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PAPALE PAPALE
L’urban art mette l’aureola

L’urban art arriva nel piazzale della Basilica Inferiore di Assisi, sulla tomba di San Francesco, nel luogo dove Papa Francesco ha firmato l’Enciclica Fratelli Tutti. La street art, generalmente associata a un concetto di precarietà perché molte delle opere realizzate vengono cancellate dal tempo o a volte rimosse, conquista un riconoscimento importante, viene accolta in un luogo sacro e considerata un efficace mezzo per comunicare il magistero della Chiesa. Se l’urban art mette l’aureola il merito è di MAUPAL, lo street artist romano, nato e cresciuto a Borgo Pio, lo storico quartiere della Roma papalina che circonda San Pietro, che dal 2014 interpreta e diffonde il magistero di Papa Francesco, disegnando il Pontefice in opere conosciute a livello planetario. Una selezione delle creazioni artistche ispirate al Papa, saranno in mostra dal 15 settembre al 6 novembre ad Assisi, in una esposizione che si racconta già dal titolo, Papale Papale. Fondazione Osservatorio Roma e America Oggi incontrano Mauro Pallotta, in arte MAUPAL, l’artista irregolare che disegna un papa singolare e Azzurra Pizzi, storica dell’arte e curatrice della mostra, per approfondire la nuova dimensione di una urban art che esce dalla strada ed entra nelle chiese.

MAUPAL

“Le mie opere nascono per diffondere un messaggio”. Quali temi sono oggi al centro della sua produzione artistica?

Il mio obiettivo è accendere i riflettori su argomenti sociali che mi stanno molto a cuore, a cominciare dalla pace nel mondo, all’ambiente, alle molte problematiche che interessano Roma, la mia città.

Molte sue opere sono ispirate a Papa Francesco. La prima, il Super Pope, ha rappresentato il Papa come un supereroe. Si è chiesto perché ha conquistato il mondo?

La street art nasce come linguaggio di protesta, con opere che mettono spesso in risalto cose negative. Il SuperPope ha capovolto questa impostazione, sovvertendo le regole di ciò che la street art aveva fino ad allora rappresentato. L’opera conteneva in sé un auspicio e un messaggio positivo e aveva come protagonista il Papa. Penso sia per questo che ha fatto il giro del mondo.

Un papa super eroe perché?

Ho concepito l’opera Super Pope subito dopo l’elezione di Papa Francesco al soglio pontificio, non lo conoscevo ancora bene ma ho subito scommesso che fosse un papa empatico, umile, da disegnare con i suoi occhiali da vista, la sua pancetta, la borsetta che ho immaginato contenesse i valori cristiani, ma dalla quale fuoriusciva anche la sciarpetta della sua squadra del cuore, il San Lorenzo.

Papa Francesco rappresentato come super eroe ma anche come papa operaio, semplice e umile. Un racconto per immagini parallelo al suo magistero?

Credo che Papa Francesco sia un personaggio potente, che  andrebbe attentamente seguito, a prescindere dal fatto che si sia credenti o non,  perché è un illuminato che ha anticipato e anticipa problematiche e lo fa con grande chiarezza. Lo seguo, lo rappresento, cercando di mettere in evidenza le direttive che arrivano anche attraverso la lettura attenta delle sue Encicliche.

Maupal, lei afferma che “Papa Francesco ha operato una scossa”. Le sue opere di street art raccontano questo stravolgimento?

Indubbiamente ha operato una scossa perché lui stesso è una sorta di cortocircuito che si propone in modo diverso rispetto a quella che è sempre stata l’immagine del Papa nella iconografia tradizionale. Papa Francesco è percepito quasi come una sorta di nonno da tanti di noi. Cerco di raccontare con il disegno il suo modo di comunicare, diretto e rivolto ai più deboli e la sua empatia.

La sua arte fa una sintesi efficace del magistero di Papa Francesco. Quali riscontri ha la sua divulgazione per immagini?

Chi segue le mie opere in genere le apprezza, perché metto in grafica quello che potrebbe essere spiegato con mille parole.

La rappresentazione immediata, incisiva, divertente di un magistero spiegato con leggerezza. Papale Papale, un titolo che racconta tutto di una mostra che ha al centro Papa Francesco

Ho la fortuna di poter esporre gran parte delle mie opere dedicate a Papa Francesco, nella città mondiale della pace, nel Portico della Basilica Inferiore di Assisi. La mostra è una ricostruzione del percorso fatto in questi anni. Il titolo è un gioco di parole perché a Roma papale papale significa essere realisti al 100% e ciò coincide con il mio linguaggio artistico. Le mie immagini semplificate, sintetizzate e dirette sono spesso papale papale anche quando non disegno il Papa.

E’ la prima volta che uno street artist espone ad Assisi?

Si, ed è per me un grande onore. In questa occasione donerò al Sacro Convento di Assisi un’opera inedita, dedicata a Papa Francesco, che parlerà della guerra tra Russia e Ucraina, un problema attuale che interessa il mondo intero.

Il Super Pope mette le ali e approda ad Assisi. Il Papa è perfino presente su uno striscione che delimita il cantiere

Sullo striscione che delimita il cantiere ho disegnato  il Papa al lavoro con un caschetto, rappresentato a metà tra un operaio e un “graffitaro”, uno street artist che scrive sul muro FRATELLI TUTTI, il titolo dell’ultima Enciclica. E’ già questo un messaggio di fratellanza universale che si svilupperà con le 10 opere esposte sotto il Portico.

Quanto è importante aver organizzato la mostra ad Assisi?

Assisi, luogo simbolicamente e spiritualmente significativo, è il luogo ideale dove allestire una mostra che ha un certo tipo di contenuti, anche perché Papa Francesco ha firmato l’Enciclica Fratelli Tutti, alla quale la mostra si ispira, proprio al Sacro Convento.

Papale Papale è una esposizione promossa dal Sacro Convento e curata da Azzurra Pizzi, storica dell’arte

Il Sacro Convento ci accoglie, io sono onorato di esporre in un luogo così importante e questo accade anche grazie all’affiancamento di Azzurra Pizzi.

Il Sacro Convento organizza, il Vaticano apprezza e rilancia, l’urban art dalla strada, oltre che nei musei e nelle gallerie, entra nelle chiese. La street art mette l’aureola ed è un riconoscimento significativo…

Non mi sono mai posto limiti per esporre le mie opere in gallerie o musei, non entrando nella diatriba se sia giusto o meno che la street art si musealizzi, ma certamente questa mostra segna un punto di svolta perché la street art entra nella Chiesa. E’ un passo che può essere letto anche come un ritorno al passato, perché la Chiesa ha in molte occasioni preso sotto braccio gli artisti per fare propaganda cattolica. In questa circostanza non si fa propaganda, ma si cammina insieme alla contemporaneità e questo è segno di grande apertura della Chiesa nei confronti della street art.

Con un linguaggio pop comprensibile a tutti

Con un linguaggio estremamente popolare, per tutti, vicino a tutti.

Azzurra Pizzi

Papale Papale è una mostra non comune di cui lei è la curatrice. Come l’ha concepita e costruita?

L’apporto di uno storico dell’arte serve non solo a documentare, studiare e catalogare ma anche a far capire le istanze più urgenti dell’attualità. Con la mostra Papale Papale ho ritenuto opportuno costruire una mostra in cui ci fosse spazio per la denuncia ma anche per l’ ironia, perché soprattutto in considerazione del periodo particolarmente complicato per la situazione geopolitica che stiamo vivendo,   la gente ha bisogno di sorridere. Le tematiche affrontate sono quelle della tutela ambientale, sostenibilità, della speranza e necessità di una pace globale. I temi sono proposti con la street art di Maupal, incarnate dalla figura di Papa Francesco che l’artista ha reso, fin dal 2014, una icona pop molto vicina a noi.

Quante e quali opere sono esposte?

Sono state selezionate 9 opere che saranno illustrate in ordine cronologico per lasciar emergere l’inventiva dell’artista, con la ricostruzione delle circostanze della prima esposizione. Nove stampe riproducono momenti di street art, le prime apparizioni spontanee che sono poi state cancellate dal tempo o addirittura rimosse. Le stampe in questo caso documentano, anche dal punto di vista storico, le prime apparizioni delle opere.

Il grande protagonista delle opere è sempre il Papa?

Si, dal Super Pope fino all’ultima opera grafica commissionata dalla Via della Pace, con la figura di Papa Francesco che disegna su un muro la sagoma di una colomba, come se fosse anche lui un urban artist, che ricorda quella disegnata da Pablo Picasso in occasione del primo congresso mondiale per la Pace. E’ un’opera grafica che ha al suo interno una citazione artistica.

Con quale tecnica sono realizzate?

 Super Pope, che apre il percorso espositivo, è stata realizzata con la tecnica della stick art, insieme ad altre come quella in cui Papa Francesco gioca a tris e vince scegliendo il simbolo della pace. Altre opere sono creazioni realizzate come opera murale, come quella in cui il Papa denuncia i disastri dell’inquinamento e sgombra il cielo dallo smog che dilaga nelle città, o per creazioni concepite per altri contesti, come il disegno della torta speciale consegnata in occasione del compleanno del Papa. Ci sono più declinazioni artistiche per far capire la versatilità di Maupal che si esprime in più modi e in più contesti.

Il Sacro Convento come ha accolto la proposta di una mostra di street art?

Padre Moroni, custode del Sacro Convento e Padre Paoletti, presidente della Cultura, hanno voluto coinvolgere e interessare tutta l’area della piazza antistante la Basilica Inferiore di San Francesco in Assisi, Patrimonio Unesco artistico e architettonico oltrechè emblema di spiritualità, delineandola con la realizzazione di uno striscione che rispecchiasse la componente moderna della street art con la creazione di Maupal e il collegamento più diretto dell’Enciclica Papale Fratelli Tutti, firmata da Papa Francesco sulla tomba di San Francesco.

Cosa era importante comunicare?

Il messaggio di auspicio dell’Enciclica Fratelli Tutti, un grido religioso e laico, il senso di vicinanza a tutti noi, in un luogo di grande significato spirituale. E’ un richiamo presente anche nell’opera inedita realizzata da Maupal e donata al Sacro Convento nella inaugurazione del 15 settembre. Era importante creare un filo rosso che unisse vari momenti.

La mostra allestita in un luogo spiritualmente tanto significativo, cambia la considerazione della street art o rimane un episodio legato solo all’arte di Maupal?

Questa piazza, che non è solo uno spazio di incontro di pellegrini ma è un luogo che prepara a una visita importante, assume anche l’aspetto più profondo dell’accoglienza, intesa in senso ampio e generale. Accoglienza non solo fisica, ma di un valore, di un ideale, di un modo di concepire l’arte. Il fatto che un brano di street art, episodio o pagina che dir si voglia, rappresentato da Maupal, sia stato accolto in un Porticato sempre aperto, 24 ore al giorno,  fruibile da tutti e senza alcun costo di accesso, significa che la street art non è musealizzata ma fa sempre parte del contesto cittadino, vive nel contesto urbano, è importante perché riconosce alla street art il suo valore artistico.

Cos’è oggi l’urban art?

Non è solo denuncia, non è irriverenza, è un’arte che affronta temi importanti utilizzando un linguaggio che arriva a tutti.