oggetto di ripetuti tagli della spesa pubblica.  Nel portale di Roma Capitale è oggi pubblicato l’Albo dei Mecenati culturali di Roma, con l’elenco degli enti pubblici e privati, fondazioni, associazioni e soggetti privati che sostengono la conservazione e la valorizzazione del suo patrimonio artistico, monumentale e paesaggistico, con donazioni spontanee. Fondazione Osservatorio Roma e America Oggi incontrano Lucia Boscaini, Brand and Heritage Curator della Maison Bulgari, la Corporation che è interprete e testimone di generoso mecenatismo culturale e virtuose iniziative realizzate per Roma, la città che è nella storia della Maison Bulgari e che, con le suggestioni e ispirazioni della romanità, ha consegnato il brand alla storia della gioielleria mondiale.

Quanto sono importanti le radici greco romane nella visione culturale della Maison Bulgari?

Le origini della famiglia hanno influenzato il brand Bulgari in maniera determinante. Sotirio Bulgari, argentiere greco, fondò a Roma, nel 1884, una piccola azienda famigliare, affermatasi nei decenni e diventata oggi una grande corporation. Sotirio Bulgari e dopo di lui i figli Costantino e Giorgio, hanno fatto della tradizione culturale della famiglia,  cultura aziendale. L’attaccamento alle origini greche ha viaggiato di pari passo al loro cosmopolitismo, al desiderio di conoscere il mondo e parlare tante lingue. Ciò ha reso attrattivo il brand Bulgari e lo storico negozio in via Condotti, già dai primi anni del Novecento, era un punto di riferimento per gli stranieri che visitavano Roma, soprattutto americani e inglesi.

Bulgari e Roma, un rapporto che sa di storia?

E’ un legame molto forte, di profonda gratitudine verso la città che li ha accolti e sostenuti nella crescita, diventata il luogo dove la famiglia e l’azienda hanno avuto il massimo successo. L’appartenenza culturale al mondo greco e romano si è riflessa nello stile gioielliere della Maison Bulgari.

Uno stile che trae ispirazione dall’antichità ma soprattutto dalla romanità?

Una delle origini più riconoscibili della cultura greca, nella nostra cifra stilistica contemporanea, è l’utilizzo delle monete antiche nella gioielleria. Già presenti nei portasigarette degli anni ’30,  diventano dagli anni ’60,  uno dei leitmotiv più riconoscibili della creatività Bulgari, in una varietà notevole di gioielli con monete antiche autentiche, di varia provenienza e con interpretazioni artistiche molto diverse. Bulgari ha sempre conservato un grande  rispetto e legame con le proprie origini, pur nella continua proiezione verso il futuro, con la ricerca di innovazione e modernità. E’ questa l’eredità culturale che il fondatore Sotirio ha saputo trasmettere ai suoi discendenti che a loro volta, l’hanno trasferita nell’azienda. Roma è la città in cui la Maison è nata, è molto presente esteticamente, è una fonte di grande ispirazione che ha portato, quasi naturalmente, a riflettere i grandi monumenti o i piccoli dettagli tipici del vivere romano, nella cifra stilistica dei gioielli. L’archivio Bulgari custodisce le collezioni storiche della Maison, ricche di  gioielli ispirati alla scalinata di Trinità dei Monti e ad altri monumenti romani, agli zampilli delle fontane, alle cupole delle chiese, alle piante del tridente, Castel Sant’Angelo e Piazza Navona, ai drappeggi delle statue di marmo del Bernini. Bulgari Barocko, l’ultima collezione è dedicata al rapporto indissolubile tra la Maison, la città di Roma e lo stile barocco.

Roma, meta dei turisti internazionali, tra Grand Tour e Dolce Vita, storicamente che ruolo ha avuto nel consolidamento della fama internazionale della Maison?

La fama internazionale e la notorietà di Bulgari, che si sono sviluppate senza che la Maison avesse, per molti decenni, altri negozi oltre  quello di via Condotti, sono molto legate a Roma, alle produzioni hollywoodiane che hanno reso ancora più glamour la città. Per i turisti americani era consuetudine venire a Roma e fare shopping in via Condotti da Bulgari, riconosciuto come il gioielliere romano per eccellenza. I loro racconti hanno reso noto il brand ovunque, insieme alle numerose ambasciatrici che hanno portato il nostro nome nel jet set americano.  Claire Booth Luce, venuta a Roma in qualità di Ambasciatrice americana, ha svolto un ruolo importante, creando un ponte culturale che ha promosso la crescita generale dei rapporti culturali tra Italia e Stati Uniti, e anche la conoscenza della Maison Bulgari, di cui aveva gioielli meravigliosi.

Roma è simbolo di arte e cultura e Bulgari lo è con Roma. Da cosa nasce l’impegno della Maison come mecenate culturale per la città?

Roma ha donato a Bulgari accoglienza, ispirazione, notorietà di cui la Maison custodisce memoria e senso di profonda gratitudine. In occasione della celebrazione dei 130 anni dalla fondazione della Maison, Bulgari ha ritenuto doveroso restituire qualcosa di tangibile a Roma e ai suoi cittadini, restaurando la scalinata di Trinità dei Monti a Piazza di Spagna, iconica per Roma e importante nella storia della famiglia Bulgari. Il primo negozio fu aperto nel 1884 a via Sistina, dove la famiglia ha continuato a vivere anche dopo il trasferimento del negozio in via Condotti. Le due strade sono collegate dalla scalinata di Trinità dei Monti che  Sotirio percorreva ogni giorno. Restaurarla è stato un omaggio al fondatore e alla città che lo ha accolto. Era il 2014 e con quella iniziativa, nata dal desiderio di collaborare, come azienda privata, con il mondo pubblico  solo per il bene comune, come atto di pura liberalità e di mecenatismo culturale, è iniziato un rapporto con il Comune di Roma.  Alla scalinata restituita alla collettività nel 2016, sono seguite esperienze che nascono dallo stesso pensiero: siamo romani, siamo grati alla città di Roma per il sostegno che abbiamo avuto nei 137 anni della nostra storia e abbiamo piacere a contribuire per preservare la bellezza della città e per condividerla con il resto del mondo.

Maison Bulgari è oggi mecenate di iniziative culturali che parlano al mondo, come la mostra sui Marmi di Torlonia  in esposizione a Villa Caffarelli-Musei Capitolini…

Le iniziative che sosteniamo sono diverse, dal restauro di un monumento, al restauro di opere d’arte come nella mostra sui marmi dei Torlonia, al restauro illuminotecnico della scalone del Museo di Roma, alla valorizzazione dell’area sacra di Largo Argentina, al relamping dell’Ara Pacis, ma la  cifra che caratterizza il nostro impegno è sempre la stessa,  il senso civico che ci spinge a restituire parte di quello che abbiamo avuto, guidati dalle istituzioni, per tutelare la bellezza di Roma che è il tratto distintivo della città. Siamo intervenuti su grandi monumenti ma anche sui Mosaici di Caracalla,  sostenendo il  MAXXI con il Premio MAXXI Bulgari per promuovere gli artisti emergenti. E’ un impegno che la Maison Bulgari assume molto seriamente, interpretandolo in maniera ampia.

Il rapporto di sponsorship della Maison Bulgari con Roma, assume una valenza forte, in quanto qualificata dalla speciale intensità di rapporto con il patrimonio storico-artistico della città. Come selezionate le iniziative da sostenere?

Il restauro della scalinata era legato al 130esimo anniversario ma da quel momento siamo entrati in dialogo costante con la pubblica amministrazione di Roma Capitale e con i ministeri competenti. I mosaici policromi di Caracalla, assolutamente meritevoli di essere valorizzati per  restituire loro la bellezza originaria, hanno ispirato una nostra linea della collezione 2012/2013. Il recupero dell’area sacra di Largo Argentina è un progetto proposto dall’amministrazione pubblica, a cui abbiamo aderito con entusiasmo per aprire, ai cittadini romani e ai turisti, un luogo magico e ricco di storia, mai aperto al pubblico perché mai sono stati realizzati i lavori necessari per renderlo accessibile. Bulgari, che per la sua natura di esclusività è riservato a una nicchia di fortunati, è stata felice di aprire al mondo e a tutti un gioiello della Roma antica. Lo scalone di Palazzo Braschi, un autentico tesoro barocco, che aveva accolto la Maison per la mostra “Serpentiform”, dedicata al serpente che è una delle icone del nostro marchio, è stato illuminato da Bulgari per lasciare, con puro spirito di gratitudine, un segno della nostra presenza.

Il mecenatismo culturale che tipo di interlocuzione trova oggi nella Pubblica Amministrazione?

La Maison Bulgari, nei 7 anni di collaborazione attiva con la pubblica amministrazione, ha avuto interlocutori diversi che si sono avvicendati nelle varie posizioni istituzionali, con i quali ho interloquito personalmente, registrando sempre esperienze molto positive, con incontri proficui, conversazioni fattive e costruttive. L’ultima iniziativa, il relamping dell’Ara Pacis, ha avuto tempi veloci di realizzazione, solo 6 mesi, anche per l’efficienza e l’intervento operativo del Comune di Roma. E’ purtroppo l’iter burocratico e il complesso delle norme che regolano queste attività a essere lungo e ciò comporta spesso una dilatazione dei tempi di realizzazione, non attribuibile ai privati.

Intervenire sulla nuova illuminazione dell’Ara Pacis, monumento simbolo di Roma, rafforzando la sinergia tra pubblico e privato, quanti significati racchiude?

E’ una iniziativa a cui teniamo molto, perchè la luce è per noi gioiellieri molto significativa e in questo caso ha anche importanti riflessi nella sostenibilità, in quanto le luci, di ultima generazione, sono a basso consumo, moderne ed  efficienti per  contenere il consumo energetico, tematica a cui la Maison è molto sensibile. Siamo orgogliosi del nostro intervento legato a Piazza Augusto Imperatore che accoglierà il primo Bulgari Hotel a Roma, la cui inaugurazione è prevista nel 2022, attraverso il quale potremo esprimere la nostra ospitalità a Roma, che è la nostra città e il nostro orgoglio. Il relamping dell’Ara Pacis è un piccolo dono che facciamo a Roma, in attesa di essere presenti con il nostro albergo, in una piazza dove è appena stato riaperto al pubblico il Mausoleo di Augusto, restaurato grazie alla donazione di Fondazione Tim. Anche questo intervento rafforza il concetto della collaborazione virtuosa tra pubblico e privato, per la tutela e valorizzazione del patrimonio artistico di Roma, con iniziative legate a grandi  aziende private che con contributi e ruoli diversi, insieme alle istituzioni, stanno dando prova di come questo sia un modello che può funzionare.

Il desiderio di protezione del passato che caratterizza la Maison Bulgari e gli altri mecenati culturali, si conferma in una essenzialità che non ha più solo carattere di intervento integrativo dei finanziamenti pubblici ma appare sempre più sostitutiva e fondamentale?

Siamo convinti che i privati possano e debbano fare tanto perché la tutela del passato è essenziale per le future generazioni. La costruzione di un futuro migliore comincia dalla protezione del passato ed esserne parte attiva è un dovere che la Maison Bulgari vive con grande responsabilità.