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L’Istituto Luce-Cinecittà custodisce la storia
dell’Italia e degli Italiani

L’Istituto Luce-Cinecittà è una istituzione culturale che custodisce la storia dell’Italia e costruisce la memoria futura degli Italiani. Il suo patrimonio culturale, costituito da una straordinaria documentazione fotografica e audiovisiva,  documenta dal 1915 le tappe storiche e i mutamenti sociali di un Paese che ha affrontato due guerre ed è transitato dalla monarchia alla repubblica. L’Istituto Luce è oggi in virtuosa e fattiva relazione con Cinecittà, il centro di produzione cinematografico che ha raccontato Roma e l’Italia nel mondo. L’Archivio Storico Luce, iscritto nel Registro Memory of the World Unesco, il Museo del Cinema e dell’Audiovisivo, che racchiude la storia della gloriosa cinematografia italiana, gli Studios, scenario di set indimenticabili e un brand, Cinecittà, conosciuto e apprezzato in tutto il mondo, compongono tutti insieme una realtà culturale, economica e industriale che affronta nuove sfide e punta ad ambiziosi obiettivi. Istituto Luce-Cinecittà custodisce il passato, elabora il presente e prepara il futuro, anche attraverso la promozione di un luogo fortemente simbolico, i mitici Studios di Cinecittà in Via Tuscolana 1055, scelto dal presidente del Consiglio Mario Draghi per ricevere la presidente della Commissione Europea Ursula Von der Leyen, in occasione della cerimonia di suggello ufficiale dell’Europa al Recovery Plan. Una parte del Fondo del PNRR, il piano nazionale di ripresa e resilienza, sarà destinato al rilancio dell’Istituto Luce-Cinecittà, diventato Società per Azioni in forza della Legge di Bilancio 2021. Fondazione Osservatorio Roma e America Oggi incontrano la presidente Chiara Sbarigia, per conoscere le direttrici sulle quali si svilupperà l’annunciato nuovo corso.

Cinecittà nasce o diventa la Fabbrica dei sogni?

Cinecittà nasce innanzitutto con uno scopo educativo, prima che ai sogni, pensa all’educazione della popolazione. La funzione educativa si è mantenuta negli anni e anche se in alcuni periodi è stata più funzionale alla propaganda, ha recuperato la funzione didattica di insegnamento della storia del proprio Paese. La trasformazione di Cinecittà nella Fabbrica dei sogni, sembrò a un certo punto il modo migliore per far conoscere l’Italia agli Italiani. Quando nasce il mito della Hollywood sul Tevere, alimentato dai divi americani che venivano a girare a Roma, Cinecittà arriva alla ribalta del mondo.

Oggi da chi è abitato il mondo di Cinecittà?

Cinecittà è un piccolo mondo molto coinvolgente, che accoglie il visitatore  in una atmosfera straordinaria, dove si respira un’aria che sa di storia, con un selciato romano perfettamente ricostruito su grandi scenografie. E’ un mondo abitato da lavoratori operosi, grandi artigiani del cinema che tramandano una tradizione importante e da archivisti, ricercatori, fotografi.  

La creatività delle maestranze, espressione di una artigianalità apprezzata nel mondo, è un patrimonio che può fare scuola. L’Istituto Luce-Cinecittà come prepara la formazione delle generazioni future?

Stiamo per inaugurare un sistema formativo che è parimenti attento a potenziare le nuove tecnologie e a salvaguardare gli antichi mestieri che hanno reso il cinema italiano, un cinema da Oscar.

L’istituto Luce-Cinecittà, importante realtà culturale, economica e industriale, inizia un nuovo corso. Come presidente della nuova società, quale dimensione intende valorizzare?

Ho un programma ambizioso di espansione per valorizzare il MIAC, il nostro museo dell’audiovisivo e per dare un segnale editoriale d’insieme e un segno concreto di unità alle attività culturali e alle mostre che organizziamo ogni anno, in Italia e all’estero.  Insieme all’amministratore delegato Nicola Maccanico, cercheremo di valorizzare Istituto Luce-Cinecittà nella sua interezza, gli STUDIOS, le costruzioni, occupandoci di rinnovamento ambientale e ampliamento delle strutture. Cinecittà è un marchio molto conosciuto nel mondo, come lo è l’Istituto Luce per la ricerca, iscritto nel Registro della Memoria dell’Unesco e membro di varie attività internazionali. Cercheremo di accelerare tutte le attività, con l’ambizione di far diventare la formazione strumento di creatività e di lavoro per i giovani, irradiando conoscenze e coinvolgendo ragazzi che provengono da luoghi vicini e lontani.

La recente trasformazione in Società per Azioni renderà possibile un migliore svolgimento di iniziative con partner privati, volto a valorizzare il patrimonio culturale della nuova società?

Istituto Luce, per sua tradizione molto aperto alle collaborazioni, ha già decine di partnership in corso. Sono presidente solo dal 21 aprile, ma abbiamo già sottoscritto accordi con la Fondazione Ansaldo per la digitalizzazione e la diffusione del Patrimonio Filmografico Nazionale d’epoca, con la Guardia Costiera per la valorizzazione dei reciproci archivi, con decine di partners culturali che sosteniamo, come la Fondazione Cinema Per Roma e la Fondazione Bertolucci. Ritengo che il cambiamento statutario di indirizzo societario non può che agevolare ulteriormente altre iniziative.

Il MIAC, Museo del cinema e dell’audiovisivo italiano, custodisce un patrimonio di cui essere orgogliosi. Ha un suo progetto di valorizzazione?

Considero il MIAC un luogo che deve ancora sviluppare le sue potenzialità e che quindi deve essere messo a sistema insieme ad altre iniziative e ad altri luoghi che abbiamo dentro Cinecittà. La mia visione è volta a tutelare l’intero patrimonio, materiale e immateriale, per mettere insieme mostre, rassegne, MIAC, “Cinecittà si mostra”, in un organico che valorizzi ancora di più il grande patrimonio custodito.

“Cinecittà si mostra” è una iniziativa da presentare agli italiani che vivono all’estero, con l’invito a inserirla nei loro percorsi di visita in Italia. Cosa racconta?

“Cinecittà si mostra” sono visite guidate, organizzate da personale altamente qualificato, attraverso un percorso museale che è un grande racconto su Cinecittà e sul cinema italiano e mondiale. Si dipana attraversando fisicamente molti luoghi dove sono stati girati importanti film e serie televisive, con un percorso che comprende anche una visita museale al chiuso per ammirare memorabilia, sceneggiature originali, costumi d’arte di film di Visconti e Pasolini e anche il MIAC che con modalità tecnologiche e moderne, racconta la storia del nostro cinema. Attualmente una parte del museo è adibita ad accogliere il turnover delle mostre fotografiche che portiamo in giro per il mondo e che facciamo sempre transitare al MIAC.

Cinecittà è conosciuta come sinonimo di cinema ma anche come luogo fisico e spazio significante che racconta una grande storia. Come si prepara al futuro?

Al futuro ci si prepara con le nuove generazioni, mettendo insieme innovazione e tradizione, tramandando i saperi delle generazioni più adulte e mettendosi in ascolto dei giovani, per una più efficace fruizione delle cose di una volta.  Relativamente agli STUDIOS, ci proiettiamo totalmente nel futuro e stiamo predisponendo un piano molto importante di rilancio a livello internazionale, cogliendo le opportunità economiche che ci offre il Recovery Plan. Stiamo già prendendo contatti con produttori italiani e internazionali per cercare di assicurare la massima occupazione agli studi. Abbiamo già uno studio green, totalmente innovativo, per realizzare cose interessanti anche con budget più contenuti, grazie alle nuove tecnologie che danno la possibilità di realizzare cose straordinarie in piccoli spazi e a costi più bassi. Ci prepariamo a intessere relazioni con altre importanti istituzioni educative, come il Centro Sperimentale di Cinematografia con cui vogliamo sviluppare sinergie, con altri Archivi per far fruire sempre più e a tutti, il patrimonio, già pubblico, dell’Archivio Luce. Vogliamo avvicinare le nuove generazioni al nostro grande patrimonio che dobbiamo conservare ma anche far conoscere al mondo.

Cosa si intende per nuovo corso di Istituto Luce-Cinecittà?

Come nuova dirigenza, insieme all’AD Nicola Maccanico, partiamo da basi solide grazie al lavoro dei nostri predecessori, Roberto Cicutto e Maria Pia Ammirati. Il Ministero per la Cultura segue con attenzione le attività che stiamo avviando. Il futuro lo immaginiamo cercando di riportare a Cinecittà la gente, i giovani, la grande produzione audiovisiva cinematografica italiana e mondiale. L’Italia è un Paese produttivo, ha grandi aziende che hanno tenuto bene anche in tempo di pandemia, con una grande creatività che attrae gli investitori internazionali anche per le nuove piattaforme di streaming. Siamo intenzionati a lavorare per recuperare i vecchi fasti, con un passo moderno. Abbiamo molte cose da fare per rendere questa ricchezza imprenditoriale, artigianale e di memoria storica, un luogo unico al mondo, sempre più riconosciuto all’estero.

 L’attuale virtuoso dialogo tra Cinecittà e il MIC (Ministero per la Cultura) apre nuovi canali divulgativi e nuove sfide?

Il rapporto con il MIC è stretto e costante, anche se abbiamo contatti con tutti i ministeri. Il MIC è governato da persone che hanno un grande rispetto per le professionalità a cui affidano compiti, siamo molto liberi nella nostra attività e avvertiamo la considerazione e l’attenzione dei funzionari e dei responsabili di governo con i quali ci si confronta in modo costruttivo. Siamo in relazione con tutti i ministeri, di concerto con il MIC. Abbiamo anche molte collaborazioni con gli Istituti italiani di cultura nel mondo, per rassegne, proiezioni, dibattiti, in luoghi che invito i nostri Italiani all’estero a frequentare. Abbiamo rapporti con università, festival mondiali, grandi musei, archivi internazionali, organizziamo ogni anno grandi retrospettive al MOMA che poi girano diverse città americane, curiamo la rassegna Cinema Italian Style a Los Angeles, siamo in partnership con l’Academy of Motion Pictures degli Oscar. Sono tante le iniziative dell’Istituto Luce-Cinecittà che possono essere fruite anche all’estero. Nella mia precedente esperienza di direttore generale dei produttori audiovisivi, ho organizzato molte iniziative all’estero e so che sono tanti gli Italiani che hanno voglia di vedere cose che vengono dal loro Paese. C’è un grande linea di eredità culturale che noi speriamo non si esaurisca mai.

Istituto Luce-Cinecittà è anche editore di alcuni organi di informazione, per raccontare cosa a chi?

Spero di riuscire a riorganizzare alcune iniziative, centrandole su obiettivi più chiari, in quanto alcune sono destinate a un pubblico ampio e generalista, altre interessano gli studiosi e i ricercatori universitari. L’opera editoriale divulgativa che si è sviluppata in questi anni proseguirà con mezzi nuovi. Stiamo pensando a  realizzare una nostra produzione di podcast, per divulgare conoscenza con lezioni di storia e arte, attingendo dal nostro eccezionale materiale.

Nei set di Cinecittà sono state girate pagine indimenticabili del cinema italiano e internazionale. A che punto è il progetto di raddoppiare lo spazio, 400mila mq, attualmente disponibile?

Il progetto è stato concepito e sta muovendo i primi passi. Abbiamo bisogno di aumentare le cubature,  per girare negli studi, per incrementare gli spazi dei magazzini, dobbiamo  trovare altri spazi per girare le scene all’esterno e montare scenografie temporanee.

Dove si prendono questi spazi?

Intanto dentro Cinecittà, dove ci sono molti spazi inutilizzati, nei magazzini da svuotare o dove c’è uno studio bombardato durante la Seconda Guerra Mondiale, rimasto da allora vuoto e inutilizzato che ora può essere recuperato. Dietro, accanto e intorno al tradizionale percorso turistico che i visitatori compiono, ci sono molti spazi utilizzabili.

Esiste davvero una Cinecittà segreta fatta di laboratori, falegnamerie, attrezzerie che costituisce un retropalco altrettanto interessante del palcoscenico a tutti noto?

La mia prima visita da presidente a Cinecittà è cominciata proprio da questo spazio di laboratori dove lavorano falegnami, decoratori, pittori che utilizzano macchinari incredibili e che realizzano oggetti stupendi, antiche carrozze, marmi finti, scenografie fantastiche. E’ uno straordinario mondo di creatività artigianale che solo il Teatro alla Scala, un’altra eccellenza italiana, credo possa vantare a questo livello.

L’Istituto Luce- Cinecittà è storia, cultura, cinema e…?

E lavoro, produzione, attività, innovazione.

Cosa può diventare?

Ci auguriamo, come management, che diventi un punto di riferimento importante nel mondo, dal punto di vista  culturale  e per la produzione. Luce e Cinecittà sono due pezzi importanti che procedono appaiati, apparentemente diversi, ma legati dal nostro cinema italiano che è industria, sogno, creatività, bellezza e storia.

Cinecittà è un luogo fuori dal tempo, capace di raccontare ogni tempo, è una realtà con una marcata identità italiana, pur essendo per tradizione aperta alle produzioni internazionali. Cosa rappresenta per gli italiani tutti, soprattutto per coloro che vivono all’estero?

Rappresenta il legame con il proprio Paese. Le immagini e le storie del cinema italiano, patrimonio comune, raccontano e al contempo rafforzano un legame di appartenenza, mantenendo viva la memoria. Le fotografie e i filmati dell’Istituto Luce testimoniano come le nostre città sono state in un modo, ora sono un’altra cosa, ma per alcuni versi e in alcuni luoghi, sono anche rimaste uguali. Il Colosseo è sempre lì, come le calli veneziane e chi viene in Italia, torna nei luoghi che ha visto nei film e sa cosa trova.

Quando gli chiesero quale fosse la città in cui avrebbe preferito vivere, Fellini rispose “Cinecittà”. E’ davvero così magica?

E’ un piccolo mondo bellissimo dal quale anche io non uscirei mai. Ci sono pini, molto verde, ma soprattutto ci sono persone piene di passione, contente di essere lì a lavorare, orgogliose del loro lavoro, qualunque esso sia.