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“Farò di Roma la Capitale della Cultura”
Roberto Gualtieri, candidato sindaco di Roma

Roma si prepara a eleggere il nuovo Sindaco e ad accogliere i fondi europei stanziati, per il rilancio della città, nell’ambito del Piano Nazionale di Resistenza e Resilienza. E’ una doppia, grande occasione per migliorare il presente e costruire il futuro di una città a cui tutto il mondo guarda con interesse, per la sua storia di capitale e il ruolo contemporaneo nella realtà italiana e internazionale. Amministrare Roma significa occuparsi di passato, presente e futuro. Preservare, migliorare e costruire. La visione politica culturale di ciascun candidato ha animato dialetticamente la campagna elettorale estiva e assume un ruolo centrale nella delineazione del futuro volto di Roma che può tornare a essere capitale della cultura. Fondazione Osservatorio Roma e America Oggi incontrano Roberto Gualtieri, candidato Sindaco per la coalizione di centrosinistra, romano, studioso di storia italiana e internazionale, professore alla Sapienza, l’università di Roma dove si è laureato e specializzato, il laureato in Lettere che unisce alla formazione umanistica una importante esperienza politica come eurodeputato e Ministro dell’Economia e delle Finanze.

 

Professor Gualtieri, finalmente la cultura è al centro della campagna elettorale per eleggere il sindaco di Roma, città che ha una storia millenaria, ha 2773 anni, da 150 anni capitale d’Italia, è polo politico e religioso. Quali sono le politiche culturali che lei propone?

La cultura è certamente un settore chiave per il rilancio della città ed è un tema prioritario nel nostro programma. Nei prossimi cinque anni, puntiamo a fare della cultura il volano dello sviluppo sostenibile, intelligente e inclusivo, attraverso politiche imperniate su 6 linee guida: una nuova governance della cultura a Roma, a favore di un approccio più partecipato ed unitario; politiche di sostegno ai luoghi della  cultura, valorizzando i siti culturali già presenti e individuando luoghi “cerniera” tra centro e periferia da riqualificare per attività culturali; un nuovo sistema di governance per coordinare in maniera funzionale i musei e le aree archeologiche di Roma appartenenti ai vari soggetti istituzionali; la valorizzazione dei simboli della cultura, per ridare dignità al Brand Roma che promuoveremo nei circuiti internazionali e attivando partnership strategiche con le altre città d’arte italiane e le istituzioni culturali straniere; con l’attivazione di un dipartimento “Roma Creativa”, specializzato nella pianificazione e gestione del programma culturale della città, ma anche del supporto economico agli operatori della cultura; con il supporto ai lavoratori della cultura, contrastando la crescente precarizzazione del lavoro nel settore, attraverso meccanismi di premialità e concessione del patrocinio o finanziamenti per quei datori di lavoro che offrono condizioni lavorative di qualità.

 

Incentiverà il ruolo svolto dalla collaborazione tra pubblico e privato, con gli interventi di mecenatismo culturale e di sponsorizzazione? 

Il partenariato tra soggetti pubblici e privati è sicuramente tra i metodi che si dovranno prendere in considerazione per la riqualificazione e valorizzazione del patrimonio artistico e culturale della Capitale. Come avviene ormai da anni in tutto il mondo, il coinvolgimento dei privati è sempre più frequente in queste attività ed è il compito guida del Comune quello di lavorare attivamente per l’attrazione di capitali privati attraverso strumenti di incentivazione fiscale e campagne di promozione per sollecitare donazioni e sponsorizzazioni. Occorre poi che il Comune resti vigile nel monitorare l’operato di queste partnership per garantirne correttezza e tempestività.

Lei ha proposto di modificare il funzionamento dell’attuale sistema museale romano. Il tema è quello di valorizzare l’esistente o creare altro? Migliorare la fruizione o riscrivere la storia museale di Roma? Quali gli obiettivi, quali le sinergie e le reti necessarie?

La nostra proposta per la valorizzazione dei musei di Roma Capitale non prevede lo stravolgimento dell’attuale sistema. Roma ha una storia museale stratificata e diffusa che va protetta, ma anche valorizzata e messa in rete con iniziative concrete e investimenti importanti. Ma Roma è anche un museo diffuso che va salvaguardato e soprattutto reso fruibile attraverso competenze, accordi e investimenti nella cultura, a partire dal personale specializzato.

L’obiettivo è quello di potenziare la fruizione dell’intero patrimonio della città in tutte le sue epoche, nel rispetto delle collezioni storiche e creando sinergie, reti e percorsi museali: le grandi famiglie romane, la Roma antica, la Roma risorgimentale, la Roma unitaria, la Roma Barocca.

Come pensa di presentare progetti idonei per accedere ai fondi destinati alla cultura dall’Unione Europea, con il PNRR, in modo autonomo come Sindaco di Roma che ha un ruolo speciale nel contesto nazionale?

Spendere al meglio le risorse messe a disposizione dal PNRR è la sfida più importante della prossima legislatura. Sarà fondamentale per il Comune essere in grado di partecipare ai bandi, vincerli per portare a Roma quante più risorse disponibili e poi eseguire i progetti con trasparenza, tempestività e lungimiranza. Dopo anni di immobilismo, però, la capacità operativa dell’amministrazione si è andata via via erodendo. Occorre immediatamente potenziare gli organici, assumendo personale qualificato e riorganizzando internamente risorse e competenze.

Per coordinare poi gli investimenti nei diversi settori, istituiremo immediatamente un Ufficio Speciale alle dirette dipendenze del sindaco, che avrà il compito di coordinare l’azione progettuale della Amministrazione e di coordinare i diversi soggetti e le istituzioni necessarie per l’attuazione degli interventi, sia nella fase di start up sia in quella operativa. L’Ufficio Speciale si occuperà anche di istruire i passaggi di deliberazione di Giunta e di Consiglio e faciliterà il confronto interistituzionale tra tutti gli attori del Piano.

Doteremo inoltre il Comune di una struttura tecnica dedicata per garantire la rapidità degli interventi e la coerenza con le opere necessarie alle altre scadenze che aspettano Roma, a partire dal Giubileo del 2025. Questa struttura avrà anche il compito di incrementare gli investimenti privati, costruendo partnership pubblico-private, quando possibile, per valorizzare al massimo le risorse disponibili.

La proposta del candidato sindaco Carlo Calenda sulla costituzione di un museo unico di Roma è stata fortemente osteggiata dagli storici dell’Arte. L’interlocuzione con gli studiosi che peso specifico avrà nella realizzazione dei suoi progetti?

Differentemente dalle proposte di altri candidati, nell’elaborazione dei dettagli della nostra strategia di valorizzazione dei musei di Roma Capitale, consulteremo la comunità scientifica per elaborare un migliore sistema di governance e coordinare la gestione e la fruizione di musei e aree archeologiche appartenenti a diversi soggetti, Stato, Roma Capitale etc. per la creazione del biglietto unico, il lancio di attività didattiche e culturali, la promozione e la comunicazione.

Roma è terreno fertile per una produzione culturale contemporanea che possa competere con le altre grandi capitali europee? 

La cultura prodotta e fruita a Roma è da sempre un elemento fondamentale dell’identità del nostro Paese e cardine della sua proiezione nel mondo. Siamo convinti che Roma abbia tutte le qualità e i presupposti per competere con le altre capitali europee nel campo della cultura. Nei prossimi anni, grazie al PNRR, avremo anche le risorse per rilanciare la produzione culturale a Roma. In questi ultimi anni Roma è stata penalizzata dalla mancanza di strategie di lungo periodo, capaci di collocare cultura e conoscenza al cuore del progetto di sviluppo della città. Ne è derivata una scarsa sinergia tra istituzioni e stakeholder, che ha portato a una frammentazione dell’offerta culturale e della sua comunicazione, con disorientamento sia per i cittadini sia per i turisti, e dall’altro una forte carenza nel rapporto tra comunità scientifica, città e apparato produttivo. Le nostre proposte mirano esattamente a ricucire questi rapporti in città e a supportare gli operatori della cultura, affinché Roma torni a essere la Capitale internazionale della cultura.

 

Roma ha da sempre una importante tradizione cinematografica, legata a Cinecittà. Netflix ha scelto Roma per la sede italiana. Ha un progetto anche per il potenziamento di questo settore? 

Per il potenziamento del settore della cinematografica ci sono, nel PNRR, 300 milioni di euro di risorse già vincolate per Roma nel contesto del progetto Cinecittà, che prevede due linee di intervento: il recupero del Polo per la produzione cinematografica e televisiva per rilanciare la produzione cinematografica in Italia e per aumentare la sua attrattiva nei confronti delle produzioni cinematografiche e televisive europee e internazionali e un supporto agli operatori dell’industria culturale e creativa. Questi investimenti vanno però accompagnati con intelligenti politiche comunali in campo di urbanistica, mobilità e semplificazioni burocratiche, che ne massimizzino l’impatto trasformativo e riqualificativo per la città. Occorre poi dare sostegni concreti alle imprese culturali, specie negli ambiti più colpiti dalla trasformazione dei consumi culturali, a partire da teatri e sale cinematografiche, attraverso interventi che sostengano la domanda, ad esempio gli abbonamenti e l’innovazione dell’offerta, oltre che attraverso l’alleggerimento di tariffe e oneri locali, TARI in primo luogo, e investimenti per l’adeguamento migliorativo dei luoghi, con nuove e semplificate regole per lo svolgimento di attività commerciali collegate alle sale.

Roma è di tutti, di chi la abita e di chi la visita e pertanto si pone e si impone il tema del turismo. Il turismo culturale e religioso può essere un turismo di qualità o è solo turismo di consumo?

Il turismo a Roma, in tutti i suoi ambiti, deve tornare a essere un turismo sostenibile. Dovremo lavorare fin da subito per riconciliare in maniera costruttiva gli interessi degli operatori economici con le esigenze e i diritti di tutta la cittadinanza.

Come si rende più sostenibile il turismo nella città che è in cima alla lista delle mete da visitare?

Per rendere il turismo più sostenibile a Roma, occorre decongestionare i quartieri centrali, creando una migliore offerta turistica più diffusa, per esempio nei siti archeologici dei quartieri periferici, occorre innalzare il livello e la qualità dell’attuale offerta turistica,  attraverso la valorizzazione del turismo legato a convegni, fiere, eventi e congressi, è necessario rafforzare i controlli contro l’abusivismo e la frode fiscale, concepire un piano di valorizzazione delle attività commerciali di produzioni locali certificate e di artigianato artistico di alto profilo, per contribuire alla lotta contro il depauperamento delle identità socioeconomiche della città. E’ inoltre necessario implementare una normativa più stringente per gli appartamenti destinati agli affitti brevi per evitare, soprattutto in epoca post-Covid-19, ulteriori danni al settore alberghiero e la concorrenza sleale,  nonché consolidare un sistema legale di raccolta delle tasse di soggiorno da parte delle società straniere, come Air B&B, Booking.com e altre.

Lei sarà, qualora eletto Sindaco, gestore e cittadino della città caput mundi. Come si sta preparando?

Per vincere la sfida dei prossimi cinque anni e rilanciare la capitale occorrono dedizione, competenze e serietà.

Stiamo lavorando per mettere insieme una squadra di governo pronta subito a mettersi all’opera. E stiamo lavorando a una serie di delibere che dovranno essere attuate nei primi giorni, per lanciare un piano straordinario di pulizia della città, per liberare Roma dai rifiuti, un piano di cura endoterapica per salvare i pini di Roma dalla cocciniglia e tutelare il verde cittadino, l’avvio delle procedure per la creazione dell’agenzia per l’attrazione degli investimenti, l’agenzia per le politiche dell’abitare e l’ufficio speciale per la gestione dei fondi del PNRR.