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La Nuvola e l’EUR
al centro dell’attenzione italiana e internazionale

La pandemia ha determinato, in ogni città, trasformazioni di luoghi e spazi pubblici, progettati e realizzati per finalità aggregative, che sono stati capaci di ripensarsi e aprirsi al pubblico per nuove esigenze e una diversa socialità. Il nuovo tempo ha contribuito a far conoscere La Nuvola di Fuksas ai cittadini romani e a guardare con rinnovato interesse a un quartiere, l’EUR, che da quando è stato progettato e realizzato, nei primi anni ’40, ha cambiato il volto di Roma, completando, con una dimensione più moderna e razionalista, la città storica e monumentale. La Nuvola, una delle opere architettoniche più importanti del ‘900, progettata da Massimiliano Fuksas, talento  e genio italiano,  architetto tra i più apprezzati al mondo, rinasce a nuova vita dopo essersi trasformata in spazio pubblico di utilità sociale come virtuoso modello di Hub vaccinale, raccontato in Italia e nel mondo. La Nuvola non è più solo un centro congressi, abitata a giorni alterni da una platea di turisti congressuali, ma uno spazio aperto e ospitale che offre concerti, festival di cinema, videoarte e fotografie, fiere di arte contemporanea e di editoria, lunghi appuntamenti notturni con musica jazz, gospel,  taranta, indie e trap, dove conoscere più da vicino i grandi protagonisti della cultura e dello spettacolo italiano e internazionale, assistere a readings e a proiezioni di film, dove le scolaresche possono dormire in sacco a pelo e avvicinare, avvicinandosi, uno spazio pieno di luce naturale che accende metaforicamente le luci del sapere, connettendo esperienze e culture diverse. “Riemergere” è il ricco e innovativo programma di eventi ideato da EUR Culture per Roma, che apre la Nuvola e l’EUR ai cittadini romani e ai turisti, con una nuova visione culturale e una proposta di eventi diversificata e ampia, che accoglie le conclusioni del G20 il 30 e 31 ottobre, riapre le Cascate del Laghetto dell’EUR chiuse dalle Olimpiadi del 1960, ospita concerti di nomi leggendari della musica mondiale come Patti Smith e pone un quartiere al centro dell’attenzione italiana e internazionale. Fondazione Osservatorio Roma e America Oggi incontrano Massimiliano Fuksas, architetto progettista della Nuvola e Antonio Rosati, Amministratore Delegato di EUR SpA, per entrare nel mondo dell’architettura intesa come arte di pace e per raccontare come è possibile trasformare le sfide di un tempo nuovo, in opportunità.

Prof. Fuksas, cos’è la Nuvola e cosa rappresenta per Roma?

La Nuvola è un luogo di incontri, un luogo di pace. Il nome non gliel’ho dato io, ma glielo hanno dato i cittadini romani. Un architetto di solito cerca di fare spazi per la società e per la collettività e la Nuvola è uno spazio che ha funzionato per Roma e la città di Roma, per riunire le persone, per farle partecipare non a eventi negativi ma a eventi positivi. Il vaccino somministrato alla Nuvola è stato un grande evento, una performance piena di possibilità.

Le piace il nome che hanno scelto i cittadini romani per questo spazio?

L’ho accettato all’inizio ma adesso mi piace molto, perché è uno dei pochi edifici che chiamano anche con il nome del progettista, la Nuvola di Fuksas. E’ una cosa entusiasmante, non solo perché appaga il mio narcisismo, ne ho molto e un po' me ne vergogno, ma perché mi fa pensare che le persone hanno apprezzato questa opera.

La Nuvola di Fuksas è associata al nome del progettista anche perché lei è uno degli architetti più famosi e autorevoli al mondo, espressione del talento e del genio italiano

Un giornale spagnolo ha dedicato un articolo alla Nuvola definendola uno spazio pubblico diventato ancor più pubblico quando si è trasformato in spazio dove somministrare vaccini. Questa considerazione mi ha riempito di orgoglio. Finalmente vedo realizzato qualcosa che ho sognato, che abbiamo sognato in molti. Per realizzarla è stato necessario del tempo, il cantiere è durato 7 anni, molto tempo è stato assorbito dalla gestazione amministrativa ma oggi è davvero un luogo pubblico che appartiene ai cittadini romani ma anche a chi viene a Roma e  dopo un’ora si sente già  romano.

La sua definizione di architettura?

L’architettura è l’arte della pace, la guerra non appartiene all’architettura, la pace si. Il sogno di ogni architetto è quello di fare luoghi pubblici e con la Nuvola io e mia moglie Doriana ci siamo riusciti e lo abbiamo capito quando abbiamo accompagnato il Presidente della Repubblica Mattarella in visita negli spazi vaccinali, che funzionano benissimo non solo per l’organizzazione sanitaria perfetta,  in filodiffusione, ma perché negli spazi entra la luce. Sono circa 10 mila mq che restituiscono l’incontro tra esterno e interno, dove si vedono gli alberi quasi entrare dentro. Abbiamo visitato, con grande piacere, un luogo e uno spazio pensato per la collettività che si riempiva, a distanza di venti anni, di un nuovo significato.

Rigenerazione è il tema su cui poggia la proposta culturale di Eur Culture. Che significato ha parlare di rigenerazione in una città come Roma?

Credo che Roma abbia notevoli problemi perché da una ventina di anni, subito dopo l’amministrazione Rutelli, non si è fatto più un progetto integrato. A Roma ci vuole un progetto e una strategia per la città, che al momento non c’è. E’ una capitale che ha circa 5 milioni di city users, tra abitanti e utilizzatori della città, perciò ha bisogno di un piano strategico, di un’idea molto forte, non solo di una normale manutenzione. Purtroppo, negli ultimi 20 anni, è mancata totalmente.

La Nuvola  è un centro congressi che parla all’Italia e  aspira ad avere prospettive internazionali?

 Già è internazionale, non a caso le conclusioni del G20 si svolgeranno alla Nuvola a fine ottobre.  Lo sarà sempre più, allargando e consolidando la prospettiva internazionale.

La Prima Internazionale del G20 Cultura che si è svolta a Roma cosa ha significato?

Ha significato che l’Europa può diventare luogo di pace e il G20 può essere il luogo e l’occasione per conoscersi, capirsi meglio e lavorare insieme.

Roma diventa volano di una nuova visione culturale?

Roma è una delle città più conosciute e amate al mondo, non ha bisogno di presentazione ma la visione culturale  è importante e va saputa progettare.

Massimiliano Fuksas è icona del talento e del genio italiano nel mondo. Come vede gli Italiani che vivono all’estero?

E’ inimmaginabile la quantità di Italiani che vivono all’estero, perché sono decine di milioni. Costituiscono una comunità straordinaria, sono stati e sono costruttori di opere eccezionali e si sono distinti in tutti i Paesi del mondo per capacità, intelligenza, voglia di fare e lavorare. Rivolgo a tutti loro un caloroso saluto.

Antonio Rosati

EUR S.p.A rappresenta un unicum europeo, ma in cosa lo è esattamente?

L’idea che nacque prima della II Guerra mondiale e poi con i Governi che si sono succeduti fino alle Olimpiadi del 1960, di istituire una società, con un capitale sociale imponente, che gestisce un quartiere più o meno grande come la città di Arezzo, è un unicum in Europa, non esiste altrove. La società ha un patrimonio prestigioso che comprende il Palazzo della Civiltà del Lavoro, il Centro Congressi Libera, il Laghetto dell’Eur, l’opera straordinaria della Nuvola di Fuksas, ma nel corso degli anni ha perso un po' di smalto ed efficienza. Il governo mi ha nominato Amministratore Delegato nel luglio 2020 e con il contributo di tutti i dipendenti, ci stiamo impegnando a rilanciare e valorizzare le straordinarie risorse di cui dispone.

La Nuvola, nata per accogliere turismo congressuale, oggi si apre a una nuova visione. Qual è e come ci siete arrivati?

La Nuvola, una delle opere architettoniche più importanti del ‘900, prima della pandemia svolgeva solo attività congressuale, occupando l’edificio per 130/140 giorni l’anno. E’ un grande luogo magico, realizzato con i soldi dei contribuenti, che abbiamo pensato di mettere al servizio dei cittadini romani. La campagna vaccinale organizzata dalla Regione Lazio è stata l’occasione per avvicinare la Nuvola alla cittadinanza.  Quando il presidente Zingaretti mi ha chiamato per cercare spazi all’EUR, stavo leggendo “Delitto e Castigo” di Dostoevskij e forse anche per questo ho avuto l’intuizione di proporre i grandi spazi della Nuvola. E così il grande centro congressuale è diventato un grande centro polifunzionale, grazie all’impegno dei tecnici della ASL di Roma2 e dei nostri tecnici, è stata messa in piedi una realtà che è diventata famosa nel mondo, raccontata da 36 televisioni internazionali, e ha costituito un esempio virtuoso per tutti. In questo spazio sono state somministrate 600mila dosi di vaccino, sono passate oltre 400mila persone, si è realizzata un’esperienza straordinaria, che il 26 settembre ha esaurito il suo compito. Ha rappresentato una doppia valenza perchè è stata anche l’occasione per far conoscere questo luogo alla gente, che ne è rimasta estasiata. E’ per questo che abbiamo pensato di integrare l’attività congressuale che già le apparteneva, con un’ampia stagione culturale, in modo che la Nuvola non cambi pelle ma integri e rafforzi le sue funzioni per essere  sempre più vicina ai cittadini romani. La Nuvola è un posto bello, armonico, sicuro da utilizzare tutti i giorni.

Era necessaria la pandemia per far conoscere e apprezzare la Nuvola ai cittadini romani?

E’ una bella domanda che potrei rivolgere ai miei predecessori. La pandemia ha segnato profondamente il nostro Paese, in termini economici e sociali. Oggi la grande sfida delle metropoli è la solitudine, categorizzata come “Sindrome di Berlino”, perché a Berlino, un nucleo famigliare su due è composto da una sola persona. Ciò determina una riconsiderazione delle relazioni sociali, della loro necessità, la pandemia ci consegna il desiderio di guardarci negli occhi, di incontrarci, ascoltarci, per godere di spazi condivisi e socialità. Abbiamo cominciato a esplorare questa possibilità l’anno scorso, a settembre, quando con Carlo Fuortes, allora Sovrintendente al Teatro Dell’Opera di Roma, oggi AD della RAI, abbiamo portato l’Opera alla Nuvola, proprio perché consentiva il necessario distanziamento sociale, con i suoi grandi spazi. I primi concerti ebbero un grande successo, tutti sold out. Abbiamo capito che era giusto proseguire in questa direzione. L’incontro con Oscar Pizzo, vulcanico intellettuale diventato direttore artistico della Nuvola, è stato determinante perchè ha ideato una stagione multidisciplinare, con proposte popolari e sperimentali, che oggi offrono un programma degno di una grande capitale europea.

La Nuvola ospiterà le conclusioni del G20 a fine ottobre. E’ una vetrina, una palestra o cos’altro?

Siamo orgogliosi e onorati che il Governo abbia scelto l’EUR, la Nuvola e il meraviglioso Palazzo dei Congressi Libera, per l’incontro dei 20 Capi di Stato, il 30 e 31 ottobre.  Ma  prima ancora del G20, alla Nuvola, nell’ Auditorium di 1800 posti,  il 5 e 6 ottobre si svolgerà l’incontro di  tutti i grandi capi religiosi organizzato dalla Comunità di Sant’Egidio. E’ un confronto che si svolge in un momento in cui il mondo è in cambiamento, a cui attribuisco una grandissima importanza.

La stagione è ricca di eventi, il 10 ottobre Patti Smith si esibirà nell’unica data italiana. E’ anche con questo concerto che la Nuvola amplia la sua proposta?

L’appuntamento con Patti Smith ci onora, ma desideriamo fare della Nuvola e dell’EUR luoghi aperti sempre, dove la gente possa trascorrere momenti di condivisione e serenità. Abbiamo riaperto le bellissime Cascate del Laghetto dell’EUR, chiuse dalle Olimpiadi del 1960 che invitiamo i turisti a Roma a inserire nel loro percorso di visita. L’EUR  deve essere un luogo di attrazione, paesaggistica e culturale, per sostenere il turismo ma anche per vivere una nuova forma di socialità. La pandemia ci consegna un altro uso delle città e la nostra sfida diventa quella di fare utili di bilancio, cercando un nuovo umanesimo.

La Nuvola come parla alle giovani generazioni?

Avvicinandole, portandole alla Nuvola. A gennaio inizieremo le visite scolastiche delle scuole superiori per far conoscere questo luogo magico che conquista piano piano. Alla Nuvola bisogna andarci più volte per esserne davvero conquistati, perché è un posto di luci, dove la luce cambia sempre ed è necessario vederla in vari momenti.

C’è un progetto di promozione della Nuvola all’estero?

Certamente, faremo un lavoro con le Ambasciate che devono diventare potenti fattori di promozione del made in Italy nel mondo, per veicolare moda, design, enogastronomia. Le comunità italiane all’estero devono conoscere l’EUR, visitarlo e godere di bellezze che appartengono anche a loro.