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Le memorie di Guglielmo Marconi

Guglielmo Marconi scienziato, inventore della radio, primo Premio Nobel italiano per la Fisica. Queste informazioni sono nella conoscenza di tutti ma non definiscono compiutamente la straordinaria ed eclettica personalità di un visionario, innovatore, che ha saputo intuire, sperimentare e realizzare invenzioni, riuscendo a prevederne esattamente possibilità conseguenti e applicazioni future. Oggi siamo tutti figli di Guglielmo Marconi, in un mondo iper connesso con strumenti, smartphone, navigatori satellitari e tecnologia 5 G, che nascono dalla  sua telegrafia senza fili e dal primo straordinario esperimento di trasmissione oltre l’oceano realizzato 90 anni fa. La pubblicazione delle Memorie di Guglielmo Marconi dal 1895 al 1899, a cura di Gabriele Falciasecca, professore di Elettromagnetismo all’università di Bologna e presidente emerito della Fondazione Guglielmo Marconi, restituisce un ritratto inedito del giovane Marconi negli anni pionieristici delle sue scoperte. Il volume nasce dalla lettura di alcuni dattiloscritti dello scienziato, recuperati a Oxford, nella Bodleian Library, che ricostruiscono l’esperienza inglese di un cervello italiano in fuga. “Inventore e patriota”, lo definisce il nipote Guglielmo Giovannelli Marconi, perché sebbene accolto, supportato e finanziato economicamente dall’Inghilterra, Marconi decise di tornare a vivere e a lavorare in Italia, dove fu insignito di una laurea honoris causa solo molti anni dopo essere stato bocciato,  per ben 4 volte, all’esame  universitario di Fisica. Guglielmo Marconi fu inventore ma anche imprenditore capace di dare concretezza alle sue scoperte, fondando la Marconi’s Wireless Telegraph Company, la più grande compagnia di telecomunicazioni dell’epoca a Londra, con la quale impiantò stazioni radio in ogni angolo del vasto Impero Britannico. Il Marconi che emerge dai dattiloscritti inglesi è un giovane uomo geniale e curioso che racconta se stesso dai 21 ai 25 anni, nelle relazioni con il complesso mondo scientifico inglese, riferendo impressioni, intuizioni, scoperte, difficoltà inattese, nella costruzione del ricevitore radio che gli costò molta fatica e nelle facili realizzazioni come avvenne per l’antenna. Marconi uomo di scienza, di grande fede, appassionato di letteratura e di musica, amico dei Papi Pio XI e Pio XII, di D’Annunzio e Marinetti, di Bernard Shaw e di Puccini, di Madame Curie e Charlie Chaplin, ma soprattutto amico dei giovani che stimolava alla curiosità e alla conoscenza. La presentazione del volume “Memorie 1895-1899 Prime note autobiografiche di un giovane autore”, organizzata da Nicola Barone, ingegnere e membro del Quadrato della Radio, una associazione culturale il cui nome deriva dalla forma dell’antenna usata da Marconi, da anni impegnata per lo sviluppo e l’uso coretto delle telecomunicazioni in applicazione dello spirito marconiano, si è svolta nella Sala Marconi della Radio Vaticana, nata 91 anni fa con Guglielmo Marconi. Fondazione Osservatorio Roma e America Oggi hanno incontrato Padre Federico Lombardi, responsabile per molti anni della Sala Stampa Vaticana, la principessa Elettra Marconi, ambasciatrice internazionale della memoria del padre Guglielmo e Gabriele Falciasecca, curatore del volume di Memorie.

Padre Federico Lombardi

La Sala Marconi di Radio Vaticana che storia racconta?

E’ un ambiente che ci immedesima nella storia di Radio Vaticana che deve la sua esistenza a Pio XI e a Marconi, dove sono custoditi oggetti che raccontano la storia di un’impresa straordinaria, il microfono costruito da Guglielmo Marconi per la Radio Vaticana, una foto con Pio XI che lo ha utilizzato la prima volta e soprattutto  un grande quadro con il  ritratto di Marconi con le onde che partono da qui, insieme ai diversi Papi che a partire da Pio XI, hanno utilizzato la Radio Vaticana, ogni pontefice ritratto con il microfono del proprio tempo davanti a sé.

Parlare dell’inventore della radio a Radio Vaticana cosa significa?

La Radio Vaticana nasce con Guglielmo Marconi, per volontà di Pio XI e con il padre gesuita Gianfranceschi che accompagna Marconi in questa impresa che prevedeva l’uso delle tecnologie moderne, a quel tempo più avanzate, con Marconi che era il protagonista dello sviluppo della radio, per offrire servizi di bene all’umanità, l’annuncio del Vangelo del Signore, l’insegnamento dei Papi come pace e fratellanza umana.  Radio Vaticana ha fatto negli anni, anche durante la guerra, un enorme servizio di carattere umanitario per mandare e richiedere informazioni sulle persone, sui prigionieri, sui dispersi, per mettere in contatto le famiglie, per la libertà dei popoli, per farli sentire collegati con Roma e con gli altri Paesi, nonostante l’esistenza dei totalitarismi. La Radio Vaticana è stata uno strumento di pace e fratellanza tra i popoli, uno strumento di intervento e di aiuto umanitario e ciò corrisponde esattamente agli ideali che Guglielmo Marconi, fin da giovane, esprimeva.

Quali erano i suoi ideali?

Le mie intenzioni sono per salvare l’umanità e non per distruggerla”, è una dichiarazione scritta da Marconi, con la propria calligrafia, sotto una sua  foto che lo ritrae  mentre pronuncia un messaggio al microfono, immagine  ancora conservata a Radio Vaticana perché il suo primo ideale era migliorare il bene dell’umanità, nella convinzione che la sua invenzione doveva servire a salvare le persone. Marconi voleva sviluppare la comunicazione, con la telegrafia senza fili, in modo che fosse in grado di diffondersi dappertutto, senza ostacoli, per servire l’umanità e lo dice in modo chiaro ed esplicito “Lo scopo della mia vita, attraverso la scienza, è di servire il bene dell’umanità”. Era molto fiero di essere stato chiamato da Papa Pio XI a costruire la Radio Vaticana, uno strumento di pace e di servizio per tutti, che non sarebbe stato mai utilizzato per usi negativi come la comunicazione di guerra o altre cose ma per solo per unire i popoli separati dai totalitarismi. Marconi in quegli anni era considerato un benefattore dell’umanità perché gli impieghi della radio per la salvezza delle persone, erano diventati evidenti a tutti.

Radio Vaticana come lo ricorda?

Noi, a Radio Vaticana, portiamo da 90 anni il nome di Marconi, ne interpretiamo la finalità nell’uso degli strumenti e ci sentiamo eredi della dimensione umanitaria e positiva dell’impegno scientifico di Guglielmo Marconi.

Chi è Guglielmo Marconi?

Marconi è un inventore che conosce la scienza e la fa progredire, interroga la natura e scopre nuove possibilità per muovere passi in orizzonti sconosciuti ma inaspettatamente fecondi, utilizzando le forze della natura per il benessere dell’umanità. E’un inventore che, come diceva Papa Pio XI all’inaugurazione della stazione di Radio Vaticana, “ha saputo districarsi tra gli agguati della scienza con queste onde che nessuno vede e nessuno sente”.

Elettra Marconi

Principessa, siamo tutti figli dell’inventore Guglielmo Marconi?

Si, lo siamo, perché mio padre, con le sue straordinarie invenzioni, ha cambiato per sempre il nostro modo di comunicare.

Cosa significa per lei essere nella Sala Marconi di Radio Vaticana e presentare le Memorie di suo padre?

Essere nella bellissima Sala Marconi è una grande emozione, amo moltissimo questo luogo perché c’è tutto mio padre, a partire dal grande quadro dove è ritratto con i sei Papi che da Papa XI si sono succeduti. Apprezzo molto la pubblicazione di queste Memorie e avrei tanto desiderato essere accanto a Gabriele Falciasecca la prima volta che ha letto i dattiloscritti di mio padre, per condividerne le prime emozioni.

Radio Vaticana conserva gli strumenti con cui ha realizzato le sue invenzioni?

Si, gli originali realizzati da mio padre sono tutti qui e io voglio sempre vedere dove sono stati disposti, come sono conservati. Accompagno spesso e con piacere gli ambasciatori e gli amici che vengono a visitare il Vaticano e anche questi oggetti.

Radio Vaticana come nasce nelle intenzioni di suo padre?

Mio padre era molto grato a Papa Pio XI che lo chiamò per fondare Radio Vaticana che nasce, nelle sue intenzioni, innanzitutto per portare la voce del Papa e la benedizione urbi et orbi a tutto il mondo, in tutti i Paesi. Per lui, fervente cattolico e uomo di grande fede, questo era il primo obiettivo. Ringraziava sempre Dio che gli aveva dato le capacità per aiutare e salvare l’umanità attraverso le sue invenzioni. Ha avuto un ottimo rapporto con i papi, si vedeva spesso con Pio XI che lo chiamava sempre per conoscere le ultime novità, ma era soprattutto molto amico di Eugenio Pacelli che poi diventò Pio XII.

Lei che ricordi ha di quel periodo?

Sebbene fossi molto piccola, mia madre mi portava sempre in Vaticano e io assistevo e partecipavo alle visite perchè il Papa voleva che fossi presente, anche se mia madre doveva sempre corrermi dietro. Sono stata testimone di tanti incontri con il Papa, conservo ricordi indelebili che mi piace condividere e ancora oggi ne parlo sempre e con piacere.

L’invenzione più sorprendente legata a questo luogo?

Mio padre ha realizzato il primo telefono mobile per la macchina di Papa Pio XI che gliene è stato sempre molto grato perché quando viaggiava dal Vaticano a Castel Gandolfo, poteva parlare anche in viaggio.

Gabriele Falciasecca

Memorie è un libro su o di Guglielmo Marconi?

E’un libro di Marconi di cui io sono stato traduttore, curatore e commentatore perché il materiale è di Marconi stesso che lo aveva dettato a una segretaria, in inglese, ma non era destinato alla pubblicazione. Marconi non ha mai pubblicato autobiografie, questi dattiloscritti, qualcuno dei quali ha utilizzato in qualche intervento pubblico, sono quasi un diario intimo che rivela un Marconi inedito. Ci sono passaggi che restituiscono il pensiero di un grande personaggio che ha avuto il coraggio di affrontare un’impresa straordinaria, nel sostenere che si potesse trasmettere dall’Europa all’America, mentre era smentito dai fisici di allora.

Cosa emerge sul carattere di Marconi?

Era un genio che oltre all’intuizione aveva doti caratteriali straordinarie, aveva carattere, ostinazione e soprattutto coraggio.

Il volume cosa comprende, oltre ai suoi dattiloscritti?

Il mondo di Marconi dal 1895 al 1899, appunti, articoli di giornale, è una costruzione personale molto affascinante che io ho tradotto e contestualizzato.

Il dattiloscritto dove è stato trovato?

In Inghilterra, a Oxford, nella Bodleian Library dove era arrivata la documentazione della Marconi’s Company, la grande compagnia di telecomunicazioni che Marconi aveva fondato a Londra e dove sono oggi conservati manufatti e cimeli della Marconi Wireless.

Marconi, che a Londra è stato accolto, finanziato e ascoltato, è stato un cervello in fuga?

Marconi è andato a Londra come oggi si andrebbe in California, perché era il luogo dove chi aveva qualcosa di innovativo doveva andare. La madre era inglese e questo lo agevolò nel trovare un ambiente adatto e ricettivo, dove arrivò nel posto giusto, al momento giusto.

Cosa accade a Roma, in via Condotti, il 12 ottobre 1931?

Si realizza un sogno perché Marconi, dalla sua casa di via Condotti, premendo un pulsante, accende le lampade del Cristo Redentore sul monte Corcovado a Rio De Janeiro. La cerimonia di accensione è stata ripetuta il 12 ottobre 2021 dalla figlia Elettra, nella stessa casa di via Condotti, in occasione del 90esimo anniversario dell’evento.

Il wireless di Marconi era antecedente a questa data?

Si, il wireless ha cominciato a far vedere tutte le sue potenzialità in varie direzioni, dagli inizi degli anni Venti, con gli studi sugli aiuti alla navigazione, la radiodiffusione e la radio, con i ponti radio a microonde e tante altre realizzazioni nate tutte dalla mente di Marconi che aveva già bene in mente i telefonini, una delle cose che aveva detto e scritto certamente si sarebbe realizzata, cioè l’utilizzo di oggetti con cui  gli uomini e le donne si sarebbero scambiati in continuazione “opinioni, pareri e anche lamentele, ma tutto questo sarà molto bello”.

 

La Fondazione Guglielmo Marconi

La Fondazione Marconi custodisce un museo bellissimo, a Pontecchio Marconi, vicino Bologna, dove si può ripercorrere l’epopea marconiana e vedere anche come Marconi aveva intuito e previsto tutte le conseguenze e le possibilità future legate alle sue invenzioni.