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Roma città della scienza
TECHNOTOWN hub della scienza creativa

Il racconto di Roma nella sua dimensione contemporanea, arricchisce la tradizionale narrazione di città della storia e dell’arte con quella di città della scienza. La capitale ospita la più estesa comunità accademica e di ricerca in Europa, con quaranta università pubbliche e private, frequentate da circa 250mila studenti. Produce il 50% della ricerca scientifica pubblica nazionale attraverso importanti istituti di ricerca per la fisica, la chimica e la matematica, organizza ogni anno un importante Festival delle Scienze ed è anche il luogo dove hanno vissuto, nelle diverse epoche, scienziati che hanno regalato all’umanità scoperte scientifiche strabilianti. Galileo Galileo, Niccolò Copernico, Angelo Secchi, Guglielmo Marconi, Enrico Fermi,  solo per citarne alcuni, hanno contribuito a caratterizzare Roma come città della scienza che oggi si pone l’obiettivo di  renderla  sempre più inclusiva, di superare le differenze di genere nell’accesso alla scienza e di creare una sempre più diffusa cittadinanza scientifica.  E’ con questo approccio che Roma Capitale apre TECNOTOWN, l’hub della scienza creativa nel Villino Medievale di Villa Torlonia, un luogo suggestivo storicamente e paesaggisticamente che da oggi sarà, soprattutto per i giovani, il punto di riferimento per conoscere la scienza, sperimentarla e costruirla. Fondazione Osservatorio Roma e America Oggi incontrano Claudia Pratelli, assessora alla Scuola, Formazione e Lavoro di Roma Capitale e Gabriele Catanzaro, responsabile scientifico di Technotown.

Claudia Pratelli

Roma educa a costruire l’impossibile?

Technotown, il luogo della scienza creativa, ha proprio la missione ambiziosa di educare a costruire l’impossibile. Con la riapertura di questo hub Roma avrà tanti laboratori con percorsi di apprendimento, di formazione e di impegno in prima persona da parte di chi arriverà per sperimentare e avere accesso diretto alla scienza e alla tecnologia nelle sue forme più innovative e avanzate. I laboratori che sono stati installati e attivati permettono di fare scienza, attraverso la fotografia, i podcast, la robotica.  Per Roma Capitale questo è un luogo di eccellenza, intelligenza e bellezza che deve essere una risorsa a disposizione di tutta la città, per facilitare l’accesso alla cittadinanza scientifica. Si rivolge in  particolare alle più giovani e ai più giovani, per i quali Roma Capitale ha attivato una tariffa speciale di 1 euro a biglietto per far sì che tutti se lo possano permettere. E’ un’occasione anche per chi vive nei territori della nostra città che hanno meno opportunità.

 Quali sono le funzioni e le potenzialità di Technotown?

Una delle missioni di questo luogo è l’accesso per tutti e per tutte alla cittadinanza scientifica, con una maggiore democrazia che ci aiuta a contrastare i divari di genere che ancora ci sono.

Molti indicatori riferiscono che il divario tra maschi e femmine nelle professioni scientifiche è ancora marcato. Queste iniziative possono aiutare?

Certamente, purtroppo in Italia la percentuale di ragazze che decide di intraprendere una carriera scientifica è inferiore al 20%, contro il 37% dei maschi coetanei. In questo luogo le ragazze potranno avvicinarsi alla conoscenza delle innovazioni scientifiche e tecnologiche, sperimentare, costruire, orientare le scelte di vita futura scegliendo in base alle proprie attitudini e non agli stereotipi perché come ricorda la scienziata Karen Sparck Jones “l’informatica è una cosa troppo importante per lasciarla agli uomini”. Technotown è un luogo dove si può muovere un passo importante in questa direzione, dove si prova a raccontare un nuovo approccio alla cultura scientifica e alla sua diffusione.

Cosa si deve intendere per cittadinanza scientifica?

La capacità e la possibilità di decodificare il mondo che ci circonda, il nostro presente e il nostro futuro, anche attraverso la capacità di accedere a informazioni scientifiche e di poter padroneggiare, da protagonisti, il mondo della tecnologia. Questo afferisce a varie dimensioni, perché i primi passi si muovono a scuola, nei luoghi dell’educazione e dell’istruzione dove spesso c’è una difficoltà. Le discipline tecnico-scientifiche sono considerate ostiche, ma la storia pandemica recente dimostra quanto sia importante riuscire a leggere i dati e a decodificare le informazioni di natura scientifica, per autodeterminare la nostra vita e anche per essere cittadini protagonisti attivi del nostro presente e del nostro futuro. La cittadinanza scientifica è un tema sostanziale e una alfabetizzazione scientifica diffusa è assolutamente necessaria.

Quai sono gli obiettivi di Roma Capitale sullo sviluppo sostenibile?

Roma ha una grande sensibilità sul tema della sostenibilità ambientale, è una grande capitale degli enti di ricerca pubblici e privati, è una città in cui si fa conoscenza, si fa scienza, ambiti che vogliamo potenziare e valorizzare il più possibile, ricordando che Roma Capitale concorre al raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile fissati nell’Agenda 20/30.

Gabriele Catanzaro

Technotown nella descrizione del suo responsabile scientifico

Technotown è un hub della scienza creativa, un luogo dove vorremmo educare a realizzare quello che sembra impossibile, ricordando come il mondo della ricerca, della tecnologia, dell’innovazione e della scienza si sia sempre mosso per cose che sembravano impossibili. Attraverso i nostri laboratori e l’utilizzo di strumenti particolari come stampanti 3D, incisori laser, macchine per sviluppo fotografico, telecamere, podcast vorremmo provare a far sì che le persone in questo luogo, soprattutto i ragazzi, si raccontino attraverso la scienza e la tecnologia.

Una definizione di scienza creativa che sia comprensibile a tutti?

Proviamo a spiegare cosa è la scienza creativa.  Immaginiamo di voler trovare una soluzione per un problema che abbiamo nella vita di tutti i giorni, per esempio immaginiamo di costruire una macchina che superi il traffico. L’idea è quella di utilizzare ciò che già c’è, gli strumenti che abbiamo a nostra disposizione, considerati spesso scarti o rifiuti e utilizzarli in maniera costruttiva per trovare le soluzioni che ci necessitano. Vogliamo stimolare le persone che vengono nei nostri laboratori a trovare soluzioni creative per problemi reali della vita quotidiana.

Chi viene a Technotown cosa trova?

Chi viene a Technotown trova e fa, nel senso che vede una mostra attiva, teche con oggetti costruiti attraverso materiali di scarto che qui diventano importantissimi, ma soprattutto impara a fare concretamente perché lavora accanto ai nostri tutor. Ci sono esperienze di stampa tridimensionale, creazione di bigiotteria attraverso nuovi sistemi di fabbricazione, si imparano a fare le incisioni laser, la musica digitale e tante altre cose. Ogni pomeriggio sarà una factory creativa, perché ciascuno potrà creare oggetti che diventeranno parte delle mostre successive. Il giovedì pomeriggio racconteremo quali sono le ultime innovazioni della ricerca, chiacchierando tutti insieme sulle ultime novità scientifiche. Scienza, tecnica e tecnologia diventano strumenti attraverso i quali ognuno impara a esprimersi.

Perché oggi Roma può essere raccontata come città della scienza?

Roma è città della scienza. Technotown è al centro della città, a Villa Torlonia, vicina all’Università La Sapienza, al CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) e a tanti altri enti di ricerca. Roma è stato il luogo dove sono state fatte moltissime scoperte, nell’astronomia con Padre Secchi, nella fisica con i ragazzi di via Panisperna e l’elenco potrebbe continuare a lungo. In ogni angolo di Roma c’è qualcosa che parla di scienza. La nostra idea è che Roma sia città della scienza e sia città che racconta la scienza. Attraverso gli strumenti che abbiamo a disposizione in questo luogo dedicato, vogliamo raccontare noi e la scienza.

Questa iniziativa a chi è rivolta?

A un pubblico di adolescenti, dai dodici anni in su, ma è adatto a tutte le età, ai liceali, agli adulti, a tutti quelli che sono animati da curiosità. Il nostro sogno è vedere questi ambienti pieni di ragazze e ragazzi, a fare scienza  imparando a costruire l’impossibile.