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Un dipinto del 1441 torna a casa
nel Museo delle Biccherne di Siena

I Carabinieri dell’Arte scrivono un nuovo capitolo nel libro, per dimensioni diventato enciclopedico, delle opere d’arte recuperate, in Italia e all’estero, restituite ai luoghi di originaria provenienza e legittima conservazione. In un giorno e in un luogo di grande valenza simbolica per l’arte salvata, il 6 aprile anniversario del terremoto che distrusse L’Aquila, nella Caserma La Marmora, sede del Reparto Operativo dei Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, un’altra opera salvata torna finalmente a casa. Un prezioso dipinto appartenente alla serie documentaria delle Biccherne, recuperato dopo oltre un secolo è stato riconsegnato dal Ministro della Cultura Dario Franceschini al Sindaco di Siena.  Le Biccherne erano le copertine lignee con le quali venivano rilegati i libri dei conti della Biccherna, la magistratura finanziaria attiva nella Repubblica di Siena dal XII secolo fino al 1786. L’amministrazione finanziaria si rinnovava ogni sei mesi e i magistrati commissionavano una tavola dipinta dai più importanti pittori rinascimentali che fungeva da copertina alla raccolta degli atti amministrativi.   Nel corso dell’Ottocento alcune Biccherne finirono sul mercato antiquario, prendendo strade diverse, a volte illegali. Il dipinto oggi riconsegnato fu portato in Germania 100 anni fa ed entrò a far parte di una collezione privata. Ricomparso in asta a Sotheby’s nel dicembre 2016, torna in Italia, a Siena, a conclusione di un impegno sinergico che ha coinvolto diverse componenti istituzionali. L’opera, una preziosa tavola fondo oro raffigurante un episodio della Passione, la “Flagellazione di Cristo”,  realizzata nel 1441 dal pittore rinascimentale senese Sano di Pietro, sarà esposta nel Museo delle Biccherne annesso all’Archivio di Stato di Siena e completerà la serie delle 105 Biccherne che vi sono custodite. Fondazione Osservatorio Roma e America Oggi incontrano il Generale Roberto Riccardi, Comandante dei Carabinieri TPC che hanno materialmente recuperato il dipinto a Colonia.

Generale Riccardi, la Biccherna che storia di recupero racconta?

La bella storia di una tavola dipinta da un pittore rinascimentale senese, Sano di Pietro, una Flagellazione di Cristo di pregevolissima fattura.

L’opera dove tornerà?

A Siena e si inserirà nel Museo delle Biccherne che racconta la storia importante della magistratura senese che ogni sei mese documentava il proprio lavoro conservando gli atti amministrativi in un catalogo, la cui copertina era decorata da pitture meravigliose firmate dai grandi artisti senesi. La tavola di Sano di Pietro ritorna perché è affiorata nel 2016 in un’asta di Sothebys a Londra. Abbiamo svolto i primi accertamenti e appurato che si trovava già in una dimensione di proprietà privata, prima dell’avvento della normativa di tutela dello Stato Italiano che è del 1909. La Biccherna era, già nell’800, in Germania, in possesso di un privato. A seguito di un intervento della diplomazia culturale, abbiamo materialmente prelevato la tavola a Colonia, riportata in Italia, ora è a Roma ma tornerà a Siena.

In coordinamento con il Ministero della Cultura

In seno al Ministero della Cultura c’è un Comitato per il recupero e la restituzione dei beni culturali che si occupa della negoziazione per le opere che non possono tornare per la via giudiziaria e per le quali occorre un accordo transattivo che consenta il ritorno. E’ quanto avvenuto in questo caso e oggi ne celebriamo la riuscita. Le procedure sono state seguite, con il capo di Gabinetto del Ministero Annalisa Cipollone, dalle direttrici generali Archivi e ABAP (ndr archeologia, belle arti e paesaggio), Anna Maria Buzzi e Federica Galloni.

Il recupero della Biccherna si inserisce in una storia di successi investigativi del Comando Carabinieri TPC. L’arte salvata è tanta e rende necessaria la costituzione di un museo dove esporre il patrimonio artistico in transito, prima che le opere tornino nei luoghi ai quali appartengono

Il Ministro Dario Franceschini ha dato il suo assenso alla costituzione di una Galleria che racconti in modo permanente il lavoro di salvataggio dell’arte che tutte le componenti del ministero svolgono. La Galleria, che sarà a Roma, sarà il tempio nel quale presentare i reperti dopo il loro salvataggio, in attesa della restituzione ai loro territori di origine. Sarà un modo per raccontare il nostro lavoro  attraverso opere esposte a rotazione e per coinvolgere i cittadini che sono tutti tutori dell’eredità culturale ricevuta dai nostri antenati, un patrimonio,  patris munus, il dono del padre a tutti, di cui tutti siamo parte,  e che è il nostro avere e il nostro essere.

Salvare l’arte è esattamente il contrario di quanto sta avvenendo oggi in Ucraina. Qual è il vostro sentimento?

Siamo tutti in apprensione per l’arte in pericolo in Ucraina, dove sono custodite opere straordinarie, tra le quali una pittura pregevolissima del Caravaggio, La cattura di Cristo e una scultura di Canova, La Pace, il cui nome speriamo sia di buon auspicio.