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Roma racconta 100 donne
100 donne raccontano Roma

Roma ha per la prima volta nella sua storia un Sindaco donna. La novità non è irrilevante, è una novità che fa notizia. Arrivi a Piazza del Campidoglio, abbracci con lo sguardo la bellezza di uno scenario suggestivo, entri in una sala espositiva dei Musei Capitolini e sei di nuovo a Roma, immersa nei quartieri, nelle strade, nelle stanze, nelle giornate e nelle vite di 100 donne che con Roma si sono incontrate. E la storia del loro incontro è racchiusa in uno scatto.

I Musei Capitolini sono la sede ospitante e di supporto organizzativo alla mostra Roma Il Racconto Di Cento Donne, progetto promosso dall’Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani e affidate alla maestria di un giovane e talentuoso fotografo romano, Jacopo Brogioni che ha fotografato 100 donne affidando loro il compito di raccontare la città attraverso le loro storie. L’esposizione, curata dallo studio Fuksas, è arricchita dalla narrazione di Raffaele Timperi.

Visitare la mostra è come passeggiare tra vicoli, strade, palazzi visti con gli occhi di donne che in quel preciso momento appartengono a quel luogo. Tutte le immagini sono esposte con lo stesso parametro di visibilità, sorrette da colonne trasparenti e da blocchi di travertino romano, completate da didascalie con i nomi delle donne e dei luoghi scenario dello scatto. Sono rappresentate donne espressione di età e condizioni diverse, con differenti professioni e ruoli nella società, che abitano luoghi in contrasto tra loro, seppur parte della stessa città. L’Osservatorio Roma ha scelto le immagini  che hanno sullo sfondo elementi architettonici immediatamente riconducibili a Roma, cartoline meravigliose che viaggiano per il mondo esportando il sapore dolcissimo della romanità e della italianità.  L’anziana carciofara ritratta al suo banchetto nel mercato di Campo dei Fiori incanta per la assoluta naturalezza, intenta a preparare minestroni ma sovrastata da una tale quantità di carciofi, verdura romana per eccellenza, che non fa di lei una fruttivendola, ma appunto una carciofara. La grattacheccara di via Trionfale, orgogliosa erede della madre, figura simbolo del quartiere, mescola soddisfatta le amarene e quasi sembra sfidarti con lo sguardo fiero a fare meglio di lei, nun ce provà, te lo sai da fa così? L’immagine sembra restituire il suo pensiero. La fioraia del piazzale antistante il Cimitero Monumentale del Verano, assembla il mazzo di fiori cercando di dare un colore e un’allegria a pallidi crisantemi. La pasticciera del Ghetto, di via del Portico d’Ottavia porta come un trofeo la torta di visciole e ricotta e perfino le sue collaboratrici, ferme in grembiule bianco d’ordinanza per la pausa sigaretta, la guardano con ammirazione. E attraverso questo scatto, pare di sentire il profumo delicato e speciale di un dolce tipico.  Ma Roma non la incontrano solo queste donne di una certa età che rappresentano l’aspetto più caro e tradizionale di una città quasi pittoresca.  La foto della giovane militare che imbraccia un fucile e, nell’esercizio delle sue funzioni, si erge a protezione del Pantheon, racconta e sottende altre cose, che ognuno elabora come crede ma la potenza del messaggio è per tutti di grande impatto. Ispirata alle stesse finalità ma più tenera è lo scatto della giovane poliziotta in divisa intenta a fotografare il Colosseo, per motivi di sicurezza probabilmente, con un effetto molto gradevole. La più iconica delle foto è la vigilessa ritratta a dirigere il traffico sulla storica pedana a Piazza Venezia, con alle spalle l’altare della Patria. Seguono la postina in motorino a Trastevere, il medico al policlinico Umberto I, la giornalista che ha sullo sfondo la cittadella giudiziaria di Piazzale Clodio, l’ edicolante, la capotreno alla stazione Termini, la pilota di elicottero in volo sulla città, l’autista di autobus, l’ambulanziera in servizio a Piazza San  Giovanni in occasione di un raduno, la tassista con l’auto dal tettuccio trasparente  per favorire una visione piena del monumento che sta costeggiando, la ricercatrice, la violinista dell’Auditorium Parco della Musica, l’avvocato che sale le scale della Corte di Cassazione con la toga che le scivola dalle mani, e poi le donne impegnate istituzionalmente, la Sindaca Virginia Raggi ritratta nella Sala Giulio Cesare, la Presidente del Senato Maria Elisabetta Casellati a Palazzo Giustiniani, nella Sala della Costituzione, la direttrice del Maxxi Giovanna Melandri, la direttrice della Treccani nell’Istituto della Enciclopedia italiana, Paola Severino al rettorato della  Luiss, Azzurra Caltagirone sul tetto de Il Messaggero,  Giorgia Meloni al Vittoriano, Federica Sciarelli a Monte Mario. E poi le turiste, venute a Roma per inebriarsene, la foto più rappresentativa è quella di una giovane con un delizioso abito azzurro che attraversa leggiadra il ponte di Castel Sant’Angelo, seguita dalla turista che si scatta un selfie con alle spalle la fontana di Trevi. E poi la suora al Santuario del Divino Amore, la mamma che partorisce, la mamma che fa la spesa con figli al seguito, la giovane dell’Università La Sapienza appena laureata che sorride all’obiettivo con la corona d’alloro. E la colf in divisa che annaffia le piante sul terrazzo signorile del quartiere Ludovisi, e la donna che cerca di stendere il bucato nello spazio risicato di una finestra di Tor Bella Monaca. E la signora pariolina che si gode il relax del circolo ai Parioli. E la nota cantante che suona la chitarra, l’attrice in posa sul set. E ancora tante altre immagini, di vite, di donne incredibili  tutte belle da vedere e raccontare. Donne che raccontano Roma, Roma che racconta le donne. Finalmente.