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La Via Francigena
Road to ROME

Il cammino della Via Francigena, la strada che storicamente collegava con Roma i territori a Nord delle Alpi dominati dai Franchi, si arricchisce di una nuova esperienza.  Il Ministero del Turismo e ENIT, l’Agenzia Nazionale del turismo, hanno collaborato alla realizzazione di un docufilm che racconta e a volte svela, località e borghi italiani percorsi a piedi dalla staffetta della Via Francigena. “Road to ROME” è una marcia europea partita da Canterbury con destinazione Roma, proseguita fino alla “Finibus Terrae” di Santa Maria di Leuca in Puglia, alla quale hanno partecipato oltre 3.500 viaggiatori. Un Cammino che si snoda per 3mila chilometri, attraverso Inghilterra, Francia, Svizzera e soprattutto Italia,  2mila chilometri si trovano in territorio italiano, durato 4 mesi, percorso a piedi e raccontato sui social dal volto ufficiale di Road to Rome Myra Stals e da 28 blogger, 11 videomaker, giornalisti e influencer. Una storia che arriva dal passato, vive nel presente ed è consegnata al futuro con la modalità contemporanea dell’immediatezza che trasforma l’esperienza in conoscenza. La Via Francigena scopre l’Italia meno nota, autentica, ricca di bellezze paesaggistiche, storiche, artistiche e di località che si attrezzano per offrire al turista, sempre più pellegrino, l’accoglienza di cui ha bisogno. La storia del Cammino incontra temi attuali, la sostenibilità, le infrastrutture da adeguare per rispondere alle nuove esigenze di un turismo che cambia, diventa lento e cerca esperienze salutari per il corpo e per lo spirito. In occasione della presentazione del docufilm, Fondazione Osservatorio Roma e America Oggi hanno incontrato il Ministro del Turismo Massimo Garavaglia, l’Amministratore Delegato di Enit Roberta Garibaldi, lo scrittore e storico Sergio Valzania, il presidente dell’Associazione Europea Vie Francigene Massimo Tedeschi e Myra Stals, responsabile della comunicazione di Road to Rome.

Massimo Garavaglia

Ministro, quando parla di turismo lento che corre, a cosa fa riferimento?

Il turismo lento è nato in punta di piedi, come fenomeno di nicchia, ma ora corre e sta diventando un fenomeno di massa. La trasformazione è connessa al ruolo del turista, oggi profondamente cambiato perché non più interessato a visitare un luogo velocemente, scattare foto e poi andar via. Il turista si è trasformato in pellegrino, ha interesse a vivere i luoghi che visita, a conoscere le comunità che li abitano, ha curiosità di capire più da vicino come si vive e perchè si sta bene in Italia.

I Cammini cosa rappresentano?

Sono la sintesi perfetta di questa esperienza, perché offrono la possibilità di entrare a contatto con la gente, con le comunità locali, vivendo con esse e condividendo esperienze di benessere e di sport diffuso.

La Via Francigena che esperienza offre?

La Via Francigena è una infrastruttura naturale che consente di fare il Gran Tour dell’Italia, in un modo bellissimo e coinvolgente. E’ un modo diverso di visitare aree particolari del nostro Paese, piccoli borghi dove altrimenti non si andrebbe, e questo è anche un modo intelligente per distribuire i flussi turistici. La Via Francigena è un’esperienza che io stesso ho voluto provare, con 4 ore di cammino nell’Alto Lazio, da Acquapendente a Bolsena, vivendo un’esperienza di puro benessere. Ed è quello che oggi il turista vuole, vivere esperienze di benessere, fare attività sportiva, camminare, correre, andare in bicicletta ed è per questo che l’infrastruttura va curata, deve offrire tutto ciò che serve al turista pellegrino. Se va in bicicletta assistita, lungo la via devono esserci punti di ricarica elettrica e per far sì che la Via Francigena ne sia dotata, abbiamo già fatto un accordo con Enel. Ma lungo la Via ci sarà anche chi offrirà un luogo per dormire e per mangiare ed è così che si crea il percorso economico lungo la via dei Cammini. Il turismo lento che corre va perciò accompagnato perché crea economia.

Perché il turista cerca il Cammino?

 

 

 Il percorso dei Cammini e la Via Francigena in modo particolare, accompagna il nuovo modo di essere del turista, sempre più interessato a conoscere il nostro Paese nelle sue realtà territoriali più belle e più nascoste. Noi lo aiuteremo a scoprire ciò che cerca, anche attraverso l’App digitale che sarà potenziata per offrire tutti i percorsi di geolocalizzazione, assistenza e servizi connessi affinchè il turista, pellegrino o viaggiatore scopra come è bella l’Italia e il modo di vivere italiano.

Roberta Garibaldi

Collegare le persone attraverso un viaggio come e perché è interesse di Enit?

Promuovere l’incoming e pianificare energie e strategie per amplificare la portata internazionale dell’immagine dell’Italia nel mondo è da oltre 100 anni la mission di un ente storico come Enit che sostiene una parte sostanziale del Pil, specificatamente una fetta del 13%, grazie a un lavoro quotidiano per la valorizzazione della Penisola a livello internazionale.

La Via Francigena che tipo di esperienza è?

Una via antica oggi percorsa da nuovi pellegrini colti, curiosi e tecnologici, che seguono il tracciato a piedi o in bici, con l’ausilio di una App. Il percorso italiano non ha nulla da invidiare al Cammino di Santiago che in genere si identifica nella meta, Campostela, mentre chi affronta la Via Francigena lo fa a tappe, percorrendo una parte e fermandosi a visitare le località turistiche. La media si attesta su 6-8 giorni di cammino e questo fa prendere un ritmo diverso al viaggio e incentiva il turismo lento. Fa la differenza l’incontro tra culture, la condivisione del cammino che invoglia a conoscere il territorio in modo nuovo rispetto a una conoscenza limitata che spesso si ha dei luoghi, percorrendoli magari in autostrada, saltando tappe e momenti. Si tratta di relazionarsi direttamente con le comunità e quindi risponde al trend turistico di esperienza di viaggio.

E’ un viaggio di oltre 3mila chilometri

E’ una scommessa sul turismo lento, sui percorsi che fanno del viaggio un luogo diffuso. Si traccia un fil rouge, uno story telling fatto di persone che si incontrano lungo il cammino e che traccia un ritorno alle esperienze reali, con aspettative ed emozioni esaltate con l’arrivo in Italia della staffetta “Road to ROME”.

L’esperienza cosa racconta?

L’impatto tangibile con una Penisola e un modo di vivere unico al mondo. Percorsi umani rivoluzionati dal viaggio, un’esperienza che coinvolge corpo e mente, un invito ai giovani a coltivare il desiderio di mettersi in cammino.

Quanti sono i giovani che raccolgono l’invito?

Il numero dei giovani che decide di percorrere la Via Francigena è in netto aumento, gli under 17 costituiscono il 5%, mentre il 13% è costituito dai ragazzi che hanno un’età compresa tra i 18 e i 24 anni. La percentuale più elevata di partecipanti ha un’età tra 45 e 54 anni.

La partecipazione dei giovani cosa testimonia?

La presenza dei giovani sul cammino è un elemento di grande importanza che testimonia l’attrattività di questo viaggio esperenziale e culturale per un target fino a oggi poco presente sulla Via Francigena, un itinerario frequentato da 80 Paesi in tutto il mondo.

Il turismo lento è un aspetto da valorizzare e promuovere attraverso quali modalità?

Valorizzare il turismo lento è uno degli obiettivi primari che ci poniamo per il prossimo futuro. Grande attenzione al tema della sostenibilità, alla tutela dell’ambiente, alla gestione efficiente delle risorse e dei rifiuti, al rispetto per il patrimonio culturale. I viaggiatori prima di partire cercano informazioni sugli aspetti naturalistici, storici e culturali dei luoghi che visitano, sulle specialità enogastronomiche, sull’artigianato locale.

Il turista è cambiato rispetto agli anni precedenti? Cosa cerca, cosa trova?

Prende sempre più forma una coscienza turistica che diventa non solo consapevolezza del viaggio ma segna il passaggio netto da turista a viaggiatore. Il desiderio di vivere esperienze autentiche a contatto con chi popola i territori, va ben oltre il desiderio di immortalare e portare con sé rappresentazioni iconografiche di palazzi e boschi. La tecnologia consente una personalizzazione sempre più capillare dell’offerta turistica che è oggi in grado di non disattendere le aspettative dei visitatori.

Sergio Valzania

Che esperienza è l’andare?

L’andare è un’esperienza bellissima ed è il senso di tutti i Cammini. L’uomo nasce come nomade, i muscoli più importanti sono nelle gambe, quindi camminare è una cosa naturale.

Come cambiano i luoghi dove si fanno i Cammini?

Rinascono perché trovano una nuova dimensione e un nuovo senso di esistenza. I posti vengono abbandonati perché non vi succedono le cose, quando invece queste accadono, come il passaggio dei pellegrini attraverso i Cammini, i luoghi rinascono.

Perché il Cammino è un nuovo modo di trovare la felicità?

Abbiamo sviluppato la nostra civiltà e il nostro modo di vivere sui consumi che sono importanti ma non esauriscono e non soddisfano completamente l’uomo che ha bisogno di qualcosa che appaghi la sua dimensione spirituale. Il Cammino è l’unico modo che è stato trovato per trovare la felicità.

La Via Francigena è un Cammino particolare?

Tutti i Cammini sono diversi, tutti i camminatori camminano  più o meno nello stesso modo. L’Italia ha solo il problema di essere troppo bella.

E’ un bel problema

Per camminare è un problema perché tutti i giorni c’è una cosa nuova e importante da vedere. Il Cammino di Santiago ha la Meseta e questo significa che per alcuni giorni vedere un albero è una cosa eccezionale. In Italia invece c’è sempre qualcosa da guardare perchè si è sempre immersi nella bellezza.

La Via Francigena cos’è esattamente?

La Via Francigena è un sentiero, un cammino che attraversa l’Italia e consente di vederla da un punto di vista diverso e con un’esperienza di vita molto appagante.

Storicamente perché si chiama Francigena?

Perché a Nord delle Alpi abitavano i Franchi, la popolazione barbarica di Carlo Magno e la strada che veniva dalla terra dei Franchi, arrivava a Roma e poi si è prolungata quando sono iniziati i pellegrinaggi verso Gerusalemme, per questo arriva fino in Puglia, da dove si raggiunge il Santo Sepolcro.

Un Cammino di oltre 3mila Km, di cui 2mila sono in Italia, la Via Francigena è europea ma prevalentemente italiana?

La Via Francigena è sostanzialmente italiana. Questi Cammini sono ricalcati sui pellegrinaggi che portano dal Santo. Nel Cammino di Santiago si va da San Giacomo, con la Via Francigena si va alla tomba di Pietro e se si continua si va al Santo Sepolcro. Questi erano gli assi di un tipo di ricerca che era consuetudine fare nel Medioevo, da coloro i quali camminavano per andare a trovare i Santi. E’ un’esperienza europea perché questo andare nei luoghi dove c’erano le tombe dei Santi era una prassi europea, legata al culto delle reliquie.

Si è passati dal desiderio di ricerca in epoca medievale, all’esigenza di esperienza dei nostri giorni?

Il Cammino è un’esperienza, abbandonata per molto tempo, rinata negli anni Sessanta, quando in America c’era il movimento hippy. C’è un momento nel quale la cultura occidentale ricerca una parte della propria spiritualità e cerca in modo diverso la felicità.  In America gli hippy, in Europa i Cammini.

Massimo Tedeschi

Quanto è conosciuta oggi la Via Francigena?

Dopo la nostra camminata durata 4 mesi, da Nord a Sud, è senz’altro più conosciuta. Lo è in Italia, dove già lo era, ma comincia a esserlo anche in Francia, Svizzera e nel Regno Unito dove sono uscite le Guide in inglese della Cicerone, casa editrice di Londra.  L’autore Sandy Brown ha scritto 3 guide, il primo tomo da Canterbury a Losanna, il secondo da Losanna a Lucca, il terzo da Lucca a Roma. La popolazione anglofona sta acquistando queste guide, segue il blog di Sandy Brown e viene a camminare sulla Via Francigena.

La Via Francigena è il cammino dell’umano. Di chi è questa definizione e qual è il suo significato?

E’ una definizione della sindaca di un paese di 80 abitanti, nella campagna dello Champagne francese. La Via Francigena è un paradigma della vita normale, il cammino, la fatica, la gioia, le mete e l’incontro, è quindi paragonabile al cammino di una persona.

C’è differenza tra l’essere camminatori, turisti culturali, pellegrini?

La differenza sta nella motivazione per cui si fa la Via Francigena. Se la si fa perché si è camminatori, le  motivazioni sono tutte umane, se la si fa da pellegrini, si hanno motivi spirituali e religiosi, se invece non si cammina ma si frequentano i luoghi della Francigena per interessi culturali, si è turisti.  Lungo la Via Francigena ci sono centinaia di eccellenze ambientali, culturali, architettoniche e storiche per le quali stiamo chiedendo il riconoscimento Unesco.

L’Associazione Europea delle Vie Francigene quando nasce?

Ha sede a Fidenza, è una Associazione non di camminatori ma di Comuni, di collettività locali e province che si sono riunite, oggi siamo 210, da Canterbury alla Puglia, per promuovere il cammino e predisporre l’accoglienza dei viaggiatori.

Myra Stals

Come si comunica il Cammino sulla Via Francigena?

Con tanti contenuti diversi, perché solo le foto e i video non rendono pienamente l’esperienza. Ho comunicato ogni giorno sui social in lingua inglese, per avvicinare la platea internazionale, mettendoci anche la faccia. Ho raccontato  dove eravamo, chi incontravamo, cosa mangiavamo, dove dormivamo. La comunicazione era sostenuta da una trentina di blogger che ci hanno accompagnato nel racconto di un viaggio bellissimo.

Come erano i feedback  sui social?

Il nostro canale Instagram ha quasi raddoppiato i suoi followers, su Facebook ci sono state tante visualizzazioni, commenti, manifestazioni di vero interesse e tante richieste di partecipazione.

Lei ha vissuto la Via Francigena e l’ha raccontata…

Come Associazione Europea delle Vie Francigene il racconto rappresenta un aspetto importante perché contribuisce a far conoscere il Cammino, ma la Via Francigena è un’esperienza che deve assolutamente essere vissuta. Sono felice di aver fatto l’intero Cammino e di averlo raccontato.