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10 viaggi nell’architettura italiana

L’Italia è un luogo geografico meraviglioso che disegna uno stivale iconico nella sua particolarità, perfettamente individuabile perfino dalle immagini scattate dallo spazio. Alpi, appennini, pianure, isole si raccontano anche attraverso storie architettoniche diverse che segnano il tempo e la relazione con il paesaggio. L’architettura costruisce luoghi e spazi, la fotografia ne restituisce lo sguardo, soffermandosi sulla visione d’insieme e sul dettaglio, raccontando ogni singolo edificio in dialogo con l’ambiente circostante, nella varietà e con la ricchezza di un territorio stretto e lungo. L’Italia raccontata attraverso le sue architetture moderne e contemporanee è una nuova mappatura del Paese attraverso scatti fotografici che catalogano oltre 250 edifici su tutto il territorio nazionale. Il progetto, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, commissionato da Triennale Milano e dal Museo di Fotografia Contemporanea, ha coinvolto giovani fotografi under 40 che hanno realizzato 10 viaggi nelle architetture italiane, da cui è nata una prima esposizione alla Triennale di Milano e una mostra romana visitabile fino al 4 settembre a Palazzo Altemps. Tra i 3mila scatti realizzati, la mostra allestita nel cortile esterno di Palazzo Altemps, una delle sedi del Museo Nazionale Romano, espone una selezione di 108 stampe di medio e grande formato, su una mappa in rilievo della Penisola che consente ai visitatori di ripercorrere fisicamente gli itinerari tracciati dai fotografi lungo il territorio italiano. La mostra ha la suggestiva particolarità di restituire, oltre al percorso visivo diretto del visitatore, anche uno sguardo d’insieme dall’alto della loggia posta al primo piano di Palazzo Altemps, su una installazione che disegna la forma a stivale della Penisola. Fondazione Osservatorio Roma e America Oggi incontrano Chiara Giobbe, responsabile di Palazzo Altemps, Stephane Verger, direttore del Museo Nazionale Romano, Matteo Balduzzi, curatore della mostra e Flavia Rossi, unica fotografa romana tra i 10 fotografi che hanno partecipato al bando pubblico e ottenuto la committenza, per il racconto di una mostra che consente di viaggiare idealmente attraverso l’Italia e di sostare fisicamente in un gioiello cinquecentesco a pochi passi da Piazza Navona.

Chiara Giobbe  archeologa responsabile di Palazzo Altemps

Un gioiello rinascimentale vicino Piazza Navona che si apre al contemporaneo?

Palazzo Altemps è una delle 4 sedi del Museo Nazionale Romano e ospita le collezioni di scultura antica. E’ un palazzo rinascimentale, costruito alla fine del Cinquecento da Marco Sittico Altemps, cardinale, nipote del papa Pio IV Medici, abitato dalla famiglia Altemps fino alla fine dell’Ottocento, quando è stato venduto alla Santa Sede e ha ospitato il Pontificio Collegio Spagnolo. Nel 1982 lo Stato italiano lo ha acquistato esercitando il diritto di prelazione e dopo 15 anni di restauro è stato aperto al pubblico nel dicembre 1987. Le collezioni di scultura antica ospitate comprendono ciò che resta della collezione Altemps, solo 16 opere e la collezione nobiliare Boncompagni Ludovisi, formatasi in epoca barocca, acquistata dallo Stato nel 1901, formata da 104 sculture tra le quali alcuni capolavori di scultura antica.

Palazzo Altemps ospita mostre dedicate ad artisti contemporanei?

Si, negli ultimi anni sono state ospitate mostre dedicate alla creatività contemporanea, con particolare attenzione alla fotografia. Il Museo si apre alla contemporaneità ma sempre in dialogo con l’architettura del palazzo rinascimentale e con le collezioni di scultura antica.

10 viaggi nell’architettura italiana è una esposizione allestita nel cortile esterno del palazzo. Cosa ha portato a questa scelta?

L’esposizione è allestita all’interno del cortile maggiore di Palazzo Altemps, realizzato alla fine del Cinquecento su progetto di Martino Longhi Il Vecchio. Il cortile offre alla mostra una interessante possibilità di fruizione rispetto al primo allestimento della stessa alla Triennale di Milano, che deriva dal poterla apprezzare anche dall’alto perché posizionandosi sulla loggia del primo piano, è possibile avere una visione d’insieme dell’installazione che ha la forma della penisola e delle isole italiane.

Stephane Verger

Il cortile esterno di Palazzo Altemps accoglie in mostra l’Italia?

Esattamente, il suggestivo cortile di Palazzo Altemps si è rivelato un luogo naturalmente adatto per accogliere la bellissima mappa dell’Italia realizzata con la mostra dei 10 viaggi tra le architetture italiane.

Palazzo Altemps a Piazza Navona è una delle sedi del Museo Nazionale Romano, storicamente sensibile al discorso architettonico

Palazzo Altemps è stato sempre un luogo di innovazione architettonica, tecnica e artistica, ha avuto tanti architetti importanti dal ‘400 fino a tutto il ‘900. Oggi continua una tradizione di creatività contemporanea e questa mostra riguarda tre aspetti contemporanei diversi, l’architettura contemporanea dell’Italia legata ai musei, rappresentata con l’immagine del Museo Nazionale Romano e l’architettura del Planetario, ma ci sono anche altri musei, come quello di Sibari, con architetture interessanti. Poi c’è la fotografia, molto importante per noi che abbiamo un Archivio Fotografico del XX secolo con immagini di urbanistica e vedute di Roma molto interessanti, con atmosfere che ritroviamo nelle immagini esposte in mostra.

L’Archivio Fotografico del Museo Nazionale dove si trova?

A Palazzo Massimo e custodisce circa 600mila fotografie che provengono dall’attività della Sovrintendenza Archeologica di Roma dalla fine dell’800 a oggi.

Matteo Balduzzi curatore

Il Museo di Fotografia Contemporanea ha un ruolo importante nella realizzazione dei 10 viaggi tra le architetture italiane

Il Museo, aperto nel 2004, si trova a Cinisello Balsamo, in un’area metropolitana milanese complessa, è l’unico museo pubblico che si occupa di fotografia contemporanea in Italia, con la  fotografia sociale, il ritratto ma soprattutto con una grande attenzione al tema del paesaggio.

L’allestimento romano a Palazzo Altemps cosa propone?

E’ un allestimento nuovo rispetto alla Triennale, perché si trova in uno spazio aperto, dialoga con la splendida cultura del palazzo, si nutre della luce naturale che cambia di momento in momento. La mostra racconta l’Italia, l’architettura contemporanea italiana e fa vedere quanto è diversa, ricca, capillare. Nel corso dei 10 viaggi sono state fotografate 256 architetture in tutte le regioni italiane, la mostra presenta una selezione di 110 fotografie che sono posizionate fisicamente in corrispondenza con i luoghi in cui sorgono. L’allestimento genera una enorme planimetria dell’Italia, con alpi, appennini, pianure, isole. I 10 viaggi diventano anche 10 viaggi che i visitatori possono compiere idealmente in Italia, seguendo il filo dell’architettura e il lavoro dei fotografi ma anche curiosando in modo inedito nel grande plastico costruito.

La mostra è una collettiva, 10 viaggi e 11 fotografi under 40

Si, rappresentano la nuova generazione di fotografi italiani specializzati nell’architettura e attenti ai temi del paesaggio e del territorio. Roberto Boccaccino, Marina Caneve, Davide Cossu, Louis De Belle, Luca Girardini e  Marco Zorzanello, Paolo Lindozzi, Allegra Martin, Simone Mizzotti, Flavia Rossi, Alberto Sinigaglia hanno lavorato nei diversi luoghi d’Italia assegnati loro,  ciascuno ha avuto un gruppo di regioni. Ognuno ha poi contribuito a selezionare le immagini in mostra e a definire i margini tra il loro sguardo artistico e la correttezza dell’immagine architettonica.

La luce naturale del cortile di Palazzo Altemps cosa aggiunge ai 10 viaggi nell’architettura della penisola italiana?

E’ una luce naturale che cade dall’alto e rimbalza sulle pareti. Il dialogo simbolico tra architettura e territorio riassume, in questo luogo, la dimensione del tempo che si vede in trasparenza guardando le immagini. Pilastri, parti di affresco dialogano con le immagini e man mano che ci si muove nel palazzo, il dialogo cambia e con la luce naturale cambia ancora di più. La soluzione dell’allestimento all’aperto riserva sorprese anche a noi curatori e il consiglio è di visitare la mostra più volte, in orari diversi, perché davvero i viaggi e l’allestimento assumono colori e significati diversi.

La fotografia oggi cos’è?

La fotografia oggi è tutto, soprattutto dopo la pandemia che ha portato a rivedere profondamente la relazione tra il luogo in cui viviamo e cosa facciamo. Oggi è maturato un maggior valore di dove siamo e perché, l’architettura è cambiata perché la pandemia ci ha insegnato che una cucina può diventare un ufficio e la casa al mare un luogo di lavoro. La fotografia coglie e documenta questi cambiamenti.

Flavia Rossi fotografa e architetto

I 10 viaggi fotografici che esperienza raccontano nel progetto Atlante Architetture?

Il progetto nasce nel 2019 dalla partecipazione a un bando pubblico promosso da varie istituzioni, Direzione Generale Creatività Contemporanea del MIC, Triennale Milano e Museo di Fotografia Contemporanea. E’ una committenza pubblica che ha promosso un viaggio molto interessante articolato attraverso tutta la penisola. Ogni fotografo aveva settori o regioni in cui poter agire, a me è stato affidato il Centro-Italia, quindi Toscana, Umbria, Lazio e Marche. Tutti insieme abbiamo consegnato circa 3mila fotografie, dalle quali sono stati selezionati circa 10 scatti da esporre in mostra per ciascun fotografo.

Le sue foto quali edifici ritraggono?

La scelta è stata quella di descrivere almeno una architettura per regione. Essendo io romana, ho avuto la possibilità di esporre un maggior numero di architetture romane o laziali. Abbiamo il Convitto San Tommaso d’Aquino che si trova a Monti, Villa La Saracena di Luigi Moretti a Santa Marinella, la Casa Sperimentale della famiglia Perugina a Fregene, architetture brutaliste  come il Cimitero Comunale a Jesi, la Sinagoga a Livorno, una villa di Innocenzo Prezzavento ad Ascoli Piceno, Casa Lina in Umbria, l’Accademia di Danimarca a Roma. E’ stato molto stimolante lavorare su questo tipo di installazione per la possibilità di avere leggere sovrapposizioni tra le foto, stampate anche in grandi dimensioni. Il Santuario dell’Amore Misericordioso a Collevalenza è una foto che ho stampato in grandissima dimensione, perché c’è maggior dialogo tra l’architettura di un santuario imponente e il paesaggio tipico dell’Italia centrale con ulivi e colline.

Il viaggio fotografico è stato anche un viaggio emotivo?

Si, il viaggio ha avuto un forte impatto emotivo anche perché è raro avere una committenza tanto ampia da un solo lavoro. La fotografia d’architettura va a braccetto con la luce che va studiata, vanno effettuati sopralluoghi per capire come si comporta la luce, se l’architettura è accessibile in determinati orari, se è aperta al pubblico, come e se eventualmente i visitatori possono essere inseriti nelle immagini.  La gestione della parte organizzativa dell’itinerario, ha reso indubbiamente il viaggio molto interessante anche dal punto di vista umano.

Le architetture fotografate sono pubbliche o private?

Sia pubbliche che private, abitazioni, musei, chiese, enti pubblici.

L’architettura come viene rappresentata dalla fotografia in questo progetto?

L’architettura viene sia interpretata, sia resa come documentazione dalla fotografia.